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Clubhouse è il social che sta avendo il boom maggiore negli ultimi tempi: probabilmente ad effetto della novità ed esclusività del servizio (cui si può accedere soltanto tramite invito). Durerà? Vedremo.


Quello che sappiamo è che Clubhouse in questo momento sta venendo usato parecchio. Ma anche che sta avendo grosse problematiche per quanto riguarda la sicurezza.

Parliamoci chiaro: Clubhouse in questo momento è ancora in beta, ovvero non è ancora stata rilasciata la sua versione definitiva. Naturale, quindi, che possa presentare delle parti da migliorare.


Per chi non ne conoscesse il funzionamento, il social consente di creare o partecipare a delle “stanze” vocali, in cui i vari utenti possono parlare di ciò che desiderano. Generalmente, ad ogni stanza viene assegnato un tema, o un titolo, per dare idea di cosa si voglia trattare. Marketing, arte, letteratura… è stato utilizzato anche per aggirare la censura di alcuni paesi, finché è durato.


Una volta conclusa la chiacchierata, nella quale chiunque può dire la sua, previa concessione del “permesso” da parte dei moderatori, non è possibile recuperare il tutto in differita. Ciò che viene detto non viene archiviato, e dunque viene perso.


Almeno in teoria.

Una falla nella sicurezza di Clubhouse

Qualche giorno fa un utente è riuscito infatti ad impadronirsi di alcuni audio, in teoria non più accessibili, rendendoli poi disponibili all’ascolto su un altro sito. Qualcosa che, teoricamente, non dovrebbe essere possibile.


Il social, accortosi di quanto accaduto, ha provveduto a bannare l’utente aggiungendo dei “nuovi livelli di protezione”. Tuttavia i dubbi rimangono. Quello che diciamo su Clubhouse, che fine fa? Può essere riprodotto? La nostra voce può essere in qualche modo manipolata?

A queste domande ha parzialmente risposto lo Stanford Internet Observatory, secondo il quale non è possibile evitare al 100% il ripetersi di una vicenda simile. In più, il fatto che Clubhouse si appoggi all’azienda cinese Agora solleva ulteriori dubbi e preoccupazioni riguardo l’effettiva privacy promessa dal servizio.


Agora di per sé sostiene di non conservare metadati o audio prodotti dagli utenti: se così fosse non sarebbe possibile, da parte del Governo cinese, richiedere legalmente i dati degli utenti. Ma questo non basta, in quanto potrebbe comunque accedervi (e conservarli) in altri modi.

Cosa possiamo fare per proteggere i nostri dati?

Per essere sicuri al 100%, occorrerebbe non utilizzare alcun social. Cosa che, al giorno d’oggi, non è possibile per tutti.


Valgono qui le normali regole di buonsenso. Utilizzare dunque il social con la consapevolezza che le nostre conversazioni (in ogni caso pubbliche) potrebbero essere registrate e riprodotte su altri siti – e agire di conseguenza.


Del resto, è già successo. Non serve entrare nei server di Clubhouse per farlo, basta una normale applicazione di registrazione vocale. Alcune conversazioni con personaggi famosi sono state già ricaricate su Youtube e Instagram.


Clubhouse è un servizio ancora acerbo, e dunque deve fare ancora un bel po’ di strada per migliorare l’esperienza degli utenti. Tenerlo presente, può aiutare ad utilizzarlo mantenendo una certa serenità.

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