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Matteo Renzi fa parte del consiglio di amministrazione di Delimobil, la società di car sharing dominante a Mosca (fondata da un italiano) che punta a quotarsi a New York. Ecco dettagli, numeri e azionisti

Dallo scorso agosto il senatore ed ex-presidente del Consiglio Matteo Renzi è entrato nel consiglio di amministrazione di Delimobil, società russa di car sharing fondata dall’imprenditore napoletano Vincenzo Trani.

CHI È VINCENZO TRANI

Trani, scrive il Corriere della Sera, vive in Russia, a Mosca, da circa vent’anni. Oltre ad aver fondato la società di microcredito Mikro Kapital, è presidente della Camera di commercio italo-russa e console onorario della Bielorussia (paese legatissimo alla Russia) in Campania. Di Trani si era già parlato mesi fa per la sua opera di promozione del vaccino russo Sputnik in Italia.

COSA FA RENZI

Oltre a sedere nel consiglio di amministrazione di Delimobil, Matteo Renzi è anche membro della Future Investment Initiative, una fondazione no-profit gestita dal principale fondo sovrano dell’Arabia Saudita (è presieduto dal principe ereditario Mohammed bin Salman) che si occupa di sostenibilità, educazione e innovazione tecnologica.

È indagato per finanziamento illecito nel caso della Fondazione Open e per false fatturazioni relativamente ai compensi ricevuti per una conferenza ad Abu Dhabi, ricorda La Stampa.

Stando al Corriere della Sera, i rapporti tra Renzi e Trani sono iniziati nel 2016, durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Non è chiaro a quanto ammonti con precisione il compenso per il suo ruolo di amministratore di Delimobil, ma l’intero consiglio riceve complessivamente l’equivalente di un milione di euro.

Oltre a Renzi, l’altro italiano presente nel consiglio di Delimobil è Vittorio Volpi, presidente del consiglio di sorveglianza di Mikro Kapital (la società finanziaria di Trani) ed ex-consulente per Mediobanca.

COSA FA DELIMOBIL

Fondata nel 2015 con sede a Mosca, Delimobil è oggi il principale operatore di car sharing (noleggio automobili per brevi periodi di tempo) nella capitale russa, avendo superato il servizio Yandex.Drive dell’omonima compagnia tecnologica. È presente in undici città del paese con una flotta di oltre 18mila veicoli.

La quota di Delimobil nel mercato del car sharing di Mosca era del 44,2 per cento lo scorso agosto, contro il 37,7 per cento di Yandex.Drive.

ENTRATE E PERDITE

Nel primo semestre del 2021 (gennaio-giugno) ha riportato entrate per 4,93 miliardi di rubli (circa 59 milioni di euro), contro i 2,25 miliardi dello stesso periodo del 2020.

Le perdite sono state di 1,07 miliardi di rubli, contro i quasi 2,3 miliardi dell’anno precedente.

L’OFFERTA PUBBLICA INIZIALE A NEW YORK

Delimobil ha annunciato l’intenzione di voler procedere con un’offerta pubblica iniziale (IPO) nel 2019. Venerdì scorso ha formalizzato la sua richiesta di quotazione alla Borsa di New York, puntando a raccogliere 350 milioni di dollari. Si quoterà anche alla Borsa di Mosca.

Ad occuparsi dell’operazione saranno principalmente Citigroup Global Markets, BofA Securities e VTB Capital, ma parteciperanno anche Renaissance Securities, Sberbank CIB e Banco Santander.

Nel caso in cui Renzi dovesse venire condannato, fa sapere Delimobil, potrebbe doversi dimettere dal consiglio di amministrazione. In una nota, Italia Viva afferma che “la prossima quotazione [di Delimobil] a Wall Street rappresenta una fase di internazionalizzazione importante a livello globale. Il senatore Renzi, da sempre convinto dell’importanza di valorizzare le competenze degli imprenditori italiani in tutto il mondo, sarà al fianco del dottor Trani in questa sfida. Il settore della sharing economy, delle Smart cities e della mobilità sostenibile è uno dei più affascinanti per il futuro del pianeta”.

“Ovviamente”, conclude il comunicato, “la presenza di Renzi nel board Delimobil rispetta tutte le regole della legislazione italiana”.

GLI AZIONISTI

La banca russa VTB – una delle più grandi del paese, a maggioranza statale – ha acquistato a luglio una quota del 13,4 per cento in Delimobil. Mikro Kapital possiede una quota del 77 per cento circa.

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