ecco-tutti-gli-animali-che-rischiamo-di-non-vedere
Spread the love

Lo scorso anno sono già sparite 31 specie tra piante e animali. La loro estinzione preoccupa il WWF.

«La sopravvivenza del nostro Pianeta dipende principalmente da una specie: la nostra»

ISOLE FAROE – Lo scorso 12 settembre un branco di 1.428 delfini sono stati uccisi alle isole Faroe. Dopo neanche dieci giorni, nello stesso luogo, si è consumata l’uccisione di 52 balene pilota.  Un altro sanguinoso tributo sull’altare della “Grindadrap” la tradizionale caccia di balene e cetacei nell’arcipelago delle isole Faroe, situate nell’Oceano Atlantico e appartenente alla Danimarca.

Un esempio, solo l’ultimo di una lunga serie di stragi che l’uomo sta compiendo a danno degli animali. In alcuni di questi casi causandone il rischio di estinzione. Caccia che vuol dire anche distruzione degli habitat, commercio illegale, bracconaggio, inquinamento, cambiamenti climatici. Una lunga mano che fa tabula rasa dell’ecosistema. A pagarne le conseguenze proprio gli animali. 

Animali che si stanno estinguendo – Siamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa. Un allarme che gli esperti hanno lanciato da tempo. Lo Iucn, ovvero l’Unione internazionale per la conservazione della natura, ha aggiornato recentemente la Lista Rossa delle specie minacciate, registrando nel solo 2020 l’estinzione di 31 specie tra piante e animali. Tra questi alcune specie di rane dell’America centrale e meridionale e di pesci d’acqua dolce e una tipologia di pipistrello. Allargando la forbice temporale sono 73 le specie estinte di recente: si va dalla tartaruga nera dal guscio molle al geco di Christmas Island, passando per l’orice dalle corna a sciabola e l’ara di Spix. Nei prossimi 20 anni rischia di sparire per sempre lo stesso numero di specie che si è estinto nel corso del Novecento, a causa soprattutto della costante attività distruttiva dell’uomo nei confronti della natura. Gli attuali tassi di scomparsa per le specie sono 100-1000 volte maggiori rispetto a quelli precedenti. Oggi, molte delle specie esistenti sono sull’orlo del precipizio, in particolare tra i vertebrati. Il 21% delle specie di uccelli, il 27% delle specie di mammiferi e il 36% delle specie di anfibi sono minacciate dall’estinzione.

Addio rinoceronti, gorilla e pappagalli – In particolare ci sono 10 animali a rischio di estinzione secondo la lista rossa dell’Iucn. Del Rinoceronte di Giava rimane un’unica popolazione in natura, di appena 60 esemplari, nel parco nazionale di Ujung Kulon in Indonesia. Sono solo 680 i Gorilla di montagna che oggi si trovano nella regione dei Monti Virunga in Uganda. E che dire dei 103 esemplari, dei quali soltanto 6 femmine, di leopardo dell’Amur originario delle zone montane di Corea, Cina e Russia orientale. Il pappagallo Amazzone imperiale della piccola isola Dominica, nel Mar dei Caraibi conta solo un centinaio di individui. Restano solo 2000 esemplari dell’Elefante di Sumatra. Addirittura solo 12 i Vaquinta, una specie di focena, viventi nel Golfo della California, monitorati uno per uno per scongiurare la scomparsa definitiva della specie.

Tutto dipende da noi – E ancora: la balena franca nordatlantica, la gazzella dama, il bradipo pigmeo, gran parte delle famiglie di tartarughe e diversi tipi di insetti, roditori, volatili. E primati, a partire dal gorilla e dall’orango di Tapanuli con solo 800 individui in natura, la popolazione più bassa tra tutte le grandi scimmie.

Come fare per fermare questa ecatombe? Molti progetti di conservazione sono stati avviati in diverse parti del mondo. Ma una cosa è lampante: «La sopravvivenza del nostro Pianeta dipende principalmente da una specie: la nostra – ammonisce il WWF – E da come riusciremo a ricostruire un rapporto di armonia con l’ambiente, utilizzando le risorse naturali senza distruggerle».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *