Danimarca: giornalista incaricata per reportage in club scambisti si fa sbattere in diretta – l’audio

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Danimarca, o DaniMarchetta, come preferite. Lì il lavoro lo prendono sul serio, non come in Italia dove il pressapochismo dilaga indisturbato. Lei è una giornalista 26 enne, incaricata di fare un reportage su un club di scambisti di Copenahagen. Finito l’allarme covid, riaprono battenti e cosce. Louise Fisher si reca diligentemente nel club, determinata a fare un bel servizietto (giornalistico, almeno all’inizio) da mandare in onda su Radio4.

L’idea di per sé non era poi così originale, la Fisher una volta dentro (il club) ha voluto realizzare un reportage “realistico” sul mondo degli scambisti. Microfono gelato ben saldo in una mano e similare in pelle nell’altra ha iniziato a lavorare sodo. Quando uno ama il proprio mestiere, lavorare può essere un piacere. La nostra intraprendente giornalista danese ce lo conferma nel breve stralcio dell’intervista andato in onda.

Parli al microfono chiaro e forte

Non serve essere un esperto di dialetti scandinavi per capire perfettamente l’intervista. Tre parole, un gemito, lombi che cozzano, gemito, latrato. Fine dell’intervista. Breve ma intensa.

La sua emittente ha poi assicurato che l’iniziativa è stata tutta sua, e che la redazione le ha solo dato il via libera. “Hanno pensato che potesse essere un nuovo punto di vista – ha detto –  e si sono assicurati che avrei fatto solo quello che avrei voluto di mia spontanea volontà”. La Fisher ha consegnato il succoso servizio con un bel sorriso stampato in faccia. Lo ha descritto come uno dei sui giorni più speciali di lavoro. E noi le crediamo.

Era un lavoro duro quello di Louise, ma qualcuno doveva pur farlo.

(Silvio Berlusconi, da quel di Arcore, ha subito fatto sapere di essere interessato ad un intervista dell’emittente danese – anche senza interprete).

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