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Joe Biden ha annunciato quali sono le sanzioni previste contro la Russia. L’Ucraina ha convocato i riservisti

Congelato il gasdotto Nord Stream 2 e il petrolio si impenna.

La situazione al confine tra Ucraina e Russia resta più tesa che mai. Da ormai più notti vi è un botta e risposta tra le forze ribelli filorusse e i militari ucraini. Migliaia e migliaia di persone sono già in fuga. Intanto si sta valutando l’opzione di un summit tra Biden e Putin, ma nulla è ancora deciso.

Bombardamenti e uccisioni

Secondo le informazioni diffuse dalle principali agenzie di stampa russe, due civili della Repubblica popolare del Lugansk sarebbero rimaste uccise a seguito di bombardamenti eseguiti dalle forze di sicurezza ucraine. In totale, sarebbero stati danneggiati sei edifici residenziali. Riportati anche ulteriori attacchi avvenuti all’interno del Doneck.

Secondo Ukrinform, agenzia ucraina, le forze russe avrebbero violato il cessate il fuoco 72 volte. In 53 attacchi sarebbero state usate armi vietate dagli accordi di Minsk. Domani il parlamento ucraino (la Verchovna Rada) esaminerà un pacchetto di misure. Previste sanzioni contro i deputati della Duma di Stato (Camera bassa dell’Assemblea federale della Federazione Russa).

In Ucraina, appello ai riservisti

Esclusa una mobilitazione generale. In un aggiornamento fornito dal Parlamento ucraino, il presidente Vlodomir Zelensky ha dichiarato di aver emesso un decreto sulla convocazione per un periodo di tempo speciale dei riservisti. Questi, in gergo militare, sono i soldati delle classi di congedo che si possono richiamare in caso di guerra. In un video messaggio, riporta l’agenzia di stampa Interfax, ha affermato che «oggi non è necessaria una mobilitazione generale. Dobbiamo aumentare la prontezza dell’esercito ucraino per tutti i possibili cambiamenti nell’ambiente operativo». Ha concluso il suo discorso osservando che l’escalation in corso è una sfida senza precedenti per tutto il mondo.

Le sanzioni degli Stati Uniti nel dettaglio

Un «blocco totale» è quello che Joe Biden vuole mettere in atto nei confronti di due grandi istituzioni finanziarie russe: la banca militare e la Veb, una delle più grandi società di investimento in Russia. Inoltre, si stanno implementando anche «sanzioni globali sul debito sovrano russo. Ciò significa che abbiamo tagliato fuori il governo russo dai finanziamenti occidentali. Non può più raccogliere fondi dall’Occidente e non può nemmeno scambiare il suo nuovo debito sui nostri mercati o sui mercati europei». Biden ha inoltre annunciato di aver lavorato a stretto contatto con la Germania perché il Nord Stream 2 «si fermi completamente».

Ulteriori sanzioni potrebbero seguire, se la Russia «continua l’attacco».

Joe Biden ha riconosciuto che le sanzioni appena annunciate potrebbero comportare un aumento dei prezzi del gas per gli americani e si è impegnato affinché l’impatto finanziario sulle famiglie con un reddito medio sia limitato.

Afp

«È l’inizio di un’invasione russa dell’Ucraina»

Joe Biden si è espresso stasera in un discorso dalla Casa Bianca ribadendo ancora che «se le truppe russe entreranno in Ucraina, ci saranno conseguenze economiche gravi». In particolare si parla di colpire le persone più vicine a Putin, quali le élite del Paese e i loro familiari, e le istituzioni finanziarie russe, in quanto «visto che condividono i giochi corrotti delle politiche del Cremlino, dovrebbero condividere anche il dolore».

«Questo è l’inizio di un’invasione dell’Ucraina». Biden ha spiegato che le sanzioni pronte per la Russia andranno molto oltre quelle imposte nel 2014 e più il Cremlino avanzerà, più le sanzioni saranno severe. «In risposta all’ammissione della Russia che non ritirerà le sue forze dalla Bielorussia, ho autorizzato ulteriori movimenti di forze e attrezzature statunitensi, già di stanza in Europa, per rafforzare i nostri alleati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania». Biden ha tenuto a precisare che non c’è l’intenzione di combattere la Russia. «Vogliamo però inviare un messaggio inequivocabile: che gli Stati Uniti insieme ai nostri alleati difenderanno ogni centimetro del territorio della Nato. E questo per rispettare gli impegni che abbiamo preso».

La Russia evacua il suo personale diplomatico in Ucraina

Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che il personale diplomatico di Mosca verrà evacuato in tempi brevi. In un comunicato si legge che la priorità è «proteggere le loro vite e la loro sicurezza». Lo riferiscono le agenzie russe. (Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STF (GRZEGORZ MICHALOWSKI)

«Pronti 100 aerei da caccia e 120 navi da guerra»

Emergono altri dettagli del discorso di Stoltenberg oggi a Bruxelles. Il segretario ci ha tenuto a confermare che gli alleati della Nato hanno più di 100 aerei da caccia in allerta e 120 navi da guerra pronte, dal Circolo polare artico fino al Mare Mediterraneo. «Siamo pronti a rispondere», ha ribadito Stoltenberg, «ma la nostra prerogativa rimane il dialogo»

«Gli accordi di Minsk non esistono più»

Alza ancora di più il pressing su Nato e Occidente, il presidente Vladimir Putin questa sera a colloquio con i giornalisti: «Vorremmo risolvere tutte queste differenze con Kiev e le regioni di Donetsk e Lugansk, ma al momento sembra che sia impossibile. Speriamo di poterlo fare in futuro. Tutto questo si potrebbe evitare se l’Ucraina rinunciasse ai suoi piani di far parte della Nato».

«La Russia continua a pensare a un’invasione su larga scala»

L’escalation della Russia «è uno la più grande minaccia alla sicurezza europea di questa generazione», non ha lesinato parole forti il segretario della Nato Jens Stoltenberg, oggi in conferenza stampa. «Mosca è passata dal destabilizzare in maniera subdola a farlo apertamente e per vie militari». Sempre stando a Stoltenberg, «tutti gli indizi ci portano a dire che la Russia sta continuando a perseguire i suoi piani di un’invasione su larga scala».

keystone-sda.ch (Alexei Nikolsky)

Vladimir Putin potrà schierare soldati all’estero

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto al Senato russo il permesso per l’uso della forza militare al di fuori dei confini nazionali. Si tratta di una formalità che, commentano gli osservatori, potrebbe anticipare nuove e più ampie manovre offensive in Ucraina. Ne dà notizia l’agenzia stampa AP. «Ormai non c’è altra scelta», ha commentato uno dei viceministri della Difesa davanti alla Camera argomentando la richiesta parlando di «un’operazione di peacekeeping». Il parlamento ha approvato la richiesta all’unanimità.

Nord Stream 2, la frenata sia «temporanea»

La Russia si aspetta che la frenata sul Nord Stream 2 sia «temporanea». Lo dice il Cremlino dopo l’annuncio del cancelliere tedesco Olaf Scholz sul congelamento delle autorizzazioni per il gasdotto dalla Russia alla Germania. Lo riferisce la Tass.

Il Cremlino accoglie «con rammarico» la notizia della sospensione dell’autorizzazione del gasdotto, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ripreso dall’agenzia Interfax. «Il fatto che questi progetti vengano frenati speriamo sia una cosa temporanea causata da motivi politici e dal nostro punto di vista questo non è corretto», ha aggiunto Peskov.

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch (Stefan Sauer)

Nuovo balzo del gas: su di quasi il 10%

Nuovo balzo del gas naturale sulla piazza di Amsterdam, nonostante le rassicurazioni del presidente russo Vladimir Putin. Il prezzo segna un rialzo del 9,8% a 79,67 euro al MWh, meno della metà comunque rispetto al picco segnato lo scorso 21 dicembre a 173,98 euro al MWh. Quel giorno le contrattazioni si aprirono a 139 euro per chiudersi a 166,81 euro per MWh.

(Fonte ats ans)

I separatisti di Lugansk: «39 gli attacchi ucraini oggi»

Sono 39 gli attacchi compiuti oggi dalle forze armate ucraine contro l’autoproclamata repubblica secessionista di Lugansk, nel Donbass. Lo afferma il portavoce della milizia locale, Ivan Filiponenko, citato da Interfax, secondo cui sono stati presi di mira 20 insediamenti.

(Fonte ats ans)

La rottura delle relazioni diplomatiche tra Kiev e Mosca sarebbe «estremamente sgradita»

La rottura delle relazioni diplomatiche con l’Ucraina, non così lontana alla luce di quanto è accaduto nelle ultime 24 ore, non farà che complicare ulteriormente le relazioni tra i due paesi, i due popoli ed è estremamente sgradita. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Naturalmente, la rottura delle relazioni diplomatiche sarebbe uno scenario estremamente sgradito, che non farà altro che rendere tutto ancora più difficile».

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva precedentemente dichiarato di aver ricevuto dal ministero degli Esteri una richiesta per sancire la rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia, promettendo di prenderla in considerazione.

keystone-sda.ch (Sergei Ilnitsky)

La cyberguerra contro l’Ucraina

L’agenzia di rating Standard & Poor’s prevede «un aumento del rischio di cyberattacchi contro l’Ucraina» come conseguenza dell’escalation delle tensioni con la Russia, con il rischio di «ripercussioni a cascata per aziende, governi e altri soggetti», che potrebbero anche estendersi al di fuori dell’Ucraina. Il costo di un simile attacco potrebbe superare i 10 miliardi di dollari stimati per l’attacco malware ‘NotPetya” subito dall’Ucraina nel 2017 alla luce del «maggiore grado d’interconnessione e digitalizzazione» della sua economia e infrastrutture.

(Fonte ats ans)

Gas, le forniture per l’inverno sono garantite

«Abbiamo esaminato tutti i possibili scenari d’interruzione nel caso in cui la Russia decidesse d’interrompere parzialmente o completamente le forniture di gas all’Ue: i modelli mostrano che siamo piuttosto al sicuro per questo inverno. Non siamo in una situazione in cui da un giorno all’altro ci troveremmo senza gas e l’attuale livello di stoccaggio è circa al 30% della capacità». Lo ha detto un portavoce della Commissione sottolineando che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen lo ha già dichiarato più volte recentemente.

Quello di uno stop alle forniture russe è comunque uno scenario ipotetico, ha sottolineato il portavoce nel briefing quotidiano, «non siamo in quella situazione ora». «La presidente e la commissaria all’Energia Kadri Simson hanno avuto fino a ora colloqui nel corso di diversi mesi con numerosi Paesi che sono pronti a incrementare le loro forniture di Gnl o gas naturale – ha ricordato -. Abbiamo già visto a gennaio un record di forniture di Gnl con oltre 120 navi per il trasporto di gas liquefatto che hanno portato 10 miliardi di metri cubi di Gnl nel primo mese di quest’anno. Siamo anche in contatto con altri partner internazionali, per esempio Giappone e Corea, sulla possibilità di reindirizzare in Europa le forniture di Gnl contrattate da questi paesi per il futuro, in caso di ulteriore necessità».

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STF (Michael Sohn)

Rassicurazioni di Putin sul gas, borse europee contrastate

Si muovono a due velocità i principali listini di borsa europei dopo le rassicurazioni del presidente russo Vladimir Putin sulle forniture di gas nel vecchio continente. Fiacche Milano e Francoforte (-0,1%), positive Londra (+0,4%), Zurigo (+0,3%), nonché Parigi e Madrid (+0,2% entrambe), mentre riduce il calo Mosca (-1,6%).

Prosegue la corsa del greggio (Wti +2,94% a 93.7 dollari al barile), sui massimi dal 2014, e del gas (+9,92% a 79,76 euro al MWh).

(Fonte ats ans)

«2000 euro per 1000 metri cubi di gas naturale»

«Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha emesso un ordine per interrompere il processo di certificazione del gasdotto Nord Stream 2. Bene. Benvenuti nel mondo nuovo in cui gli europei pagheranno molto presto 2000 euro per 1000 metri cubi di gas naturale!» ha twittato l’ex presidente russo Dmitry Medvedev.

keystone-sda.ch (ALEXEI NIKOLSKY / KREMLIN POOL /)

Truppe ungheresi al confine ucraino

L’Ungheria dispiegherà truppe vicino al confine ucraino. Lo riferisce Sky News. Il ministero della Difesa di Budapest ha spiegato che saranno impiegate in parte in compiti umanitari. L’emittente britannica ricorda che finora nessuno degli alleati della Nato ha inviato truppe in Ucraina, preferendo invece fornire assistenza militare, con la consegna di armi e l’addestramento dell’esercito.

(Fonte ats ans)

Le misure di Washington sono in arrivo

La Casa Bianca plaude alla decisione di Berlino di bloccare la certificazione del gasdotto Nord Stream 2 in risposta alla decisione di Vladimir Putin di riconoscere le due repubbliche separatiste ucraina nel Donbass. L’amministrazione Biden annuncerà nelle prossime ore le sue misure. «Il presidente ha chiaramente indicato che se la Russia invade l’Ucraina, noi agiremo con la Germania per fare in modo che il Nord Stream 2 non sia messo in funzione. Noi siamo stati in stretto contatto con la Germania questa notte e ci felicitiamo per il suo annuncio. Prenderemo le nostre misure oggi», ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STF (Alex Brandon)

Il Cremlino: «Niente truppe nell’Ucraina orientale… per ora»

La Russia non ha in programma di inviare truppe nell’Ucraina orientale «per ora», ma lo farà in caso di una «minaccia». Lo ha detto il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko dopo che il parlamento di Mosca ha ratificato gli accordi di cooperazione con le repubbliche separatiste dell’Ucraina orientale. Rudenko ha affermato che i trattati includono la fornitura di «aiuti militari», ma ha aggiunto che dovrebbe essere evitata ogni «speculazione» sul dispiegamento di truppe. «Per ora, nessuno ha intenzione di inviare nulla da nessuna parte. Se c’è una minaccia, forniremo assistenza in conformità con i trattati ratificati». (fonte ats)

Firmato il decreto della leva obbligatoria nel DPR

Il leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk (DPR), Denis Pushilin, ha firmato un decreto che obbliga al servizio militare i cittadini nati tra il 1995 e il 2004. Lo riporta Interfax. Il decreto permette inoltre l’arruolamento volontario degli uomini di età superiore ai 55 anni.

(Fonte ats ans)

AFP

Londra colpirà banche e asset degli oligarchi

Il Regno Unito annuncia sanzioni contro cinque banche russe e per congelare tutti gli asset britannici di alcuni noti oligarchi considerati vicini al presidente Vladimir Putin in risposta alle azioni di Mosca in Ucraina. Lo rende noto il primo ministro Boris Johnson al Parlamento di Westminster, insistendo che si tratta solo di una prima tranche di sanzioni economiche cui ne seguiranno altre se la situazione non cambierà.

Putin «sta cercando il pretesto per un’invasione su vasta scala dell’Ucraina», ha detto alla Camera dei Comuni, definendo «provocatorie e false» le affermazioni fatte ieri a sostegno del riconoscimento delle regioni separatiste del Donbass in Ucraina. Gli ha imputato inoltre di minacciare «una guerra di aggressione senza lo straccio di una giustificazione» sulla base d’idee «assurde e persino misticheggianti».

