dimissioni-zingaretti,-salvini:-“spiace-per-problemi-pd”
Spread the love

AGI

Un giovane australiano è stato ucciso da una cubomedusa. È la prima volta dal 2006

AGI – Un adolescente australiano è morto a causa di una sospetta puntura di cubomedusa, la più pericolosa medusa al mondo. Il 17enne stava nuotando a Bamaga, una zona remota sulla punta di Cape York nel Queensland quando è stato colpito. Trasportato in elicottero in ospedale, è morto. Secondo la biologa Lisa-Ann Gershwin, si tratta della prima morte imputabile a una cubomedusa dal 2006; anche allora l’incidente mortale avvenne a Bamaga. La cubomedusa (box jellyfish), tra le creature più pericolose al mondo, è diffusa nei mari tropicali dell’Australia settentrionale, dove ai bagnanti è consigliato di stare lontano dalle acque o indossare mute apposite che proteggono tutto il corpo nella stagione estiva. Piccola e trasparente, ha quattro lunghi tentacoli che, a contatto, provocano uno shock anafilattico immediato: le tossine attaccano cuore, sistema nervoso e cellule della pelle. Il dolore è talmente intenso che la persona colpita va in shock e annega o muore di infarto prima di riuscire a raggiungere la riva.

Adnkronos

Pioggia, vento e poi neve da venerdì 5 marzo: ecco dove

Nel primo weekend di marzo il tempo subirà un cambiamento. Dopo settimane comandate da un possente anticiclone avverrà una rivoluzione a livello atmosferico. Su molte regioni tornerà a piovere e nevicare assieme anche a un rinforzo dei venti. Il team del sito http://www.iLMeteo.it comunica che da venerdì l’atmosfera comincerà a diventare via via più instabile, ma dal fine settimana l’alta pressione presente in Europa si scinderà in due parti. La prima salirà verso Nord e l’altra si dirigerà verso Sud. Il movimento verso Nord favorirà la discesa di aria più fredda che sabato oltre a far calare le temperature, provocherà un deciso aumento della nuvolosità al Nord e al Centro con precipitazioni che interesseranno velocemente il Nordest e poi maggiormente il Nordovest (nevicate sopra i 6-800 metri) e le regioni adriatiche (neve a 1500 metri). Domenica il tempo migliorerà un po’ ovunque, ma entro sera un vortice ciclonico dalla Tunisia salirà verso la Sardegna dove il tempo tenderà a peggiorare. Infine da Lunedì 8 marzo, festa della donna, il vortice piloterà una perturbazione che interesserà con piogge e anche temporali il Centro-Sud. Inizierà poi una fase meteorologica caratterizzata da correnti oceaniche a tratti instabili che causeranno un tempo perturbato sull’arco alpino e sugli Appennini dove non mancheranno nevicate. NEL DETTAGLIO Mercoledì 3. Al nord: locale nuvolosità, a tratti compatta. Al centro: bel tempo prevalente. Al sud. Soleggiato. Giovedì 4. Al nord: tempo stabile, locali foschie. Al centro: bel tempo prevalente. Al sud: poco nuvoloso Venerdì 5. Al nord: entro sera peggiora sul Triveneto con piogge. Al centro: a tratti instabile su Sardegna e Tirreniche, possibile qualche pioggia. Al Sud: nubi sparse. Sabato con veloce irruzione fresca, instabile al Nordovest, regioni adriatiche, Appennini. Neve sulle Alpi.

Adnkronos

Sanremo, ecco la prima classifica generale provvisoria dei 26 Big

Ermal Meta è in testa alla classifica generale provvisoria del 71mo festival di Sanremo. Al secondo posto Annalisa, al terzo Irama. A seguire, nell’ordine: Malika Ayane, Noemi, Fasma, Fedez-Michielin, Lo Stato Sociale, Willie Peyote, Francesco Renga, Arisa, Gaia, Fulminacci, La Rappresentante di Lista, Maneskin, Max Gazzé, Colapesce e Dimartino, ComaCose, Extraliscio, Madame, Gio Evan, Orietta Berti, Random, Bugo, Ghemon, Aiello.

