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Il blog “Economia del gusto” di Gianandrea Abbascià

Una parentesi, un pausa, per “Economia del Gusto” servita a riflettere su quanto è accaduto in questi mesi sul tema Turismo e ad osservare quanta forza ha questo Paese nel non mollare. E i dati economici, gli indicatori “post estate”, lo confermano.

È cosa nota ormai che ritengo essere il turismo un argomento, un elemento, centrale del nostro Paese. Un vero e proprio volàno per la nostra economia. Nel luglio del 2018, proprio qui su Start Magazine andò online una mia prima riflessione sul tema turismo, sulle sue potenzialità e su quanto gigante sia il mondo che ruota intorno ad esso.

Da lì poi, nel 2019, nacque “Economia del Gusto”, sempre qui su Start Magazine, una rubrica, un blog, che aveva, e ha, lo scopo di porre l’attenzione su alcuni spunti di riflessione, di carattere economico, e non, sul tema turismo.

Si sono poi susseguite una serie di “puntate” che hanno provato a mettere l’accento sulla necessità di far sì che il nostro Paese adottasse una politica comune, un sistema strutturato, che potesse concentrare le energie e valorizzare a pieno l’intero patrimonio artistico-culturale, enogastronomico, paesaggistico e soprattutto che facesse comprendere come il turismo racchiude in sé una serie infinita di temi annessi; posti di lavoro, formazione, infrastrutture, servizi diretti e indiretti, sviluppo dei territori con i loro specifici “usi e costumi”; insomma, per concentrarla in un unico termine “Made in Italy”!

Poi è arrivata la pandemia, lo tsunami che ha travolto il mondo intero rimettendo in discussione tutto, in primis la nostra quotidianità e le nostre priorità. Il paradosso però è che talvolta non tutti i mali vengono per nuocere (anche se ne avremmo fatto decisamente a meno, evidentemente!!!) e proprio la pandemia ha fatto sì che il turismo diventasse argomento di attenzione, perché, un po’ come molti settori, messo in ginocchio in maniera decisamente straziante.

A singhiozzo si è cercato di correre ai ripari con politiche di supporto, talvolta efficienti, talvolta meno, ma la cosa positiva è che, nonostante tutto, a denti stretti, si è riusciti a superare la fase più critica.

Il tema turismo è stato così tanto oggetto di attenzione durante tutto il 2020, trattato in ogni sua sfaccettatura che, dopo anni, il neo Governo, lo scorso febbraio, decise, scelse – doverosamente e strategicamente aggiungerei – di renderlo indipendente facendo nascere il ministero del Turismo.

Ciò rappresenta un valore determinante perché fa comprendere quanto davvero esso rappresenti un valore strategico per il Paese. Se pensiamo poi anche al PNRR e alle risorse da gestire per progetti correlati, la scelta di avere un Ministero dedicato non può che rappresentare una scelta ottimale.

Non dimentichiamoci poi anche che l’Italia dispone dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) e essa rappresenta un ulteriore forza strategica. A tal proposito, si apprende, proprio dal sito ufficiale dell’ENIT, che è stato presentato il progetto “Valore Paese Italia” (qui il link per chi fosse interessato ad approfondire) e per quello che Economia del Gusto è e vuole essere, questa è una notizia decisamente positiva e di grande valore!

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