(Fonte ats ans)

Anche le banche nel mirino dell’Ue

Nel pacchetto di sanzioni proposte contro la Russia sul tavolo dell’Unione europea ci sono anche le banche «che stanno finanziando le operazioni militari russe e altre operazioni nei territori» riconosciuti da Mosca. È quanto si legge in una nota congiunta dei presidenti del Consiglio Europeo e della Commissione Charles Michel e Ursula von der Leyen.

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STR (Andrey Basevich)

Un manifestante pro-Russia.

Mosca non teme le sanzioni

Mosca non è spaventata da nessuna sanzione: lo annuncia il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riferisce la Tass. La Russia, inoltre, “non si prepara per il momento” a schierare forze militari nell’Ucraina orientale. (Fonte ats ans)

L’Onu ricolloca il personale non essenziale in Ucraina

L’Onu ha comunicato di aver cominciato a ricollocare il suo personale internazionale non essenziale in Ucraina, dopo il riconoscimento da parte di Mosca di due repubbliche separatiste del Donbass. «Siamo determinati a restare e continuare le nostre attività in Ucraina, in particolare nell’Est del Paese», ha detto la portavoce dell’Onu a Ginevra, Alessandra Vellucci, durante un punto stampa.

«Continueremo a essere pienamente operativi», ha detto, spiegando che «data l’evoluzione della situazione sul terreno abbiamo autorizzato la ricollocazione temporanea di alcuni membri di personale non essenziale e dei loro familiari – ha aggiunto – ma allo stesso tempo sta arrivando un po’ di personale aggiuntivo a sostegno delle nostre operazioni».

(Fonte ats ans)

AFP

Una civile si esercita in uno stand di tiro di Leopoli, Ucraina.

«La Russia è una minaccia per tutta l’Europa»

Tornando a Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino ha tenuto una conferenza stampa molto accorata a Kiev. «La Russia è una minaccia per tutta l’Europa», ha dichiarato, «la sicurezza dei confini di una nazione influisce direttamente su quella delle altre. Noi non facciamo parte dell’UE né della Nato, ma se la Russia porterà avanti un’invasione su larga scala i nostri vicini saranno a rischio: Moldavia, Lituania, Lettonia, Estonia». Sempre in questa mattinata concitata Zelensky ha valutato la possibilità di chiudere i canali diplomatici con Mosca, come richiesto dal suo ministro degli Esteri. Una possibilità, questa, che però non piace al Cremlino che ha ribadito l’intenzione di poter risolvere la questione con il dialogo.

Nord Stream 2 congelato, e il petrolio si impenna

Olaf Scholz ha acconsentito alla richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di congelare qualsiasi progresso legato al gasdotto Nord Stream 2 fra la Russia e la Germania. Questo, lo ricordiamo, è stato ultimato a settembre ma non ancora operativo. «È impossibile continuare, visto le recenti azioni di Mosca», conferma Berlino. E intanto, come ampiamente previsto e discusso negli scorsi giorni, il prezzo del petrolio inizia a crescere sul mercato globale. Il Brent è infatti a un picco ineguagliato da 7 anni a questa parte (98 $). Le motivazioni sono legate non solo a una possibile escalation ma anche alle sanzioni che colpirebbero la Russia, uno dei maggiori produttori tanto di petrolio quanto di gas, al mondo.

Arrivano le sanzioni

Regno Unito e Unione Europea sono pronti per rilasciare una serie di sanzioni coordinate nei confronti di Mosca. Queste verranno ufficializzate, molto verosimilmente, nel pomeriggio. Come riportato da Guardian, Londra è pronta a «una salva di sanzioni che colpiranno molto duramente la Russia», ha dichiarato lo stesso premier Boris Johnson. Summit anche a Bruxelles, con il meeting degli ambasciatori per portare avanti un’azione condivisa come già anticipato ieri in serata prima del discorso televisivo di Putin. Lo stesso, confermano i media americani, faranno gli Stati Uniti.

Il Consiglio federale «analizzerà la situazione»

Qualora a livello internazionale saranno adottate nuove sanzioni contro la Russia il Consiglio federale analizzerà la situazione e deciderà se introdurne a sua volta. Le misure elvetiche non verranno quindi prese contemporaneamente a quelle di altri Stati. «Possiamo tuttavia confermare che le autorità svizzere sono in contatto con diversi paesi per scambiare informazioni sulla situazione attuale», scrive il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) rispondendo a una domanda dell’agenzia Keystone-ATS.

(Fonte ats ans)

Il discorso alle truppe ucraine: «Ci attendono prove difficili»

«Ci attendono prove difficili. Ci saranno perdite. Dovremo attraversare il dolore, superare la paura e la disperazione. Ma vinceremo senza dubbio, siamo sulla nostra terra». Così il ministro della Difesa Oleksiy Reznikov si è rivolto all’esercito ucraino. Reznikov ha poi affermato che il Cremlino vuole «resuscitare l’Urss». 

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STR (Olivier Matthys)

Donetsk ratifica il trattato di amicizia

Il leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk (DPR), Denis Pushilin, ha firmato oggi la legge di ratifica del trattato di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso firmato con la Russia. Poche ore prima i membri del Consiglio del Popolo della DPR avevano approvato all’unanimità la legge durante una incontro d’emergenza. 

