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Nuovo giorno, nuove indiscrezioni sugli scenari più plausibili con cui si uscirà – o si proverà ad uscire – dalla crisi di governo aperta formalmente in modo plateale da Matteo Renzi. Il premier Conte, dopo esser salito ieri al Colle per un colloquio informativo col Capo dello Stato, si recherà in Parlamento all’inizio della prossima settimana per tentare la strada della fiducia.

Lunedì mattina alla Camera e il giorno dopo al Senato con un programma già fissato: alle comunicazioni di Conte seguirà il dibattito in Aula, la replica del premier e a seguire il voto sulla fiducia al governo, anche se con tempistiche decisamente più lunghe del solito a causa della pandemia da COVID-19, con sanificazioni periodiche che richiederanno una serie di lunghe pausa durante la giornata e le operazioni di voto.

Se alla Camera non dovrebbero essere problemi di numeri, al Senato la situazione è più complessa, ma è a questo che si sta lavorando con foga da ore e si continuerà probabilmente fino a poche ore prima del voto. A Conte servono i 18 voti che, almeno sulla carta, ha perso dai senatori di Italia Viva. Sulla carta, perchè nella realtà dei fatti i voti necessari per ottenere la fiducia potrebbero essere di meno.

“Responsabili” anche tra le fila di Italia Viva?

Sì, perchè stando alle indiscrezioni delle ultime ore, la mossa di Renzi avrebbe generato non poco malcontento tra le fila di Italia Viva, e non soltanto perchè tornare alle urne significherebbe uscire dal Parlamento. La disperata chiamata ai cosiddetti “responsabili” starebbe attecchendo almeno in parte anche tra Italia Viva. Uno lo ha già confermato, il senatore del PSI Riccardo Nencini, parte del gruppo IV-PSI al Senato, e a lui potrebbe affiancarsi anche Enzo Maraio, ma non è escluso che i due riescano a trascinarsi dietro anche qualche altro collega di partito.

Il Partito Democratico ha mandato il Ministro Franceschini a cercare voti e il titolare della Cultura è stato chiarissimo: tutto dovrà essere fatto alla luce del sole. Il voto sarà palese: “Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in Parlamento, apertamente, alla luce del sole e senza vergognarsene. E così sarà anche questa volta“. Prima del voto, salvo colpi di scena, si sarà con quasi certezza chi supporterà l’esecutivo di Conte.

Quanti voti potrebbe ottenere Conte in Senato?

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha già fatto una prima stima dei voti per Conte, contando ad oggi tra i 158 e i 160 voti a supporto del premier al Senato:

Faccio il conto: 35 del Pd; 92 dei 5 stelle; il gruppo autonomie ne ha 8, perché il Presidente Napolitano purtroppo per ragioni di età non partecipa ai lavori da tempo; nel gruppo Misto, dove sono 29, 22 voteranno per Conte; aggiungo Nencini, che ha detto che è costruttore e siamo a 158. E un altro paio di Iv penso si dissoceranno…Ma i votanti non sono 321, oltre a Napolitano ci saranno altri assenti, è fisiologico…quindi prevedo che voteranno in 315-316, in questo caso la maggioranza è a 159.

Numeri risicati, e ancora da confermare, ma che potrebbero risolvere temporaneamente la crisi: si continua col Conte Bis e si costringe Renzi a passare all’opposizione, relegando il suo bisogno di protagonismo all’Aula del Senato e alle dirette su Facebook.

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