coronavirus-nel-mondo:-l’america-latina-supera-i-700-mila-morti
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Più di 700 mila morti per Covid-19 sono stati registrate ufficialmente in America Latina e nei Caraibi dall’inizio della pandemia nel dicembre 2019, secondo un conteggio fatto da AFP. I 34 paesi della zona totalizzano 700.022 decessi (per 22.140.444 casi segnalati), dietro l’Europa (876.511) e davanti a Stati Uniti / Canada (547.986) e Asia (259.925).

Turchia, cresce numero contagi, in tutto 2,8 milioni

Continuano a crescere in maniera preoccupante i casi di coronavirus in Turchia, dove da una settimana il numero dei positivi riscontrati su base giornaliera è stato costantemente superiore a 11 mila, per toccare oggi il numero di 13.215. I decessi delle ultime 24 ore sono invece 64. Il Paese viaggiava stabilmente sopra i 30 mila positivi al giorno tra fine novembre e inizio dicembre, ma il numero era sceso a 5 mila in gennaio anche grazie alle restrizioni in vigore dall’1 dicembre, parzialmente abolite lo scorso 1 marzo. Il totale dei casi in Turchia sfiora i 2,8 milioni, mentre i decessi complessivi sono 29.094. In leggera crescita i malati gravi, 1.239, mentre le terapie intensive sono piene al 60%. Poco più di 34 milioni sono i test effettuati in tutto, 139 mila dei quali nelle ultime 24 ore.

Oms: “Non esiste vaccino contro povertà e disuguaglianza”

“Il vaccino sta dando speranza a tutti noi. Finora, 14 milioni di dosi sono state consegnate a 19 Paesi in Africa, attraverso Covax, e altri riceveranno dosi la prossima settimana. È un buon inizio, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Anche una volta che la pandemia sarà finita, gli sforzi dovranno continuare. Rimarranno problemi preesistenti. Non esiste un vaccino contro la povertà, la fame, la disuguaglianza, il cambiamento climatico, i matrimoni precoci e molti altri problemi che i nostri fratelli e sorelle affrontano quotidianamente. Il Covid-19 ha sottolineato la centralità della salute: quando la salute è a rischio, tutto è a rischio. Raggiungere l’Univeral Health Coverage richiede investimenti in sistemi sanitari resilienti, in particolare in un’assistenza sanitaria primaria forte. Garantire una fornitura affidabile di medicinali sicuri, efficaci e di alta qualità in tutto il continente”. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della salute, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel giorno di apertura dell’Africa Health Agenda International Conference, conferenza organizzata da Amref sullo stato di salute dell’Africa.

Usa, anche il Wyoming revoca obbligo d’indossare mascherine

Il governatore del Wyoming Mark Gordon ha annunciato che lo Stato si unirà a una manciata di altri che hanno revocato l’obbligo di indossare la mascherina per limitare la diffusione del coronavirus. Le modifiche entreranno in vigore il 16 marzo, ha fatto sapere. Vengono inoltre revocati i requisiti per bar, ristoranti, teatri e palestre, dove i dipendenti devono indossare mascherine e i clienti non seduti in piccoli gruppi devono mantenere una distanza minima in funzione anticontagio.

Vaccini, intesa Ue-Usa per lavorare insieme su produzione Breton e Zients

Il commissario europeo all’Industria, Thierry Breton, e il coordinatore della task force sul coronavirus degli Stati Uniti, Jeffrey Zients, “hanno concordato di lavorare insieme per garantire il regolare funzionamento delle catene di approvvigionamento industriali per la produzione di vaccini da entrambe le parti”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal gabinetto del commissario Ue al termine dell’incontro tra i due in videoconferenza. Breton e Zients hanno parlato “dell’importanza di una stretta cooperazione” tra le due sponde dell’Atlantico “per rispondere alla pandemia”, decidendo di stabilire un “contatto diretto tra i rispettivi team per facilitare, anticipare o risolvere qualsiasi problema che possa presentarsi nella catena di approvigionamento”. In mattinata, intervistato da France 2, Breton aveva spiegato che la soluzione alle difficoltà produttive “arriverà da Europa e Usa”, sottolineando che “i due continenti sono i soli del pianeta che ci permetteranno di uscire da questa situazione”.

Brasile: media settimanale di decessi sopra 1.500 al giorno 

Con i 987 decessi dell’ultimo giorno, il Brasile ha aumentato la media settimanale di morti giornaliere, salite a oltre 1.500 per la prima volta dall’inizio della pandemia. In tutto, le vittime registrate nel Paese da 211 milioni di abitanti è di 266.398, ponendolo al secondo posto in termini assoluti della macabra classifica, dietro agli Usa. Per la precisione, il numero medio dei decessi giornalieri legati al Covid è di 1.525, il 24,5% in più rispetto alla media di una settimana fa e il 50,99% in più rispetto a un mese fa.  Quanto ai nuovi contagi, sono stati 32.321 nelle ultime 24 ore, portando il totale dei casi accumulati dall’inizio della pandemia a 11.051.665 (terzo posto nel mondo in termini assoluti dopo Usa e India).

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In Estonia aumentano contagi, nuove restrizioni e lockdown

Il governo estone ha deciso ulteriori restrizioni sul coronavirus a causa di un rapido aumento dei casi, in particolare per la variante rilevata per la prima volta nel Regno Unito, e il Paese baltico entrerà effettivamente in lockdown a partire da giovedì. La prima ministra Kaja Kallas ha svelato le nuove misure in un’intervista con l’emittente pubblica estone Err, affermando che “la situazione del Covid-19 in Estonia è estremamente critica”. Kallas ha detto che la situazione pandemica dell’Estonia deve essere affrontata rapidamente per evitare un’ulteriore escalation e quindi “abbiamo deciso di bloccare il Paese il più possibile”.

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