(Fonte ats ans)

Mosca garante della sicurezza di LPR e DPR

La Russia garantisce la sicurezza della Repubblica popolare di Lugansk (LPR) e della Repubblica popolare di Donetsk (DPR): lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, secondo quanto riporta la Tass. Lavrov, parlando con la stampa, ha poi detto che «il regime ucraino ha calpestato gli accordi di Minsk subito dopo averli firmati».

(Fonte ats ans)

AFP

«120mila soldati sulla linea di contatto nel Donbass»

Le autorità ucraine hanno schierato 120mila soldati sulla linea di contatto nel Donbass: lo ha reso noto il rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzy, nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dedicata alla situazione ucraina. Lo riporta la Tass. Ieri il ministro della Difesa russo Serjei Shoigu aveva detto che l’Ucraina aveva ammassato 59.300 soldati al confine con il Donbass.

(Fonte ats ans)

La via del dialogo non è abbandonata: «Siamo pronti»

Mosca è ancora pronta per dialogare con Washington. Lo ha ribadito la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. La decisione di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk non pregiudica la disponibilità a trovare un accordo tramite la via diplomatica, ha spiegato.

«Anche nei momenti più difficili abbiamo detto di essere pronti per un processo negoziale. Quindi, la nostra posizione rimane la stessa. Siamo pronti e siamo sempre favorevoli alla diplomazia».

keystone-sda.ch

Circa 90mila profughi arrivati nella regione di Rostov

Circa 90mila residenti delle autoproclamate Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk sono entrati nella regione russa di Rostov e altri stanno arrivando: lo ha reso noto l’ufficio regionale di Rostov del ministero russo per le situazioni di emergenza. Lo riporta Interfax.

(Fonte ats ans)

Fiduciosi e pronti a difenderci, dice Kiev

«Rimaniamo fiduciosi e calmi. Siamo pronti e in grado di difendere noi stessi e la nostra sovranità». Lo scrive su Twitter il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov. Con l’annuncio di ieri «il Cremlino ha riconosciuto la sua aggressione nei confronti dell’Ucraina». Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto una riunione urgente del cosiddetto Formato Normandia (Germania, Russia, Ucraina e Francia).

(Fonte ats ans)

AFP

La Repubblica popolare di Lugansk ha ratificato l’accordo di amicizia

Il Parlamento della Repubblica popolare di Lugansk ha ratificato oggi l’accordo di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso con la Russia: lo riporta un giornalista dell’agenzia russa Tass presente alla sessione. La ratifica è stata approvata all’unanimità da 46 legislatori sui 46 presenti alla speciale sessione plenaria. La prima lettura è stata subito seguita dalla seconda e ultima lettura.

(Fonte ats ans)

Le prime sanzioni? Nel pomeriggio

«Oggi pomeriggio adotteremo le prime sanzioni» nei confronti di Mosca. Lo ha detto l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue, Josep Borrell, arrivando a Parigi al Forum per la Cooperazione Indo-Pacifica. «Un Consiglio degli Affari Esteri informale si terrà dopo questo Forum», ha annunciato Borrell dicendosi «certo del voto unanime» dei Paesi membri.

Parallelamente, alle 9.30 a Bruxelles avrà inizio la riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri che avrà sul tavolo proprio il dossier sanzioni dopo il riconoscimento da parte di Mosca delle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk.

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STF (OLIVIER HOSLET)

Proteggere i civili, «priorità assoluta»

«Dopo settimane di negoziati infruttuosi, la protezione dei civili in Ucraina deve ora essere la priorità assoluta» ha dichiarato la segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard. «Sebbene il potenziale di un conflitto in piena regola sia ora una realtà devastante, è necessario compiere ogni sforzo per ridurre al minimo le sofferenze dei civili e dare la priorità all’umanità in questa crisi. È un obbligo legale di tutte le parti farlo».

Callamard aggiunge: «Esortiamo tutte le parti ad aderire rigorosamente al diritto internazionale umanitario» e al rispetto «dei diritti umani. Devono garantire la protezione delle vite dei civili e astenersi da attacchi indiscriminati e dall’uso di armi proibite come le munizioni a grappolo. Chiediamo inoltre a tutte le parti di consentire e facilitare l’accesso delle agenzie umanitarie per fornire assistenza ai civili colpiti dalle ostilità». Amnesty International monitorerà da vicino la situazione per esporre le violazioni del diritto internazionale da parte di tutte le parti».

Questa mattina la riunione degli ambasciatori Ue

Gli ambasciatori degli Stati membri dell’Unione europea si incontreranno questa mattina per discutere di possibili sanzioni alla Russia. Lo ha dichiarato un diplomatico dell’Ue. Non ci sarebbe unanimità di vedute in merito ai provvedimenti da applicare: alcune nazioni vorrebbero che l’intera gamma di sanzioni venisse messa in campo, mentre altre sarebbero propense a un intervento più mirato e limitato.

keystone-sda.ch (Geert Vanden Wijngaert)

Migliaia di civili evacuati

Le autorità di Rostov continuano ad accogliere i civili evacuati dalle Repubbliche popolari di Lugansk (LPR) e Donetsk (DPR). Oltre 7.000 persone si trovano attualmente in rifugi temporanei nella regione russa: lo ha reso noto il servizio stampa del governatore regionale, secondo quanto riporta Interfax. Attualmente «ci sono più di 7.000 rifugiati, tra cui 3.200 bambini, in 118 rifugi temporanei nella regione di Rostov. Alle 8:ì.00 (ora locale), oltre 11.000 persone, tra cui 4.888 bambini, sono state inviate su 14 treni verso altre 11 regioni russe», ha affermato il servizio stampa.

