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Roma, 12 mar. (askanews) – Sono due le morti in Sicilia su cui si cerca di far luce, per capire se siano collegate in qualche modo alla somministrazione del vaccino Astrazeneca. Si tratta di Stefano Paternò, militare 43enne di Corleone e in servizio ad Augusta e di Davide Villa, investigatore 50enne della Squadra Mobile di Catania. Due casi sui quali le procure di Siracusa e Catania hanno aperto due inchieste; dieci persone sono state iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo.

Paternò è morto per un arresto cardiaco sopraggiunto il giorno dopo essersi sottoposto al vaccino Astrazeneca appartenente al lotto (ABV2856) di cui l’Aifa ha chiesto il sequestro in tutta Italia. Una morte le cui circostanze richiamano quelle della scomparsa, 13 giorni fa, di Davide Villa, deceduto all’ospedale San Marco di Catania per una trombosi che gli ha causato un’emorragia celebrale. Sui due casi vuole vederci chiaro anche la Regione Siciliana che di concerto con Roma ha ritirato le dosi di vaccino giunte sull’isola e appartenenti al lotto sotto indagine.

L’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza: “In Sicilia come in altre regioni d’Italia erano arrivate numerose dosi. Segnatamente in Sicilia oltre 20mila dosi 18mila delle quali già somministrate. L’attenzione è massima, il Governo nazionale ha chiesto ad Aifa ed Ema di intervenire con rapidità però noi dobbiamo proseguire in maniera responsabile”

“Serve il massimo della chiarezza. Il mio appello che è lo stesso del ministro della Salute è quello di dare il più possibile chiarezza ed essere a disposizione, come siamo stati fin da subito, di tutte le autorità giudiziarie per potere favorire il più possibile l’accertamento rapido di una verità che serva anche a dare sicurezza e certezza ai cittadini”.

Non ci sarebbe invece collegamento fra il vaccino Astrazeneca e la morte del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, 54 anni, vicecomandante presso la Procura di Trapani che si sarebbe sentito male dopo la prima dose del vaccino. La Procura trapanese aveva aperto un’inchiesta. L’autopsia ha dato esito negativo. Si sta comunque verificando se la dose faccia parte dello stesso lotto sequestrato.

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