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Coronavirus: in Gran Bretagna crollano i decessi

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REGNO UNITO

03.04.2021 – 20:41

Dieci morti in ventiquattro ore. Nel paese cinque milioni di persone sono completamente vaccinate

LONDRA – Dieci morti in ventiquattro ore e la campagna vaccinale che continua a marciare fanno del Regno Unito la “storia di successo” nel Vecchio Continente in guerra contro la pandemia. Mentre alla vigilia della seconda Pasqua blindata per il virus gran parte dell’Europa arranca, fra ritardi e ripensamenti sui vaccini (l’Olanda torna a chiudere su AstraZeneca) e la curva dei contagi con variazioni minime ma di fatto ancora indomabile.

L’ultimo bilancio giunto da Londra segna un nuovo record: il numero dei decessi per Covid cala ai minimi da sette mesi con dieci morti nelle ultime ventiquattro ore, il numero più basso di vittime dal 14 settembre del 2020. I nuovi contagi inoltre scendono a 3’423. E il primo ministro Boris Johnson pigia sull’acceleratore dell’entusiasmo per una campagna vaccinale che sembra aver imboccato la strada giusta, ricordando il traguardo dei cinque milioni di persone nel Regno Unito cui è già stata somministrata la seconda dose ed esorta chi è in attesa di concludere il trattamento farmacologico per l’immunizzazione di non indugiare dal ricevere la seconda dose appena ne ha la possibilità.

Questo a fronte anche di altri dati recenti che confermano la morte di sette persone nel Regno Unito a causa di quei casi rari di coaguli di sangue dopo essere state vaccinate con il siero di AstraZeneca. A renderlo noto è la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (MHRA), la stessa che ieri aveva detto di avere identificato trenta casi di eventi avversi riguardanti la coagulazione del sangue su oltre diciotto milioni di somministrazioni dello stesso vaccino. L’MHRA ha spiegato di avere ricevuto, al 24 marzo scorso, segnalazioni di 22 casi di trombosi venosa cerebrale e altri otto casi di trombosi associati a mancanza di piastrine, su un totale di 18,1 milioni di dosi somministrate. I sette decessi rientrano nei trenta casi segnalati.

Numeri, questi, che evidentemente non interferiscono con gli obiettivi del governo di Londra nella campagna vaccinale. In Olanda invece, dopo la sospensione dell’uso di AstraZeneca per gli under 60 decisa ieri, è stata deciso d’interrompere temporaneamente la somministrazione del siero anglo-svedese per tutte le età, per evitare uno spreco di dosi. Tra gli over 60 anni che da ieri erano gli unici a poter essere vaccinati rimanevano infatti soltanto 700 persone da immunizzare in tutto il Paese: solo poche dosi sarebbero cioè servite nei vari centri d’inoculazione con il rischio di dover buttare quelle che sarebbero rimaste inutilizzate nelle fiale.

Mentre a livello globale i contagi, da inizio pandemia, hanno superato quota 130 milioni (130,26 milioni secondo la Johns Hopkins University) e i morti sono oltre 2,83 milioni, il virus continua a preoccupare in tutto il pianeta. E una nuova fiammata di contagi in India sposta di nuovo l’attenzione sul popoloso e complesso paese che ha registrato il maggior numero di casi e di vittime degli ultimi sei mesi: 89’129 nuovi infetti e 714 morti nelle ultime ventiquattro ore. Si tratta dell’aumento di contagi giornalieri maggiore dal 20 settembre del 2020 e del maggior numero di decessi in ventiquattro ore dal 21 ottobre scorso.

Nelle Americhe intanto, nel giorno del suo 62esimo compleanno, il presidente argentino Alberto Fernandez ha comunicato di essere risultato positivo al Covid-19. Lo ha scritto lui stesso su Twitter, nonostante fosse stato già vaccinato con due dosi di Sputnik. Un caso su cui è intervenuto l’istituto russo Gamaleya che ha sviluppato il siero ricordando – in un post su Twitter – che l’efficacia del farmaco è al 91,6% contro l’infezione e al 100% contro una sintomatologia grave: il vaccino cioè ha un margine di rischio d’infezione, scongiurando però una evoluzione grave della malattia.

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