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Domenica scorsa da Da Noi a ruota libera, il programma condotto da Francesca Fialdini che segue Domenica In di Mara Venier ha avuto come ospite sia Giorgio Panariello che ha presentato il suo libro e ha parlato molto confidandosi con la padrona di casa sia, tra gli altri, un ragazzino di 13 anni appassionato di scienza, Francesco Barberini.

In studio sono entrati sia lui che Bruno Vespa ed è stata una chiacchierata molto piacevole a tre. Poi Francesca Fialdini ha chiesto ad entrambi gli ospiti di farsi delle domande. Il ragazzino l’ha posta a Bruno Vespa che ha risposto e poi è stata la volta di Bruno Vespa a Francesco.

Bruno Vespa fa una domanda a Francesco ma commette un errore grossolano

Quando è stato il momento di Bruno Vespa a fare la domanda al ragazzino, il giornalista ha chiesto: “ A te piacciono tutti gli uccelli o quelli un pò più misteriosi come i pipistrelli?” E Francesco lo ha ha corretto: “I pipistrelli non sono uccelli, sono mammiferi”. Il web si è scatenato prendendo in giro Bruno Vespa che era stato corretto da un tredicenne.

Francesco Barberini spiega perché ha corretto Bruno Vespa

Francesco Barberini,  che ha scritto ben 5 libri ha spiegato perché ha corretto Bruno Vespa: «Non ho pensato che stavo correggendo Vespa. Il mio lavoro è divulgare. I pipistrelli sono mammiferi e se sento dire che sono uccelli non posso tacere».

E poi ha raccontato di se stesso: “Durante il lockdown ho rivalutato il mio territorio, ho trovato 110 specie diverse di uccelli solo nel mio giardino. E poi questo prolungato isolamento ci ha fatto riflettere sullo sviluppo positivo delle attività umane più silenziose».

Ha anche detto: « … pratico il karate. Sono un ragazzo come tutti gli altri. Ho solo passioni forse differenti dagli altri … ho degli amici, studio con loro, pratico sport e non parlo delle mie passioni per non creare disagio … Mi piace studiare e vado bene anche perché così mi posso permettere delle assenze durante l’anno per viaggiare e fare conferenze».

Poi ha anche aggiunto: «Da quando avevo 7 anni vado a parlare dei miei studi. Nelle università e nelle scuole, agli adulti e anche ai ragazzi. Con i miei coetanei diventano delle chiacchierate. Spiego che i dinosauri non sono come li descrive Jurassic Park. Invece erano coloratissimi, piumati e molto intelligenti. E che alla caduta dell’asteroide non sopravvissero le specie più forti ma quelle che sapevano adattarsi meglio. La pandemia ci ha fatto capire che siamo vulnerabili e che la salvezza sta nell’essere un tutt’uno con l’ambiente … la passione per i dinosauri è nata a due anni e mezzo. Ero nel lettone con mamma e papà e guardavo in tv un documentario sul popolo migratore. Così mi sono innamorato degli uccelli. Ho imparato a leggere e a scrivere prima di andare a scuola proprio per soddisfare la mia curiosità».

Infine, ha detto: «Voglio continuare a fare quello che faccio ora. Essere scienziato sul campo è affascinante, ti porta a scoperte importanti. Divulgare è altrettanto utile. Noi divulgatori aiutiamo gli scienziati a far capire quello che è giusto la gente sappia. Ne parlavo con Piero Angela, al quale mi unisce la passione scientifica».

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