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Franco Battiato è morto

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Redazione 18 maggio 2021 08:19

Si è spento questa mattina nella sua residenza Franco Battiato. Lo rende noto la famiglia. I funerali avverranno in forma privata. Da tempo, per una malattia, si era ritirato dalla scena pubblica nella sua casa di Milo dove si è spento.

Franco Battiato è morto

A dare notizia della sua morte e ad esprimere cordoglio per la morte di Battiato è stato, per primo, il direttore di “Civiltà Cattolica” Antonio Spadaro che ha dedicato un tweet al cantautore con i versi della canzone “La cura”.  

“E guarirai da tutte le malattie

Perché sei un essere speciale

Ed io, avrò cura di te”.

Ciao, Franco #Battiato https://t.co/Jh8td55vDH

— Antonio Spadaro (@antoniospadaro) May 18, 2021

Lungo questi decenni Battiato ha costruito un percorso davvero unico nel panorama italiano, praticando l’arte della provocazione e facendo per qualche tempo anche l’assessore alla Cultura in Regione Sicilia con la Giunta Crocetta. L’esperienza è durata da novembre 2013 a marzo 2014 e si è conclusa malissimo. 

Battiato era nato il 23 marzo 1945 a Riposto in provincia di Catania. Poi si era trasferito a Roma e a Milano dove aveva cominciato suonando la chitarra nei cabaret dove si esibivano Paolo Poli, Enzo Jannacci e altri artisti emergenti. Ha esordito con due singoli per la rivista Nuova Enigmistica Tascabile, con il nome di Francesco Battiato (il suo nome di battesimo). Si trattava di cover di brani di successo di altri. Poi insieme a Gregorio Alicata ha formato il duo Gli ambulanti esibendosi davanti alle scuole con un repertorio di canzoni di protesta. Giorgio Gaber propose i suoi brani alla casa discografica Ricordi ma nel frattempo a causa di alcune incomprensioni il duo si sciolse e Battiato proseguì da solo la sua carriera, con la casa discografica Jolly. I primi singoli incisi con il nome di Franco Battiato furono La Torre e Le reazioni, seguita dalla prima apparizione in tv datata primo maggio 1967 nel programma Diamoci del tu condotto da Gaber con Caterina Caselli. Nel 1968 Battiato passò alla Philips cambiando genere. “È l’amore” è il primo successo commerciale. Nel 1969 con il brano Bella ragazza partecipò a Un disco per l’estate. 

Nel 1971 arriva la prima svolta con l’arrivederci al formato canzone e l’approdo alla musica sperimentale con sonorità elettroniche. Pubblica alcuni album con l’etichetta indipendente Bla Bla tra cui l’album d’esordio Fetus che vende meno di diecimila copie: ne esiste anche una versione in inglese intitolata Foetus. Fonda un gruppo, i Battiato Pollution, nel 1972 e con loro pubblica l’album Pollution che diventa il 59esimo più venduto dell’anno. Dopo aver ricevuto lezioni musicali da Karlheinz Stockhausen, pubblica Sulle corde di Aries. Il disco seguente è Clic ed è dedicato proprio a Stockhausen. La canzone Propiedad prohibida diventa la sigla d’apertura di Tg2 dossier.  

Franco Battiato: la carriera e l’arte

Nel 1976 Battiato passa alla Dischi Ricordi e l’anno successivo pubblica l’album che porta il suo nome con cui si avvicina al genere teatrale e porta in scena, nello stesso anno, l’opera musicale Baby Sitter. Conosce anche il musicista Giusto Pio, con il quale stringe un sodalizio all’insegna del violino. L’anno seguente esce Juke Box e nel 1979 con l’album L’Egitto prima delle sabbie si aggiudica il premio Stockhausen per la musica contemporanea. 

Nel 1979 pubblica con Pio un 45 giri con lo pseudonimo Astra. Il disco contiene due brani, Adieu e San Marco. Passa alla Emi e torna al formato canzone e registra “L’era del cinghiale bianco”. Una prima versione dell’album vede assenti il basso e la batteria. Poi convoca altri musicisti, tra cui Tullio De Piscopo, e registra di nuovo l’album che all’inizio vede titubante riguardo la sua pubblicazione la sua casa discografica. Alla fine l’album viene definito il più bello dell’anno da una giuria musicale del mensile Nuovo Sound. 

Il riferimento del titolo è ad un’imprecisata “era del cinghiale bianco” e proviene da un’antica leggenda celtica, che vedeva nel’animale l’emblema assoluto del sapere spirituale.

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