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La Commissione Ue ha accettato la candidatura dell’Aiad (federazione delle aziende Italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza) nel comitato tecnico a supporto del Fondo europeo per la Difesa (Edf). L’attivismo di Crosetto per la nomina di Festucci

Si sblocca per l’Italia il dossier fondo europeo per la Difesa.

Anche l’Aiad, federazione che riunisce le aziende italiane del comparto aerospazio, difesa e sicurezza, è stata ammessa nel comitato tecnico che sovrintenderà alla gestione del Fondo europeo per la Difesa (Edf). Proprio come le associazioni di categoria omologhe di Parigi e di Berlino.

Con un budget di 7,9 miliardi di euro fino al 2027, approvato lo scorso 29 aprile dal Parlamento europeo, a gestire l’Edf è una nuova direzione generale, la DG Defis, sotto la supervisione del commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton. E ad affiancare la Dg Defis c’è anche un comitato tecnico composto da esperti indipendenti.

Pertanto, la Dg Defis aveva avviato la call per gli esperti per il Programma di sviluppo industriale della Difesa europea, alla quale l’Aiad aveva risposto proponendo la candidatura del suo segretario generale, Carlo Festucci.

Mercoledì La Verità rivelava che “dopo una procedura di gara, il dipartimento che afferisce a Thierry Breton ha selezionato i rappresentati del comitato tecnico consultivo che sta dietro alle movenze del fondo”. “Per l’Italia ci sono quattro rappresentanti di altrettante aziende. Nulla da fare per la nostra, l’Aiad”, segnalava La Verità. Dando per certa quindi l’esclusione dal comitato della federazione italiana. Dossier per il quale il presidente Guido Crosetto ha svolto un ruolo attivo a livello istituzionale, italiano ed europeo.

“Ma l’Aiad non è stata scartata, non è arrivata nessuna lettera”, aveva precisato a Start Carlo Festucci, segretario generale di Aiad.

Oggi la Commissione europea ha ufficialmente accettato la candidatura dell’Aiad e del suo rappresentante, come ha confermato a Start lo stesso Festucci.

Premature, quindi, le conclusioni di uno scarto della federazione italiana.

COSA AVEVA RIVELATO LA VERITÀ

Su La Verità Claudio Antonelli scriveva che “la Federazione aziende italiane per l’aerospazio e la difesa, guidata da Guido Crosetto, ieri ha scoperto che le gemelle di Parigi e Berlino hanno piazzato i rispettivi uomini, sbilanciando di fatto un delicato equilibrio. Contattato telefonicamente, il presidente ci ha spiegato di aver fatto presente all’ambasciatore presso l’Ue (da aprile, Pietro Benassi) la situazione anomala. Chiedendo di fatto un intervento di segnalazione ai vertici Ue. La missiva di lamentele conterrebbe a quanto risulta alla Verità il termine esclusione”.

LEONARDO, FINCANTIERI, AVIO E IVECO ALL’INTERNO DEL COMITATO DI ESPERTI INDIPENDENTI

Secondo La Verità i componenti italiani sono: “Cristina Leone per Leonardo, Massimo De Benedetti per Fincantieri e altri due rappresentati di Avio e Iveco. Idem per gli altri colossi della Difesa Ue. Nel comitato sono state incluse le associazioni di categoria di Francia e Germania”.

“Nulla da fare per la nostra, l’Aiad”, rimarcava il quotidiano.

LA POSIZIONE DELL’AIAD

“In realtà l’Aiad non è stata ancora esclusa dal comitato di esperti, il processo di valutazione è ancora in corso”, spiegava mercoledì a Start Carlo Festucci.

“L’Aiad rappresenta una filiera di piccole e medie imprese che non possono essere inserite tutte dentro nella commissione di esperti. Se è corretto che nella commissione di esperti ci sia Leonardo e Fincantieri, speriamo ci sia anche Elettronica, ma poi ci sono tutta una serie di aziende che vanno rappresentate e coordinate da un unico ente che non può essere che l’Aiad”, aveva evidenziato Festucci.

AIAD ACCETTATA DOPO LE OMOLOGHE GIFAS E BDLI NEL COMITATO PER L’EDF

“Vero è che il segnale è brutto. La francese Gifas subito confermata e gli italiani ancora in attesa”, aveva lamentato a Start il segretario generale di Aiad.

“Il problema di fondo è che nella commissione che selezionava le candidature non ci sono italiani, nel momento in cui francesi e tedeschi (che sono preponderanti all’interno del sistema europeo) hanno sponsorizzato le loro associazioni e aziende, queste sono passate subito”, aveva notato Festucci.

Ma alla fine la Commissione europea ha accettato nel comitato tecnico per l’Edf — seppur con un po’ di ritardo rispetto alle Bdli e Gifas — anche l’Aiad.

IL RUOLO DI CROSETTO

Rilevante, secondo le indiscrezioni di Start, il ruolo del presidente dell’Aiad, Guido Crosetto, per sbloccare lo stallo. Crosetto ha interessato della vicenda autorità italiane e rappresentanti europei: dal segretario generale della Farnesina, Ettore Sequi, al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dal sottosegretario Enzo Amendola al generale Claudio Graziano. Il presidente dell’Aiad ha avuto interlocuzioni ai massimi livelli delle istituzioni europee, ad esempio con il commissario Paolo Gentiloni, oltre che con europarlamentari italiani come Fabio Massimo Castaldo (M5s) e Raffaele Fitto (Conservatori e riformisti).

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