(Fonte ats)

Bombardamenti nella notte, morti due soldati ucraini

Due soldati ucraini sono rimasti uccisi da schegge di granata nel corso dei bombardamenti avvenuti nella notte, si legge nel rapporto delle truppe congiunte che parla anche di 12 feriti, che stanno attualmente ricevendo le cure del caso. Sono 84 le violazioni commesse nelle ultime 24 ore dalle forze separatiste sostenute da Mosca, secondo Kiev.  

AFP

«Hanno incoraggiato l’Ucraina a intraprendere provocazioni armate»

Il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite Vasily Nebenzya ha twittato: «Mentre propagavano questo panico infondato attorno ai piani per un’invasione dell’Ucraina, i nostri colleghi occidentali hanno spudoratamente pompato all’Ucraina armi e istruttori. In effetti, hanno incoraggiato l’Ucraina a intraprendere provocazioni armate contro il Donbass».

Cinque attacchi nelle prime ore di oggi

Le forze armate ucraine hanno sferrato cinque attacchi contro il territorio dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (LPR) nelle prime ore di oggi: lo rende noto in un comunicato la missione della LPR presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento (JCCC). Lo riporta l’agenzia di stampa Interfax.

«Sono state registrate cinque violazioni del cessate il fuoco», ha affermato la missione LPR. Gli attacchi, ha precisato la missione, hanno preso di mira le località di Donetskiy, Zolote-5, Sokylniki e Nizhne Lozove e sono stati eseguiti con armi di artiglieria da 122 mm e mortai da 82 mm e 120 mm. Sono in corso le verifiche di notizie di vittime e danni, ha aggiunto. Ieri erano state segnalate oltre 60 violazioni.

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STR (Oleksandr Ratushniak)

Mosca si dice ancora pronta al dialogo

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov è ancora pronto a incontrarsi con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, dopo la decisione del presidente russo Vladimir Putin d’inviare truppe nelle due regioni separatiste ucraine: lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova.

«Anche nei momenti più difficili… noi diciamo: siamo pronti alle trattative», ha detto Zakharova in dichiarazioni trasmesse su YouTube. Come è noto, un incontro tra Blinken e Lavrov è previsto per giovedì a Ginevra.

(Fonte ats ans)

keystone-sda.ch / STR (Alexander Zemlianichenko Jr)

Carriarmati russi sulle pianure bielorusse.

«Il piano per l’invasione è già iniziato»

Stando a un portavoce del primo ministro Boris Johnson, una serie di indizi arrivati all’attenzione dei servizi segreti britannici il piano per l’invasione dell’Ucraina sarebbe «già in corso». A confermarlo «una serie di informazioni, e di azioni che si stanno svolgendo in tempo reale, che confermerebbero le ipotesi di questo tipo di scenario».

Fissato per giovedì l’incontro tra Lavrov e Blinken (a Ginevra)

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov incontrerà il segretario di Stato americano Antony Blinken giovedì a Ginevra. Lo ha detto lo stesso Lavrov. Ma il ministro degli esteri russo ha anche affermato, citato dalla Tass, che l’Occidente non è pronto ad accettare le proposte russe per risolvere la crisi ucraina. Lavrov ha aggiunto che «i risultati della conferenza sulla sicurezza di Monaco hanno confermato che i Paesi occidentali si allineano alle posizioni di Washington». E gli Usa, ha proseguito, «vogliono discutere di questioni secondarie delle proposte russe e sempre che queste proposte non ledano gli interessi americani e della Nato». (fonte ats)

Riconoscere i separatisti? Mosca ci pensa

Mosca sta considerando la richiesta di riconoscimento dei separatisti ucraini. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. Secondo quest’ultimo, «Kiev ha già condotto tra operazioni punitive contro il Donbass e sembra proprio che si stia avventurando in un’altra. Gli ultimi sviluppi dimostrano che le autorità ucraine non hanno nessuna intenzione di implementare gli accordi di Minsk». Se l’Ucraina entrerà nella Nato, «le minacce per la Russia aumenteranno drammaticamente», ha aggiunto il presidente russo citato dall’agenzia Interfax. Dal canto suo, la Casa Bianca ha detto che «un attacco estremamente violento contro l’Ucraina è possibile nei prossimi giorni o ore». Secondo Washington, «l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia schiaccerebbe in modo brutale gli ucraini». (fonte ats)

Imago

Macron nel ruolo di mediatore principale.

