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Incassata la fiducia al Senato con 262 Sì, 40 voti contrari (di cui 15 del Movimento 5 stelle) e 8 assenti, Mario Draghi oggi è atteso a Montecitorio per il bis. Anche qui l’esito della votazione appare scontato, vista la larghissima maggioranza che sostiene il nuovo esecutivo, ma il premier potrebbe fornire nuovi dettagli sul suo programma di governo. Le principali direttrici sono già state chiarite ieri: l’ambiente, la digitalizzazione del Paese, la riforma del fisco e le politiche del lavoro, la parità di genere, la garanzia di continuità con il Conte 2, la cui “mole di lavoro” sarà la base da cui ripartire per il Recovery plan, l’europeismo e l’irrinunciabilità dell’euro. Resta da capire, anche alla Camera, quale sarà il peso specifico dei deputati pentastellati schierati per il No nonostante le indicazioni degli iscritti su Rousseau. La tabella di marcia prevede dalle 9 alle 12 l’intervento del premier e il dibattito generale, un’ora e mezza di pausa per la sanificazione dell’aula, quindi la ripresa della discussione. Alle 18 ci sarà la replica del presidente del Consiglio, subito dopo le dichiarazioni di voto dei capigruppo e intorno alle 20 partirà la prima chiama per il voto di fiducia.

Numeri alla mano, l’ex capo della Bce dovrebbe incassare in serata più di 550 voti: può contare sul Sì degli 88 deputati di Forza Italia, 131 della Lega, 28 renziani, 93 parlamentari del Partito democratico, una cinquantina di voti dal gruppo Misto. Sulla carta ci sono anche i 190 Sì del Movimento 5 stelle, ma dopo la frattura al Senato anche qui il drappello di deputati schierati per il No potrebbe farsi consistente. Non è compatto nemmeno Liberi e uguali (12 seggi), la cui anima afferente a Sinistra italiana è contraria alla fiducia. L’unico No certo è quello dei 33 deputati di Fratelli d’Italia. Se Draghi dovesse ottenere più di 556 voti, supererebbe il record di Mario Monti nel 2011. Un traguardo che al Senato non è stato battuto, visto che il neopremier è arrivato a 262 contro i 281 voti a favore del senatore a vita. Ottenuto il via libera della Camera, l’esecutivo sarà nel pieno delle sue funzioni.

CRONACA ORA PER ORA

8.58 – I ministri arrivano a Montecitorio

8.47 – Meloni a Repubblica: “Fdi non si piega a democrazia dimezzata”
“Non si tratta né di essere pro o contro Draghi – personalità certamente rispettabile – e nemmeno di essere pro o contro l’Europa, sulla cui costruzione futura è legittimo avere opinioni differenti. Si tratta, più semplicemente, di non rassegnarsi all’idea che quella italiana sia una democrazia dimezzata, nella quale il voto dei cittadini conta sempre meno e quando il gioco si fa duro arriva qualcuno calato dall’alto per provare a fare ciò che chi viene scelto dal popolo non saprebbe certamente fare”. Così la leader di Fdi Giorgia Meloni in una lettera a Repubblica.

L’articolo Fiducia al governo Draghi, la diretta – Dopo la larga maggioranza al Senato il premier atteso oggi alla Camera: il discorso dalle 9 proviene da Il Fatto Quotidiano.

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