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COLLI BERICI, IL PALCOSCENICO DEL TAI

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L’architettura di Andrea Palladio disegna Vicenza attraverso le sue opere, cosi come i Colli Berici ne disegnano i vigneti che la contornano, accomunati dagli stessi concetti di equilibrio ed eleganza. Qui si trovano infatti delle condizioni pedoclimatiche uniche, differenti rispetto ai vicini Colli Euganei e Valpolicella, a rappresentare la fortuna del territorio e la chiave di comunicazione per la sua peculiarità.

Una peculiarità che si riflette nei suoli dei Colli Berici, composti in prevalenza da calcare sedimentario, con presenza di argilla e affioramenti vulcanico basaltici. Si tratta di una viticoltura concentrata nella zona collinare e comprendente 690 ettari di vigneto altamente frazionati tra i circa 650 produttori presenti, coadiuvati da un unico Consorzio di Tutela che ha tra i suoi obbiettivi quello di far emergere la denominazione e divulgarne il valore.

Dalla premessa è facile intuire come quest’area sia ricca di sfaccettature, che vanno poi ad esprimersi nella varietà di interpretazioni proposte dai produttori e che vengono valorizzate in maniera esemplificativa attraverso i varietali coltivati. In particolar modo da uno di essi, autoctono della zona e presente qui fin dal XIV secolo: il Tai Rosso.

Ma non solo; vengono qui coltivati anche Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère per i rossi, mentre Chardonnay, Pinot Bianco e Garganega per i bianchi. Ma dicevamo del Tai. Questo vitigno viene tradizionalmente prodotto scarico di colore, presentando un basso contenuto tannico e una vivace acidità che lo rendono perfetto per la cucina di pesce, tra cui il Baccalà alla Vicentina, o la merenda a base di salumi tra cui la tipica soppressa. Ma sono presenti anche versioni nobilitate dall’utilizzo del legno e pensate per l’affinamento, con anche una maggiore concentrazione cromatica.

E una delle realtà che racconta al meglio il concetto è Pergoraro, cantina giovane e dinamica, presentandolo sia in versione Spumante che nelle versioni rosse, sia base che riserva, o Cavazza, che porta avanti una realtà attiva dal 1928 e che valorizza i singoli terroir presenti nei propri vigneti.

Più ad ampio respiro la proposta di Dal Maso, azienda strutturata ma sempre dinamica nelle visioni, attenta al futuro pensando però sempre alla tradizione, e che trova invece il Merlot come sua punta di diamante.

Da menzionare anche PuntoZero, di proprietà della famiglia De’ Besi e che per prima, nei Colli Berici, ha deciso di utilizzare la tecnica dell’appassimento a seguito della raccolta manuale delle uve, avvalendosi di un enologo riconosciuto come Celestino Gaspari.

Inama invece, cantina realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento di Soave, ha trovato nei Colli Berici un areale perfetto per la realizzazione di un grande Carménère, proposto sia in una versione più agile e fresca, sia in versioni atte a sfidare il tempo. Aziende che affrontano anche il mercato in chiave diversa. Sebbene il mercato vicentino rappresenti il primo canale a cui rivolgersi, dai dati del Consorzio emerge come a crescere sia stata, anche accentuata dalla recente pandemia, soprattutto la grande distribuzione, che ha visto un aumento del 10%, con da contraltare alcune aziende che hanno incrementato il settore Ho.Re.Ca.

Questa breve panoramica permette di fornire un’idea delle differenze presenti nei Colli Berici, tutte convergenti verso un’idea di qualità e valorizzazione del territorio. Differenziazioni che, se giustamente comunicate, possono far emergere un territorio ingiustamente bistrattato ed essere portato all’attenzione che merita presso gli appassionati.

 

DEGUSTAZIONE

 

 

CANTINA PERGORARO TAI ROSSO COLLI BERICI 2019

90/100

Si presenta alla vista con un color rosso rubino, scarico e di bella limpidezza. A naso emergono note gioviali, di lampone, fragola di bosco, arancia e una parte floreale a far da cornice al tutto. Il palato è snello, teso, vivace nei ricordi di una frutta rossa turgida e croccante, coadiuvata da note leggermente saline che ci donano un sorso facile ma non scontato, in un vino che vive di freschezza ed un tannino appena percettibile.

 

CAVAZZA TAI ROSSO COLLI BERICI 2019

90/100

Color Campari alla vista, bella limpidezza. Parte olfattiva che ci racconta di freschezza e fragranza, con piccoli frutti come ribes e mirtilli a far da padrone, coadiuvati da note di rosmarino e ginepro. Il palato è succoso, dominato sempre da note di frutta, ribes e lampone in particolare, a cui fanno seguito sentori di tamarindo e una verve salina che slancia il sorso in una buona persistenza.

 

ORATORIO SAN LORENZO CARMENERE RISERVA 2016 INAMA

93/100

Veste un rosso rubino di media massa colorante. Naso voluttuoso, con sentori balsamici prevalentemente mentolati, cui si aggiunge tabacco biondo, scorza di sanguinella, pepe nero e gelée di frutta. Al palato troviamo una bella eleganza che si esprime attraverso le note di garofano, mentuccia, frutta scusa di mora e mirtilli, e richiami orientali di coriandolo e cumino. Tannino presente ma ben gestito, acidità legata agli agrumi che si intercala alla parte salina regalandoci un finale di bella lunghezza.

 

DAL MASO CASARA ROVERI MERLOT 2016

92/100

Alla vista un rubino con media massa colorante. Naso ricco, generoso nel suo modo di porsi, con un frutto maturo, rosso e scuro di ribes, fragola, mora, mirtillo, accompagnato da sensazioni fresche di eucalipto, oltre a note di tabacco e pepe bianco a dar complessità. Bocca di volume ed eleganza ma slanciata da una freschezza legata a sensazioni sgrumate, con un tannino presente ma maturo, in un vino gastronomico e dal potenziale di affinamento importante. Bella persistenza cesellata da note minerali e saline.

 

PUNTOZERO GARGÁ 2020

90/100

Alla vista veste un giallo paglierino dai riflessi di oro verde. Naso nobilitato da sentori di pompelmo, frutta a pasta gialla matura, note di macchia mediterranea come salvia o rosmarino. Al palato mostra una bella spinta acida, che si contornano di note di frutta come mela, albicocca, pesca intercalate da sensazioni floreali che richiamano il gelsomino e lavanda. Chiusura minerale di bella persistenza.

 

 

consorzio.bevidoc.it

L’articolo COLLI BERICI, IL PALCOSCENICO DEL TAI proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Stefano Berzi

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