Macron nel ruolo di mediatore – «In questo contesto di altissima volatilità, di grandissimo pericolo, che è il contesto odierno, facciamo i nostri ultimi sforzi, i nostri sforzi più intensi, per evitare il peggio». Lo ha affermato oggi l’Eliseo, dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha nuovamente parlato al telefono con gli omologhi di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, oltre che con il presidente Usa Joe Biden e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Ponendosi come mediatore di questa crisi, il presidente della Francia – che detiene attualmente la presidenza di turno dell’Unione europea – «si assume i suoi rischi», sottolinea l’Eliseo, precisando che è stato Biden a chiedere a Macron di proporre a Putin un nuovo incontro per scongiurare una nuova guerra in Europa. «Il presidente della Repubblica – affermano all’Eliseo – non si rassegna né alla sconfitta, né al peggio. Si assume i propri rischi come fa d’abitudine. Assume le proprie responsabilità e crea le condizioni affinché ognuno possa alla fine negoziare». Secondo i media francesi, per focalizzarsi pienamente sulla de-escalation nella crisi tra Russia e Ucraina, Macron avrebbe anche deciso di rinviare alla settimana del 28 febbraio, la sua candidatura ufficiale per un secondo mandato all’Eliseo in vista delle elezioni presidenziali francesi del 10 e del 24 aprile. (Fonte ats ans)

Kiev: «Gli allarmi invasione causano danni per 2-3 miliardi al mese»

I continui allarmi su un’invasione imminente russa dell’Ucraina «causano danni economici al Paese dai due ai tre miliardi di dollari al mese». È quanto afferma Rostislav Shurma, vice capo dell’ufficio di presidenza di Kiev, in un’intervista a Rbc Ucraina. Gli allarmi, sottolinea il consigliere, provocano blocchi degli investimenti, un aumento dell’inflazione, perdite nel settore turistico e riduzione dei collegamenti aerei. Alla fine di gennaio, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva denunciato una fuga di capitali dal Paese pari a 12,5 miliardi di dollari a causa delle notizie su un’invasione del Paese pianificata da Mosca. Le autorità ucraine continuano a ritenere non imminente un’invasione russa, contraddicendo i ripetuti allarmi lanciati da Washington. (fonte ats)

Londra non cambia linea: «Invasione molto probabile»

Il governo britannico di Boris Johnson continua a considerare «altamente probabile» l’ipotesi di un’azione militare di Mosca in Ucraina nonostante gli sforzi diplomatici in atto e il tentativo della Francia di favorire un vertice fra i presidenti russo e americano, Vladimir Putin e Joe Biden. Lo ha dichiarato oggi via Twitter la ministra degli Esteri di Londra, Liz Truss, dopo che ieri Johnson aveva avuto un colloquio telefonico con Emmanuel Macron. «La diplomazia va perseguita, ma un’invasione russa sembra altamente probabile», ha scritto Truss, aggiungendo che il Regno Unito e gli alleati Nato «stanno intensificando i preparativi per far fronte allo scenario peggiore» con sanzioni che dovrebbero rendere – in caso di attacco – «il costo intollerabilmente alto per la Russia». (fonte ats)

Cnn: «I satelliti mostrano l’escalation militare russa al confine»

«Nuove immagini satellitari mostrano una intensificazione dell’attività tra le unità russe vicino al confine nord-orientale dell’Ucraina con quelle che erano nelle guarnigioni». Lo riporta la Cnn citando dati raccolti dalla Maxar, un’azienda americana specializzata nella tecnologia spaziale e di intelligence, secondo cui «sono stati osservati molteplici nuovi schieramenti sul campo di equipaggiamenti corazzati e truppe a nord-ovest di Belgorod e vicino Soloti e Valuyki, in Russia». Città che si trovano in un’area a 35 chilometri dal confine con l’Ucraina. (fonte ats)

AFP

«Summit? Putin faccia la sua scelta»

Un vertice tra il presidente Usa Joe Biden e quello russo Vladimir Putin «è possibile», Putin «deve fare la sua scelta». L’Eliseo commenta così la possibilità di un incontro sull’Ucraina tra il leader russo e quello americano. Nelle scorse ore il Cremlino aveva fatto sapere di non escluderà la possibilità di un colloquio con la Casa Bianca, affermando però che per il momento non sono previsti piani in tal senso (fonte ats).

In fuga dal Donbass: accoglienza in oltre 40 regioni russe

Oltre 40 regioni russe sono pronte a ricevere rifugiati del Donbass, secondo il ministero russo per le emergenze. Nello specifico quasi 400 centri per sistemazioni temporanee, pronti a ricevere 42 mila persone in tutto, sono stati allestiti in 43 regioni russe per raccogliere rifugiati provenienti dalle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, riferisce la Tass citando il servizio stampa del ministero russo per le emergenze, aggiungendo che “altri 149 centri di accoglienza temporanei per 54 mila persone sono stati allestiti come ulteriore riserva”. In tutto, fa sapere il ministero, sono al momento circa 10 mila gli sfollati accolti in quattro regioni russe, tra loro, secondo Mosca, ci sono oltre 4500 bambini. (fonte ats)

keystone-sda.ch

Un gruppo di soldati impegnati nelle esercitazioni militari su suolo bielorusso.

