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E alla sostenibilità in termini di scelte di arredi e di tecnologie, invece, che peso dai? 

Riservo tanta importanza alla sostenibilità, ho lavorato in un paese dove l’inquinamento è un problema serio, e dove tutti materiali vanno verificati con attenzione. Le case devono essere progettate in modo da limitare i consumi, soprattutto in un’evoluzione climatica che va verso eccessi di caldo e, talvolta,  anche di freddo. La domotica ci aiuta, e anche i nuovi materiali di ultima generazione.

Una veduta del living room. Alla partete, foto di paesaggi e persone, fatte nelle campagne cinesi. “Le ho prese il primo anno di Cina quando vivevo a Pechino, in un mercato molto famoso che si chiama Penjiayuan”.

Come hai collezionato gli arredi di questa casa?

Sono partita dall’ Italia nel 2004 con solo un letto, una consolle, un paio di lampade e poco altro. Il resto è stato fatto su misura o acquistato a Pechino e Shanghai. A Pechino c’è un grosso mercato dell’antiquariato dove abbiamo passato i nostri primi week end in Asia: una marea di mobili , di oggetti, di quadri, ma anche di vestiti, foto, roba vecchia, nuova, finta e originale! Ricordo un gran freddo perché tutto era sempre in ombra, ma per me e mio marito era davvero un posto affascinante! Shanghai, invece, è piena di piccoli antiquari con mobili cinesi/art déco che abbiamo comprato e fatto restaurare o rifoderare. Il rimanente l’ho fatto fare dai miei tappezzieri locali, e alcuni pezzi di design, come le luci di Flos e Artemide o le sedie Kartell, li ho presi dai nostri fornitori di mobili.