Francia: Il tempo delle mele è finito

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Vic Berreton Le Pen – Ancora fa sognare la bellissima Sophie Marceau ne Il Tempo delle Mele. Rimangono ancora impresse le indimenticabili immagini della giovane acerba Vic Berreton. Una ragazza che si sarebbe trasformata in una donna. Fotografata in un film divenuto un vero e proprio cult dei nostri tempi, proprio nella fase di transizione di questo processo che la ritraeva ancora acerba.

Sembra l’eterna storia di Marie Le Pen, che dopo aver mutato il Front in Rassemblement National, nella speranza di riuscire ad abbracciare un pubblico più ampio, registra l’ennesima delusione.

Perché? Come mai questa battuta d’arresto? Il Front non ha avuto alle elezioni regionali francesi alcuna battuta d’arresto. Il problema è un altro: il Front è mai riuscito a decollare!

Nel 2002 Chirac stravinse il secondo turno delle elezioni presidenziali. Jean-Marie Le Pen aveva ottenuto quasi il 17% al primo turno e poco più del 17 al secondo. Nel 2017 Marine Le Pen perse meno nettamente al secondo turno ma con oltre il 66% dei francesi dall’altra parte, dopo aver ottenuto poco più del 21 al primo turno.

Nelle elezioni di 5 anni prima aveva ottenuto circa il 18%, non molto distante dal padre dieci anni prima.

Il Front con Marine è cresciuto dai quattro ai sei punti di media. Un risultato paragonabile ad Alleanza Nazionale nata dalle ceneri del Movimento Sociale Italiano.

Però questo è avvenuto nel momento di peggior crisi del Partito Socialista e dei gollisti nella storia della quinta repubblica. Tanto da sembrare che i francesi potessero solo consegnarsi al Front oppure consegnarsi all’immobilismo.

La nascita di Macron

Allora è nato il fenomeno Macron. Con il suo movimento En Marche è riuscito a conquistare l’Eliseo. Oggi Macron paga il non radicamento del suo partito. Rischia semplicemente la fine di Valery Giscard D’Estaing.

Ma il vero guaio per Marine risiede nel fatto che non riesce a convincere la maggior parte dei Francesi di essere un’alternativa possibile ed affidabile. La sua evoluzione è rimasta a metà.

In questi anni il suo partito avrebbe dovuto, sfruttando la debolezza e l’insipienza dei suoi legittimi eredi, fare un’operazione di profondo rinnovamento che lo portasse ad accaparrarsi in larga parte la memoria del Generale De Gaulle. Doveva diventare un partito capace di conquistare il cuore degli elettori affrettandosi come una destra di governo.

Che senso ha essere il partito di maggioranza relativa, se poi si è perennemente esclusi dall’amministrazione dello Stato e degli enti territoriali più importanti?

Oggi il percorso è in salita vista la rinascita dei gollisti. Se Marine non fa una vera rivoluzione copernicana nel proprio movimento, rischia di portare perennemente il marchio di troppo poco credibile come leader matura ed essere fuori tempo massimo per affascinare nella figura di Vic.

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