AGI

“Il picco delle infezioni arriverà nella prossime settimane”, dice Rasi

AGI – Il picco delle infezioni arriverà nella prossime settimane? “È verosimile – dice ad Agorà su Rai 3 Guido Rasi, docente di Microbiologia all’Università di Tor Vergata che aggiunge: “Quando ci sono tanti focolai, ognuno produce a raggio nuovi contagi. La situazione mi sembra molto brutta, d’altronde non ho visto misure strutturali per aiutare gli italiani a cambiare comportamento. Non ci sono le misure strutturali nei punti nevralgici, che sono la scuola e i trasporti”. Come valuta il dpcm a firma Draghi? “Il dpcm insegue la pandemia – osserva Rasi – se adesso seguiranno misure strutturali probabilmente i prossimi dpcm potranno essere adattati”. Ancora Rasi: “Le tre varianti attuali preoccupano abbastanza, ma soprattutto preoccupano le varianti che non conosciamo ancora e che il virus sta preparando dietro le nostre spalle”. “Sicuramente – osserva – servono misure contenitive più serie, la Ffp2 va raccomandata, va rispettata la distanza di un metro e 80 con barriere di separazione”. Per quanto riguarda le scuole, il parametro che consente la chiusura anche nelle zone gialle e arancioni se si superano i 250 casi ogni 100mila abitanti per una settimana “ha una sua base logica. Purtroppo – afferma Rasi – le scuole sono il ponte perfetto per la trasmissione del virus. Bastava mettere le partizioni e gestire i flussi nei corridoio, mi risulta che non sono stati gestiti”.

Adnkronos

Nuovo Dpcm, scuola, seconde case e asporto: le regole

Il nuovo Dpcm anti Covid, firmato ieri dal premier Mario Draghi, fissa le nuove regole che saranno in vigore dal 6 marzo al 6 aprile (Pasqua e Pasquetta comprese). Scuola, spostamenti, asporto, seconde case, cinema, musei, teatri: cosa si può fare e cosa no nell’Italia alle prese con una nuova ripresa dei contagi a causa della diffusione nel Paese delle varianti del Coronavirus? La stretta più significativa riguarda la scuola, non solo in zona rossa. Nella fascia più alta di rischio Covid è prevista la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Per quanto riguarda le zone arancioni e gialle, i Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico. Per quanto riguarda gli spostamenti è confermato, fino al 27 marzo, il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità. Si potrà andare nelle seconde case se si trovano in zona gialla e arancione, ma solo se disabitate. Non si potrà andare nella seconda casa con amici e parenti. Resta in ogni caso il divieto di raggiungere le seconde case per chgi vive in zona rossa anche se queste si trovano in fascia bianca, gialla o arancione. Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti ‘Covid tested’. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori. Tra i punti più dibattuti del nuovo Dpcm vi è quello che riguarda l’asporto, che resta vietato per i bar dopo le 18 ma sarà invece consentito alle enoteche e agli esercizi di commercio al dettaglio di bevande fino alle 22. Polemico il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che ha sintetizzato così il suo pensiero: “Scuole chiuse ma movida libera”. Qualche novità è in arrivo per il mondo della cultura e dell’arte. Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala. Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici. Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici. Un capitolo a parte riguarda le zone bianche, quelle con il più basso rischio Covid (attualmente solo la Sardegna). In questa fascia si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un ‘tavolo permanente’ presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

AGI

È confermato lo stretto legame tra decessi per Covid e obesità

AGI – Nove decessi su 10 per coronavirus si sono verificati in Paesi con alti livelli di obesità. E’ il risultato di una ricerca – rilanciata dall’Organizzazione mondiale della sanità – che stabilisce la stretta correlazione tra l’eccessivo peso corporeo e i decessi per Covid. Lo studio della World Obesity Federation (Wof), che rappresenta scienziati, medici e ricercatori di oltre 50 associazioni del settore, ha mostrato che i tassi di mortalità sono 10 volte più alti dove almeno il 50% della popolazione è in sovrappeso. Lo studio offre nuove indicazioni sul perché le persone in alcuni Paesi muoiono a ritmi maggiori dopo aver contratto il virus rispetto ad altri. Sul fronte delle campagne di vaccinazioni, l’età viene considerata come il fattore che più influisce sugli esiti gravi della malattia, ma secondo il Wof la nuova ricerca “mostra per la prima volta come l’obesità sia il secondo elemento” da prendere in considerazione. Di qui la richiesta di una corsia preferenziale nelle campagne di vaccinazione per chi è in sopvrappeso. Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, lo studio “deve fare da campanello d’allarme per i governi di tutto il mondo”, che devono combattere l’obesità. Anche l’analisi degli ultimi dati sulla mortalità per Covid della Johns Hopkins University e di quelli dell’Osservatorio sulla salute globale dell’Oms sull’obesità aveva rilevato che 2,2 milioni dei 2,5 milioni di morti globali avvenivano in Paesi con alti livelli di obesità.

