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Mercoledì scorso la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha citato l’obbligo vaccinale come una delle opzioni possibili da adottare per arginare la pandemia da coronavirus in vista dell’arrivo dell’inverno. Von der Leyen non è stata l’unica importante politica in Europa a parlare di questa possibilità in tempi recenti. Nelle ultime settimane diversi governi europei, e non solo, hanno esteso l’obbligo vaccinale a categorie di persone prima escluse, e hanno iniziato a discutere dell’opportunità di rendere la vaccinazione contro il coronavirus obbligatoria per tutta la popolazione.

Il tema è finito al centro del confronto politico in diversi paesi, soprattutto dove la percentuale di popolazione vaccinata è piuttosto bassa, come in Austria e in Germania. Se ne sta discutendo, ma qualche governo ha già preso delle decisioni al riguardo, che potrebbero essere imitate anche da paesi che al momento hanno scelto altre soluzioni.

Austria

È stato il primo paese europeo ad annunciare l’introduzione della vaccinazione obbligatoria per la propria popolazione. Dall’1 febbraio 2022 chi non sarà vaccinato riceverà una multa da 600 euro, ripetuta ogni tre mesi in caso di mancata somministrazione. Per chi non paga entro i limiti stabiliti ci sarà una ulteriore sanzione da 3.600 euro. Dall’obbligo è esentato chi ha meno di 14 anni, le donne incinte, chi è guarito da meno di 180 giorni dal COVID-19 e le persone che non possono vaccinarsi per motivi di salute.

L’Austria ha annunciato l’introduzione dell’obbligo vaccinale dopo aver istituito un lockdown generale, adottato a sua volta in seguito a lockdown selettivo per le persone non vaccinate.

Germania

In un’intervista alla Bild, il prossimo cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto favorevole a imporre l’obbligo di vaccinazione, spiegando che potrebbe entrare in vigore «all’inizio di febbraio o marzo».

Scholz ha precisato che nonostante sia personalmente a favore di una forma di obbligo vaccinale, lascerebbe comunque che a prendere la decisione finale sia il Parlamento, come peraltro prevede la legge tedesca in caso di epidemia. Il passaggio parlamentare non dovrebbe essere comunque un grosso ostacolo: ad esprimersi a favore dell’obbligo sono stati vari leader politici, alcuni dei quali appartengono alla CDU, il partito di Angela Merkel che guiderà l’opposizione al prossimo governo.

Un recente sondaggio pubblicato dallo Spiegel ha mostrato come il 72 per cento dei tedeschi sarebbe a favore di una forma di obbligo vaccinale.

Un centro vaccinale in Austria (Jan Hetfleisch/Getty Images)

Francia

In Francia sono stati istituiti provvedimenti simili a quelli in vigore in Italia, dove la vaccinazione è obbligatoria soltanto per gli operatori sanitari e le forze dell’ordine. Dal 5 agosto la Francia ha introdotto l’obbligo vaccinale per il personale sanitario e dalla metà di settembre lo ha esteso anche ai vigili del fuoco e ai membri dell’esercito.

Come in Italia, i dipendenti pubblici che lavorano a contatto con le persone devono avere il Green Pass, che è richiesto anche per accedere a bar, ristoranti, palestre e agli eventi come spettacoli e concerti.

Grecia

​​Kyriakos Mītsotakīs, il primo ministro greco, ha annunciato la decisione di introdurre l’obbligo vaccinale per tutte le persone con più di 60 anni. Dal 16 gennaio chi si rifiuterà di ricevere il vaccino contro il coronavirus dovrà pagare una multa mensile di 100 euro per ogni mese in cui non risulta vaccinato. «Non è una punizione: direi piuttosto che si tratta di una tassa sanitaria», ha detto Mitsotakis. I fondi raccolti con le sanzioni verranno devoluti agli ospedali greci.

Polonia

La Polonia introdurrà l’obbligo vaccinale per insegnanti, operatori sanitari e forze dell’ordine. Il ministro della Sanità Adam Niedzielski ha detto che l’obbligo sarà in vigore dall’1 marzo: chi non sarà vaccinato non potrà lavorare.

Regno Unito

All’inizio di novembre Sajid Javid, il ministro della Salute del governo di Boris Johnson, ha detto che nel Regno Unito sarà introdotto l’obbligo di vaccinazione per tutti gli operatori sanitari in servizio negli ospedali e nelle case di riposo. L’obbligo entrerà in vigore a partire da aprile 2022 e chi non lo rispetterà sarà sospeso dal lavoro o trasferito.

Si tratta di una decisione piuttosto tardiva rispetto all’orientamento di tutti gli altri paesi europei e che in un certo senso riflette la politica permissiva del governo di Boris Johnson: il Regno Unito è stato il primo paese a togliere le restrizioni dopo la terza ondata dell’epidemia, compresi l’obbligo di indossare le mascherine in molti luoghi pubblici al chiuso e il distanziamento fisico.

Stati Uniti

Anche negli Stati Uniti si discute di misure più restrittive per evitare una nuova ondata di contagi. Il sindaco uscente di New York Bill de Blasio ha annunciato che dal 27 dicembre tutte le aziende private della città dovranno esigere che i loro dipendenti siano vaccinati contro il coronavirus, se lavorano insieme ad altre persone in presenza. Lo scopo della misura – i cui dettagli di applicazione saranno chiariti dal 15 dicembre con una serie di linee guida – è contrastare la diffusione della variante omicron del virus, ha detto de Blasio.

A New York c’era già l’obbligo di vaccino per i dipendenti dell’amministrazione cittadina e per le persone coinvolte nelle attività di ristorazione al chiuso, negli spettacoli e nelle palestre – non solo per i lavoratori del settore, ma anche per le persone che usufruiscono dei relativi servizi.

Italia

Il governo italiano è stato fin qui uno dei più prudenti in Europa. L’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari è in vigore dall’inizio di aprile e a partire da agosto è stato gradualmente introdotto un sistema molto esteso e rigido di obblighi legato al Green Pass, che si può ottenere con la vaccinazione, con la guarigione dalla COVID-19 o anche in seguito a tampone negativo.

Già da qualche mese, da quando è stato introdotto l’obbligo del Green Pass per i lavoratori, si è discusso della possibile introduzione di un obbligo per tutta la popolazione. Ne ha parlato anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, che in una conferenza stampa aveva detto di essere favorevole a questa ipotesi. Il governo aveva poi scelto di estendere via via le limitazioni ai non vaccinati: una via di mezzo tra i rigidi provvedimenti che saranno adottati in Austria e probabilmente in Germania, e la scelta più permissiva fatta dal Regno Unito.