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Leonardo in rialzo e in controtendenza a Piazza Affari. Sotto la lente anche Fincantieri. Motivi: probabile aumento della spesa militare anche in Italia. Fatti, numeri e commenti

Lunedì in rialzo in Borsa per Leonardo e Fincantieri, rispettivamente in aumento del 4,37% a 7,89 euro e del 7,37% a 0,54 alle ore 16.30.

Nonostante l’apertura generale in rosso per i mercati, c’è chi resiste: le aziende della difesa.

Come riporta il Telegraph, stamattina BAE Systems è cresciuta del 6,7% avvicinandosi alla vetta del FTSE 100. La francese Thales ha guadagnato il 4,8%, mentre la tedesca Rheinmetall il 2,6%. E a Piazza Affari sugli scudi il titolo di Leonardo, per il riarmo dell’Ucraina, segnala l’Ansa. Sotto la lente anche Fincantieri.

Secondo indiscrezioni di stampa, riporta oggi Radiocor, il governo italiano starebbe valutando con la prossima legge di bilancio (ottobre 2022) un incremento graduale della spesa militare di circa 8/10 miliardi di euro nei prossimi 5 anni in risposta agli attuali sviluppi geopolitici.

Tutti i dettagli sui piani del governo e le ricadute per Leonardo e Fincantieri.

LA CORSA ALLE ARMI DEI PAESI NATO

“In questo clima sempre più arroventato, i principali Paesi della Nato, hanno deciso di aumentare i propri bilanci della Difesa, perché l’ipotesi di uno scontro convenzionale su larga scala non è più uno scenario remoto o solo di scuola” ha evidenziato su Startmag l’esperto Aurelio Giansiracusa di Ares Difesa.

Primo fra tutti l’annuncio del piano di riarmo della Germania da parte del cancelliere tedesco Scholz a fine febbraio. Berlino stanzierà infatti 100 miliardi per rafforzare l’esercito in risposta all’invasione russa dell’Ucraina.

I PIANI DI DRAGHI E GUERINI

“In questo contesto si registrano le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Mario Draghi dinanzi le Camere riunite, in occasione dell’informativa sulla guerra tra Russia ed Ucraina, che ha auspicato, data la situazione in atto, di poter aumentare le spese per la Difesa, tentando di agganciare la soglia del 2% del PIL, sia pure in un arco temporale diluito” ricorda Giansiracusa su Startmag.

Dopodiché anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha indicato “che il suo dicastero in accordo con il Governo sta lavorando ad un’ipotesi di aumento del bilancio della Difesa”.

AUMENTO DELLA SPESA MILITARE IN VISTA?

Per Giansiracusa “circolano ipotesi di un aumento, sia pure in quindici anni, dagli attuali 25,8 miliardi di euro a 38 miliardi di euro, una cifra davvero consistente per il nostro Paese che mai si era spinta oltre “le colonne d’Ercole” dei venticinque miliardi di euro per la Difesa ed ora sembra puntare a raggiungere e superare la soglia dei trenta miliardi di euro per spese militari. In termini di PIL del 2022, probabilmente, si sfonderebbe anche la linea psicologica del 2% oggi lontana poco più di mezzo punto percentuale”.

Secondo quanto riferisce Radiocor, il piano attualmente in studio al ministero della Difesa e al Mef porterebbe la spesa militare dagli attuali 30 miliardi di euro all’anno a 38/40 miliardi tra il 2027 e il 2028, avvicinandosi all’obiettivo Nato del 2% di spesa per la difesa/pil.

IL COMMENTO DI EQUITA

“A differenza di quanto annunciato dalla Germania, il piano allo studio in Italia prevede solo un incremento graduale della spesa per la difesa, ma rappresenterebbe un’ulteriore conferma del cambio di atteggiamento dei Paesi europei su questa voce di bilancio”, hanno commentato gli analisti di Equita, che sottolineano che “in attesa di conferme e dei dettagli della spesa, la notizia è ovviamente positiva per i titoli del settore militare”. Gli esperti della sim hanno ricordato che per la società italiana il business militare pesa l’80% del fatturato dell’intero gruppo, con l’Italia che rappresenta circa il 16% del fatturato.

NON SOLO LEONARDO, IMPATTO POSITIVO ANCHE PER FINCANTIERI

La notizia, tra l’altro, ricorda Equita, impatta anche su Fincantieri, visto che per la società il business militare pesa complessivamente circa il 25% del fatturato.

Gli analisti della sim hanno raccomandato un ‘Buy’ sulle Leonardo, con target di prezzo a 8,8 euro. Raccomandano invece cautela (‘Hold’) su Fincantieri, con target di prezzo a 0,69 euro. Le azioni passano di mano a 0,48 euro, in calo del 2,8%.

DOSSIER OTO MELARA E WASS PER LEONARDO (DI CUI SI VOCIFERAVA INTERESSE DI FINCANTIERI)

Infine, con gli aumenti che sta registrando in Borsa, per Leonardo c’è anche la valorizzazione di Oto Melara e Wass (di cui stava valutando la cessione). Secondo il Sole 24 Ore, in un eventuale polo industriale europeo di cui si rumoreggia in questi giorni, “Leonardo, anziché limitarsi a cedere le due aziende e le rispettive tecnologie potrebbe partecipare al progetto, insieme a francesi e tedeschi, con una quota di minoranza, che potrebbe arrivare, secondo rumors di mercato, fino al 15%”.

Quindi il gruppo capeggiato da Alessandro Profumo potrebbe essere partner del gruppo senza dover cedere le sue controllate, ma semplicemente una quota. Ricordiamo che per le controllate di Leonardo avrebbe fatto un’offerta anche Fincantieri secondo fonti stampa. Dunque si delineerebbe così per l’Italia, tramite Leonardo, la partecipazione al programma Mgcs con una quota del 15%.

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