AGI

In Egitto lo “Scorpion King” trasforma il veleno in denaro

AGI – Circondato da migliaia di scorpioni vivi in ​​un laboratorio nel deserto occidentale dell’Egitto, Ahmed Abu al-Seoud accarezza delicatamente uno dei suoi aracnidi dalla coda ricurva prima di estrarre una goccia del suo veleno. Ingegnere meccanico che ha lavorato nel settore petrolifero per quasi due decenni, Abu al-Seoud ha deciso nel 2018 di intraprendere una strada diversa, producendo veleno di scorpione per la ricerca farmaceutica. “Stavo navigando in Internet e ho visto che il veleno di scorpione era uno dei più costosi sul mercato”, ha detto il 44enne, aggirandosi in camice bianco nel suo laboratorio. “Così ho pensato tra me e me: perché non approfittare di questo ambiente desertico in cui vagano?”. I ricercatori biomedici stanno studiando le proprietà farmaceutiche del veleno di scorpione, rendendo la rara e potente neurotossina un prodotto molto ricercato e ora disponibile in diversi Paesi del Medio Oriente. “Dozzine di molecole bioattive derivate dallo scorpione hanno dimostrato di possedere proprietà farmacologiche promettenti”, ha sottolineato una ricerca pubblicato lo scorso maggio sulla rivista Biomedicines. I laboratori stanno ora studiando i suoi potenziali effetti antimicrobici, immunosoppressivi e anti-cancro, tra gli altri, sperando di usarli o sintetizzarli un giorno per i farmaci. Abu al-Seoud proviene dall’oasi di Dakhla, situata nella vasta provincia egiziana della Nuova Valle e circa 800 chilometri a sud-ovest del Cairo. Dune di sabbia e palme imponenti circondano il suo laboratorio, che lui chiama affettuosamente il ‘Regno dello Scorpione’. “Qui, ogni famiglia ha una storia su una puntura di scorpione”, racconta Abu al-Seoud. Per indurli a secernere veleno nelle condizioni controllate del laboratorio, gli scorpioni ricevono una leggera scossa elettrica. Quindi si aspettano 20-30 giorni tra le estrazioni per ottenere il veleno della massima qualità. “Ciò che conta è il livello di purezza”, spiega Abu al-Seoud, aggiungendo che per ottenerne un grammo serve il veleno di 3.000-3.500 scorpioni. Una volta estratto, il liquido viene refrigerato e trasportato al Cairo, dove viene essiccato e confezionato per la vendita in polvere. Il laboratorio “è certificato (dal governo) e ha la capacità di esportare questo prodotto unico”, ha riferito la 25enne Nahla Abdel-Hameed, farmacista che lavora nel centro. Abdel-Hameed ha fatto riferimento ad alcuni studi scientifici che hanno esplorato i benefici curativi del veleno nella cura di alcune malattie. Mohey Hafez, membro della camera farmaceutica presso la Federazione delle industrie egiziane, è stato più cauto nella sua valutazione dei suoi usi attuali. “I veleni di scorpione e serpente possono essere usati per produrre antisieri”, ha spiegato ad AFP. “Non esiste un farmaco pronto che dipenda interamente dal veleno come ingrediente diretto, ma ci sono state ricerche promettenti sui suoi usi”. La provincia di New Valley vanta cinque diverse specie di scorpioni, tra cui il velenosissimo Leiurus quinquestriatus, il cui veleno può essere venduto fino a 7.500 dollari al grammo, secondo Abu al-Seoud. Mentre l’ex ingegnere cattura le ‘sue’ creature, si fa aiutare nella rischiosa caccia dai residenti dei villaggi vicini che dota di guanti, pinzette, stivali, luci Uv e siero antiveleno. I cacciatori di scorpioni guadagnano da 1 a 1,5 sterline egiziane (da 6 a 10 centesimi circa) per animale catturato. L’obiettivo futuro di Abu al-Seoud è di allevare gli scorpioni piuttosto che catturarli. Finora sono stati raccolti circa 20.000 animali, secondo il partner commerciale Alaa Sabaa, mentre il laboratorio ha una capacità massima di 80.000. Il progetto autofinanziato finora è costato circa cinque milioni di sterline egiziane (320.000 dollari) e ha anche attirato il sostegno del governo. (AGI)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *