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Djokovic – In un mondo in cui esprimere la propria opinione non è più consentito, così come è proibito mettere in discussione le parole dei santoni-virologi che predicano vaccinazioni di massa per tutti, succede che addirittura una delle stelle più splendenti del tennis mondiale, Novak Djokovic, si ritrovi a fare i conti con il rischio di una brusca interruzione della propria carriera. E non per un infortunio patito sul campo, ma per gli obblighi, sempre più stringenti, imposti agli atleti sul fronte sanitario.

Djokovic ha infatti confermato di non sapere se sarà in grado di prendere parte agli attesi Australian Open visto che lo Stato di Victoria, dove saranno giocati gli incontri del torneo, sta per adottare un protocollo molto rigido per chiunque arrivi da oltre i confini: o sei vaccinato, o non puoi entrare. Ad annunciarlo è stato è stato Dan Andrews, il premier: “Se anche i non vaccinati dovessero ottenere un visto, dovrebbero probabilmente essere messi in quarantena per due settimane, quando nessun altro giocatore dovrebbe farlo”.

L’intervista di Djokovic alla Bbc

Djokovic ha quindi puntato il dito contro le regole sempre più stringenti, che privano gli atleti della libertà di decidere o meno se vaccinarsi. Senza rivelare la sua scelta personale in merito alla somministrazione, la star del tennis ha così tuonato durante un’intervista rilasciata alla Bbc: “Trovo terrificante che la società ti giudichi in base a un vaccino. Troppe persone si concedono libertà di chiedere cose e condannare persone, e qualsiasi sia la risposta; verrebbe strumentalizzata: i media stanno diffondendo paura e io non voglio prendere parte a questo”.

Poi, la conferma dei dubbi sulla sua presenza in Australia: “La verità è che non so se giocherò, la situazione non è affatto buona. Tra due o tre settimane verrà presa una decisione definitiva anche se non credo che le condizioni cambieranno molto. Il problema vero è quello di finire in isolamento anche se in compagnia di un positivo in aereo, come successo lo scorso anno a Troicki e altri 70 giocatori. Ho parlato con loro e tutti hanno un brutto ricordo. Penso che molti giocatori ci penseranno se giocare o meno l’Australian Open”.

da https://www.ilparagone.it

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