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Il contratto firmato tra Francia ed Emirati Arabi Uniti prevede la fornitura di 80 caccia Rafale ad Abu Dhabi. E l’Italia…

“Rafale. Firma di uno storico contratto con gli Emirati Arabi Uniti”.

Ha commentato così il ministro della Difesa francese Florence Parly la stipula del contratto tra Francia ed Emirati Arabi Uniti per la fornitura di 80 caccia Rafale ad Abu Dhabi.

Il contratto ha un valore di 16 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 2 miliardi per gli armamenti e altre componenti associate. Lo ha reso noto il ministero della Difesa francese.

La firma è arrivata in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron negli Emirati Arabi Uniti, prima tappa di un breve viaggio che lo vedrà poi in Qatar e in Arabia Saudita.

Gli armamenti, che verranno veduti in base ad un secondo contratto firmato con Mbda, includono missili aria-aria Mica Ng e missili da crociera Black Shaheen. Festeggia anche Airbus. Siglato anche un contratto per i 12 H225M Caracal, elicottero da trasporto in grado di svolgere missioni di ricerca e soccorso in combattimento, nonché missioni di combattimento, manovre ed evacuazioni mediche, dal valore di un miliardo di euro.

CONTRATTO PER 80 CACCIA RAFALE

La Francia vende agli Emirati Arabi Uniti 80 cacciabombardieri Rafale in un pacchetto del valore complessivo di 16 miliardi di euro.

Come ricordano i media, i negoziati per i caccia Rafale hanno richiesto più di un decennio con Abu Dhabi che ha rifiutato pubblicamente l’offerta della Francia di fornire 60 jet Rafale nel 2011 come “non competitivi e impraticabili”.

Abu Dhabi ha già aerei da guerra Mirage 2000 di fabbricazione francese. E ora Dassault fornirà 80 Rafale all’Aeronautica Emiratina.

CONSEGNA A PARTIRE DAL 2026

“Le consegne inizieranno dal 2026 con il Rafale F4.1, che è il primo standard per il Rafale F4, e dureranno fino alla fine del 2030” segnala la Tribune. “Cioè meno di dieci anni dopo la firma del contratto. Questo mega ordine carica la catena Rafale, che supporta 400 aziende francesi, fino al 2031”.

FESTEGGIA DASSAULT

Alla notizia, le azioni di Dassault Aviation SA, il produttore del Rafale, sono aumentate di oltre il 9%.

“L’accordo sosterrà direttamente 7.000 posti di lavoro in Francia e garantirà la catena di approvvigionamento degli aerei prodotti da Dassault Aviation fino alla fine del 2031”, ha detto un funzionario francese ai giornalisti riporta Aljazeera.

È il più grande acquisto in blocco del Rafale prodotto da Dassault, diverso dall’esercito francese, e arriva dopo gli accordi in Grecia, Egitto e Croazia quest’anno.

Gli Emirati Arabi Uniti diventano il settimo cliente dei Rafale dopo Qatar, India, Egitto, Grecia e Croazia.

La competizione di questo velivolo include l’Eurofighter Typhoon di Airbus, Bae Systems e Leonardo, l’F/A-18 Super Hornet di Boeing e l’F-16 di Lockheed Martin.

CHE NE SARÀ DELLA VENDITA DEGLI F-35?

“I negoziati hanno ricevuto nuovo impulso dai dubbi degli Emirati Arabi Uniti sull’acquisto di più caccia F-35 dagli Stati Uniti, secondo i funzionari coinvolti nella negoziazione” commenta Bloomberg. Gli Emirati hanno spesso detto alle loro controparti statunitensi che preferiscono acquistare hardware americano. L’anno scorso Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti avevano raggiunto un’intesa di massima sulla vendita a questi ultimi degli F-35. Ma Washington pone così tante restrizioni al loro utilizzo che hanno bisogno anche di altri fornitori.

IL PARERE DEGLI ANALISTI

Quest’accordo affosserà quindi l’ipotesi di vendita degli F-35 americani agli EAU? Per l’analista Germano Dottori, consigliere scientifico di Limes, gli “Eau troppo esposti con i cinesi per avere l’F-35”.

“È altamente probabile che questa commessa metta la parola fine, al momento, sul possibile acquisto dei caccia bombardiere di quinta generazione Lockheed Martin F-35”, ha commentato Aurelio Giansiracusa su AresDifesa. “Gli F-35A potrebbero tornare d’attualità per la sostituzione degli F-16E/F Block 60 “Desert Eagle” attualmente in linea in oltre settanta esemplari tra monoposto e biposto, tutti entrati in servizio a partire dal 2005”.

LA POSIZIONE DELLA DIFESA

Fonti della difesa hanno affermato che il Rafale sostituirà la flotta Mirage 2000, ma è improbabile che sostituisca l’F-35 di fabbricazione americana poiché gli Emirati Arabi Uniti continuano a proteggere la propria sicurezza con due importanti fornitori, Francia e Stati Uniti.

“L’accordo potrebbe comunque essere visto come un segnale di impazienza poiché il Congresso degli Stati Uniti esita ad approvare un accordo F-35 tra le preoccupazioni sulle relazioni degli Emirati Arabi Uniti con la Cina, inclusa la prevalenza della tecnologia 5G Huawei nel paese”, commenta Reuters.

IL COMMENTO DI UN ANALISTA A START

Ma gli Emirati “a dire il vero stavano già firmando nel 2014 ma poi saltò. Eurofighter è stato in gioco, a leadership UK, per un anno per poi andare in silenzio per diverso tempo. Hanno provato con F-35 mesi passati per tornare a origine, hanno tantissimi Mirage, con visita di Macron… Hanno però venduto anche 12 elicotteri Caracal”, sottolinea a Start un analista al corrente del dossier.

FESTEGGIA AIRBUS HELICOPTER

Abu Dhabi ha ordinato infatti anche 12 elicotteri Caracal. È il nome in codice francese dell’H225M, la versione militare multiruolo del Super Puma.

I dodici velivoli H225M saranno “interamente prodotti e assemblati in Francia” nel sito di Marignane, ha affermato il ministero delle Forze armate. Bel colpo per Airbus Helicopter.

Il produttore potrebbe anche avere conferma in Arabia Saudita di un ordine per elicotteri leggeri (tra 30 e 50 velivoli) da parte del fondo sovrano saudita Public Investment Fund (PIF), che ha già ordinato per The Helicopter Company (THC) 10 H125 nel 2020, sottolinea la Tribune.

NIENTE DA FARE PER GLI ELICOTTERI DI LEONARDO

Abu Dhabi ha preferito quindi gli elicotteri francesi. Peccato per Leonardo, che nel 2017 aveva venduto 5 elicotteri AW139 e AW189 ad Abu Dhabi.

“Abbiamo perso sugli elicotteri solo per incapacità politica dell’Italia e per colpa del blocco messo per mesi da Di Maio agli Emirati” ha chiosato un esponente di governo che chiede anonimato.

Ricordiamo infatti che quest’estate Leonardo era prossima allo sfratto negli Emirati Arabi Uniti. Secondo fonti dell’industria della Difesa, Eau stava allontanando gli aerei e il personale italiano da una base militare chiave come rappresaglia per un embargo sulle armi imposto da Roma ad Abu Dhabi lo scorso gennaio. All’epoca, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri del governo, si prese il merito — ricordava MF — dell’embargo definendolo un “chiaro messaggio di pace inviato dal nostro Paese” e aggiungendo che “il rispetto dei diritti umani è un impegno per noi obbligatorio”.

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