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Quando la tenuta di Villa La Grange fu donata agli abitanti della città di Ginevra nel 1917 dal suo ultimo proprietario, William Favre, l’accordo prevedeva che fosse destinata per sempre “al godimento del popolo ginevrino”. Un impegno inciso nella pietra, scolpito vicino all’ ingresso che dà sul lago conferisce al luogo un senso di appartenenza alla storia.

Ph. Fabrice Coffrini/AFP via Getty Images)

E in effetti un pezzo della storia degli ultimi duecento anni si è svolto nelle sue stanze. Qui, nel 1864 fu firmata la prima convenzione di Ginevra relativa alle condizioni dei militari in guerra che portò all’istituzione della Croce Rossa. Sempre qui, nel 1969 papa Paolo VI rivolse un appello alle potenze nucleari perché diventassero “architetti di pace”. Questa villa è stata parte della storia anche mercoledì 16 giugno, quando il presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin hanno svolto qui il loro storico incontro, nella villa del 1700 secolo affacciata sul lago di Ginevra.

Il suo parco è considerato uno dei più belli della città svizzera: un giardino all’inglese dove perdersi tra percorsi e sentieri nel verde. Qui le tracce di storia risalgono al neolitico: nel suo parco si possono infatti trovare dei resti di insediamenti umani risalenti a quel periodo.

La villa fu costruita dalla famiglia del banchiere Jean Lullin tra il 1768 e il 1773, poco prima della rivoluzione ginevrina. Dopo la rivoluzione, questi cadde in rovina e la casa fu acquistata da François Favre, che aveva fatto fortuna con il commercio in India. Il suo design è attribuito all’architetto Jean-Louis Bovet. Situata ai margini della città, la villa fu utilizzata principalmente come residenza estiva e per ricevere ospiti illustri.

Le modifiche e i grandi lavori di costruzione furono eseguiti dai discendenti di Favre: Guillaume, François-Edmond e William, ognuno dei quali aggiunse il proprio tocco personale alla tenuta.

Questa costruzione perfettamente simmetrica comprende un edificio principale con due ali curve disposte ad angolo retto. Un frontone triangolare con il monogramma Lullin, accoglie i visitatori sul lato del cortile, mentre i Favre fecero incidere il loro sulla facciata che dà sul lago all’inizio del XIX secolo.

All’interno, la disposizione delle porte e delle finestre che si aprono sulla sala sono la prova di un approccio molto pratico e di una volontà di promuovere un senso di benessere. La sala da pranzo si trova nella parte nord-ovest della villa , mentre diversi salotti, uffici e la biblioteca ora condividono il piano terra.

La biblioteca è l’unica stanza della villa ad aver conservato la sua decorazione originale. Al suo interno, le librerie in stile impero arrivano quasi al soffitto, dipinto con un effetto trompe-l’oeil  mentre il resto dello spazio è decorato con vasi antichi, tavoli, busti e sculture. Guillaume Favre mise insieme questa ricca collezione di circa 12mila volumi. Figura di spicco della società ginevrina, fu uno dei fondatori della Société de lecture (Società di lettura) e della Société d’histoire et d’archéologie (Società di storia e archeologia). Fu anche nel consiglio di amministrazione della Biblioteca di Ginevra, ricoprì diversi mandati politici e frequentò il Circolo Coppet di Madame de Staël. Poco più della metà di questi libri sono stati stampati nella prima metà del XIX secolo. I più antichi, gli incunaboli, risalgono addirittura al XV secolo, prima dell’invenzione della stampa.

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