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Non tutti i problemi di approvvigionamento sono collegati alla pandemia. Ad incidere è anche il clima.

Ma il alcune nazioni il Covid-19 ha dato il colpo di grazia, aumentando le crisi su più fronti.

NEW YORK – Si fanno sempre più frequenti le notizie sulle possibili carenze che dovremo affrontare nei prossimi mesi, dalla carta (anche igienica) al caffè, fino alla crisi energetica. Ma non tutto il mondo si trova nella stessa situazione: la richiesta varia dal luogo di produzione al metodo di trasporto, solo per fare un paio di esempi. E non sempre è colpa della pandemia. 

Buone notizie, almeno per il momento, per gran parte dell’Europa e in particolare in Svizzera, che per ora viene parzialmente risparmiata dal fenomeno, anche se incombe l’incubo dell’elettricità, e il mercato automobilistico trema. 

Piccole carenze e prezzi alle stelle in Europa sono perlopiù dovuti al clima, come il miele e il tartufo in Italia. 

Ecco una lista di cosa mancherà sugli scaffali dei principali paesi, riportata dalla Bbc. 

Negli USA: giocattoli e carta igienica – I bambini a Natale potrebbero ritrovarsi con meno regali sotto l’albero. E anche chi si è comportato male non troverà il carbone, con quello che costa. «Ci saranno cose che le persone non potranno comprare» ha dichiarato qualche giorno fa a Reuters un funzionario della Casa Bianca. Tra gli oggetti che potranno mancare sugli scaffali dei negozi figurano soprattutto i giocattoli per i più piccoli, la carta igienica, i vestiti, il cibo per animali e persino l’acqua in bottiglia. Tra le aziende, anche Ikea è a corto di numerosi articoli: alcune immagini scattate nel weekend hanno immortalato gli scaffali mezzi vuoti nella filiale di New York. 

Gran parte del problema deriva dall’affollamento delle merci nei porti di Los Angeles e Long Beach. In un giorno ben 73 navi cargo erano in attesa di scaricare la merce. E ad aprile si parlava anche di una carenza di ketchup. Un effetto causato dalla ripresa improvvisa dell’economia dopo il culmine della pandemia. 

Ma il Covid-19 ha causato rallentamenti di produzione e trasporto anche nei paesi al di fuori degli USA. Tante le case di moda o sportive che realizzano i propri capi all’estero, solitamente in Asia, dove le fabbriche sono rimaste chiuse a lungo. 

Cina: carta e carbone – Anche la Cina si ritrova a dover fronteggiare vari tipi di carenza delle merci, dalla carta ai tessuti, dai giocattoli ai chip per la tecnologia. In questo caso il problema è principalmente legato alla crisi dell’energia, che ha già duramente colpito più di venti province. La maggior parte dell’elettricità del paese deriva dal carbone, il cui prezzo è salito alle stelle. In Cina esiste un mercato regolato in modo che i costi dell’aumento del carbone non ricadano sui consumatori: le aziende hanno così dovuto ridurre la produzione. E, non da ultimo, Pechino sta cercando di diminuire le emissioni. 

India: chip e automobili – In realtà le due carenze sono relazionate. Il ritardo nella produzione di automobili deriva in gran parte dall’approvvigionamento dei metalli rari per produrre i chip. In particolare l’industria automobilistica è alla disperata ricerca di chip per far funzionare la frenata d’emergenza e l’alimentazione del motore. L’India è in attesa dei chip da paesi come il Giappone e la Corea del Sud, che a causa della pandemia hanno interrotto la produzione. 

La domanda dei chip era già aumentata prima della pandemia, grazie alla crescita dei dispositivi elettronici e all’adozione della tecnologia 5G. Poi l’home working ha contribuito ad alzare la richiesta, con milioni di persone che da un giorno all’altro hanno avuto bisogno di un computer, una stampante e una webcam. 

Alla tempesta si sono aggiunti anche i problemi energetici, con il prezzo del carbone che è salito drasticamente. Di conseguenza le importazioni sono diminuite, con effetti in tutto il settore manifatturiero. 

Brasile: caffè e acqua – Quest’anno la raccolta di caffè brasiliano è in crisi: tra le cause maggiori spicca soprattutto la lunga siccità che ha colpito il paese, maggior produttore ed esportatore dei “magici” chicchi. Questo va ad aggiungersi ai costi elevati per il trasporto del poco caffè raccolto.

Anche l’approvvigionamento energetico del Brasile non se la passa meglio: la siccità ha avuto un impatto pesante sull’energia idroelettrica. 

Libano: acqua e medicinali – Il sistema commerciale del Libano è stato colpito su più fronti. La sua economia non era in gran forma già prima del Covid-19, e la pandemia ha peggiorato la situazione. Negli ultimi mesi non sono mancati i black out, che hanno costretto le imprese e le famiglie a ricorrere ai generatori a diesel, dove disponibili. E a questo si somma anche l’esplosione nel porto di Beirut, avvenuta più di un anno fa. Crisi che non hanno fatto altro che aumentare la povertà nel paese, e quindi la limitazione anche ad un’assistenza sanitaria. 

Getty

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