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I tacchi scultorei, le linee architettoniche e il tono surreale delle scarpe Gray Matters trovano ispirazione nei “paradossi” dell’architetto milanese Achille Castiglioni. «Utilizzare oggetti esistenti in contesti inaspettati» interviene la designer Silvia Avanzi, originaria di Verona, dal suo atelier a Greenpoint, Brooklyn. Le calzature Gray Matters sono sculture su cui camminare tutto il giorno: eleganti, di carattere, comode. Ideali per le indaffarate newyorkesi che, impeccabili, sfrecciano dal mattino a sera. «Il mood di Gray Matters è “bizzarro e sofisticato”, ispirato all’architettura mid-century modern, con un accento giocoso e divertente alla Sottsass» riprende la designer. 

Courtesy of Gray Matters

Le nuove Emma Loafer , ad esempio, sono ispirate al food design: pretzel e pane ebraico Challah. «Da sempre amante dell’oggetto “scarpa” aldilà dell’aspetto funzionale ho intravisto un gap nell’offerta di stili versatili e al contempo scultorei da indossare tutto il giorno»  spiega Avanzi. Le sue Gray Matters, made in Italy e pregne di elettricità newyorkese, offrono un’alternativa chic alle onnipresenti sneakers. E da metà novembre sul sito di Gray Matters sarà possibile personalizzare le proprie decolleté nella sezione Mildred Custom. «I nostri clienti potranno fare un mix and match dei colori della tomaia, del tacco e sotto tacco. In mondo dominato dalle scarpe sportive, la personalizzazione verrà per la prima volta offerta su una scarpa in pelle 100% made in Italy».

Courtesy of Gray Matters

La prima scarpa che hai disegnato: ispirazioni e aspirazioni

«Mildred, best seller dal suo lancio nel 2015. L’intenzione del design è l’offrire “la” decolleté per donne dinamiche, amanti del dettaglio e dell’architettura. Tipicamente la decolleté è una scarpa classica, la sfida è stata il reinventarla in chiave contemporanea. Lo scollo a V, la forma del tacco, la costruzione in nappa morbida sono dettagli discreti che creano un oggetto coesivo e piacevole alla vista (oltre che incredibilmente comodo)».

Quanto il design italiano e i maestri dell’architettura hanno influenzato il tuo percorso? 

«Le linee architettoniche e il tono a volte surreale di Gray Matters  trovano grande ispirazione nei “paradossi” di Achille Castiglioni: l’utilizzare oggetti esistenti in contesti inaspettati. Un esempio divertente è la nuovissima  “post it pump” della collezione SS22, con un post-it in pelle giallaJ. Definiamo la nostra immagine “bizzarra e sofisticata” , ispirata all’architettura mid-century modern, con un accento giocoso e divertente alla Sottsass. Si nota soprattutto nello stile fotografico, dove spesso la scarpa non è indossata ma diventa un oggetto animato del set».

Courtesy of Gray Matters

Lo studio Gray Matters di Brooklyn è stato progettato con attenzione al design, come l’hai concepito?

«In collaborazione con Bower Studios, studio di design con sede a Brooklyn, abbiamo individuato gli elementi distintivi del marchio e tradotti nell’ambiente: la forma ad uovo utilizzata come base delle scrivanie, il marmo delle superfici nello showroom ispirato ai nostri tacchi marmo. Il risultato è uno spazio creativo di grande ispirazione con una fantastica vista sui grattacieli di Manhattan!»

Quali sono i materiali che prediligi per le tue calzature e come li combini?

«La nappa è il nostro materiale distintivo, con finitura opaca e vellutata al tatto. Per le temperature rigide, usiamo un materiale più solido come il vitello sempre dalla mano morbida. Selezioniamo i nostri partner di produzione sulla base di diversi criteri dalla responsabilità sociale all’ambiente di lavoro con grande focus sulla qualità del prodotto». 

Courtesy of Gray Matters

Sostenibilità: materiali alternativi per le calzature?

«Purtroppo il mondo della pelle considerata vegana è spesso un ricavato del petrolio che di sostenibile ha poco. Abbiamo recentemente selezionato alternative interessanti di pelle ricavate dalle foglie di cactus e di ananas. Stiamo facendo alcune prove per verificare la resa finale ed assicurarci che possano garantire la stessa morbidezza e qualità distintiva di Gray Matters».

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