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Ci siamo, dopo mesi di attacchi e controattacchi, il DDL Zan è stato calendarizzato. Che significa? Che la Commissione Giustizia del Senato ha dato il via libera alla discussione in aula del tanto vituperato disegno di legge.

Per quelli più distratti, vado a rinfrescare la memoria sul DDL Zan (no, non è una bestemmia in veneto!): è un disegno di legge che va contro l’omotransfobia. Cos’è l’omotransfobia? Beh, qui si aprirebbe una pagina piuttosto articolata che porterebbe via tempo e pagine di riflessioni tutte giuste. E tutte sbagliate.

La cosa vomitevole, e tipicamente italiana, è che la questione non viene affrontata con spirito critico e costruttivo. No, la stiamo affrontando con la sciarpa al collo e la trombetta.

Pur nella perfetta giustezza nel riconoscere la discriminazione nel commettere un reato, si crea discriminazione. Mai una parola su reati a danno di minori, donne, anziani. Forse perché siamo tutti uguali.  Quindi un reato è un reato senza sapere il tuo orientamento sessuale o politico. Ma l’importante in Italia è l’acclamazione delle folle. Siamo solo ultras…

Un polverone unicamente di carattere mediatico per specificare una legge già esistente. Ma siccome non è specifica, e di conseguenza non è discriminatoria, allora diventa discriminatoria. So che sembra un paradosso ma è così. Basti vedere tutti i bravi personaggi dello spettacolo con la manina aperta e la scritta DDL Zan. Che fazione intellettuale amplificata dal loro statu di “personaggi”.

Se a destra discriminano, sono razzisti, fascisti omofobi, figli del demonio. Se discriminano a sinistra lo fanno solo per avvalorare gli interessi e gli ideali delle minoranze. Mi pare che siano sempre discriminazioni.

Ma il fascismo di sinistra è così chic che è di un livello superiore, quasi divino. Tutto è permesso nella fornace delle buone intenzioni democratico-comuniste.

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