Le truppe russe resteranno in Bielorussia «a tempo indeterminato»

La Russia manterrà uno zoccolo duro di truppe sul territorio bielorusso « tempo indeterminato» e quindi anche dopo la fine delle esercitazioni, che avrebbero dovuto terminare domenica ma sono recentemente state prolungate «a fronte di nuove attività militari nei pressi dei suoi confini occidentali». A darne conferma, riporta la BBC, è il capo delle Forze armate bielorusse Vikot Gulevich, «l’armata russa ritornerà alla loro basi permanenti solo quando sarà ritenuto opportuno, questo dipenderà in larga parte dalle nostre controparti occidentali».

La Russia terrà un meeting straordinario del Consiglio di sicurezza

Un «esteso» e «straordinario» meeting del Consiglio di sicurezza russo si terrà oggi pomeriggio. A confermarlo è lo stesso portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel medesimo comunicato in cui si gela il possibile meeting fra Biden e Putin – ventilato in mattinata da Macron – e lo si definisce «troppo prematuro».

Una lista di persone “scomode” in Ucraina

Una lista di persone-chiave in Ucraina da uccidere o da deportare in campi di prigionia, l’avrebbe già stilata Mosca almeno stando a quanto sostenuto dagli Stati Uniti. La dichiarazione che parla «di una diffusa sofferenza umana» in caso di invasione, è stata inviata alla capa del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite Michelle Bachelet dall’ambasciatore di Washington all’Onu. Oltre «alle minoranze etniche, religiose e alle persone Lgbtqi+» a essere in pericolo anche una serie di individui i cui nomi e cognomi «sono scritti su una lista che permetterà alle forze russe di ucciderli o improgionarli, una volta che l’invasione sarà completata». Informazione, questa, che la Casa Bianca ritiene «estremamente credibile».

keystone-sda.ch / STF (OLIVIER HOSLET)

Il ministro degli Esteri Ucraino, Dmytro Kuleba.

«Imponete già ora alcune sanzioni!» 

«Oggi ci aspettiamo delle decisioni, non solo dei messaggi politici. Ci sono tutte le ragioni per imporre una parte delle sanzioni già ora». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, riferendosi alla Russia, arrivando a Bruxelles per il consiglio Affari Esteri. «L’Ucraina è sotto attacco dal 2014 e quello che stiamo vedendo ora è un’operazione ibrida, con l’aumento delle truppe ai nostri confini, cyberattacchi, guerra d’informazione», ha aggiunto. (Fonte ats ans)

Le sanzioni sono pronte

«Il lavoro sulle sanzioni è fatto, è finito. Quando sarà il momento, chiamerò un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri e presenterò le sanzioni». Lo ha detto a Bruxelles l’alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, in riferimento alla Russia. (Fonte ats ans)

Nuovi scontri

Il Donbass è stato teatro nelle ultime ore di nuovi scambi di fuoco con l’esercito ucraino, secondo quanto afferma stamani l’autoproclamata repubblica filorussa di Donetsk, che, citata dall’agenzia Interfax, denuncia la morte di un suo miliziano e il ferimento in modo grave di altri due. Il leader dell’autoproclamata repubblica filorussa di Lugansk (nel Donbass) Leonid Pasechnik, ha intanto firmato un decreto che indice la mobilitazione ‘volontaria’ degli uomini di oltre 55 anni, nell’ambito della mobilitazione generale (dai 18 ai 55 anni) e della legge marziale proclamata durante il fine settimana. Lo fa sapere l’agenzia russa Tass. Al momento, riporta sempre Tass, sono circa 61’000 i civili fuggiti in Russia dalla regione ucraina del Donbass. (Fonte ats ans)

Reuters

Americani in Russia, evitate i luoghi affollati

L’ambasciata statunitense a Mosca ha diramato anche sui social un avviso ai suoi concittadini che si trovano in Russia. L’invito è di non frequentare luoghi affollati in questi giorni per un non meglio precisato pericolo di attentati e di evitare la zona di confine con l’Ucraina, dove c’è un ammassamento di forze russe senza precedenti che Washington ritiene sia pronto per l’invasione. Il comunicato consiglia di avere piani di fuga che non facciano affidamento sul governo USA.

«Secondo fonti dei media, ci sono state minacce di attacchi contro centri commerciali, stazioni ferroviarie e della metro, e altri luoghi pubblici di affollamento nei maggiori centri urbani», specialmente a Mosca e San Pietroburgo, ha dichiarato l’ambasciata, senza ulteriori precisazioni. La nota aggiunge di tenersi lontano «anche dalle zone di elevata tensione lungo il confine fra la Russia e l’Ucraina». (fonte ats)

È partito l’ordine di invadere?

Gli Usa hanno informazioni di intelligence secondo cui i comandanti russi hanno ricevuto gli ordini di procedere con un’invasione dell’Ucraina, secondo quanto riferito dal corrispondente della Cbs per la sicurezza nazionale David Martin al programma “Face the Nation”. I comandanti sul terreno, ha detto, starebbero facendo piani specifici su come manovrare nei loro settori di battaglia. (Fonte ats ans)

La Cnn: «Il 75% delle forze convenzionali russe sono schierate»

La Russia ha quasi il 75% delle sue forze convenzionali in posizione contro l’Ucraina: lo riferisce la Cnn, citando un dirigente Usa a conoscenza diretta delle informazioni di intelligence. Secondo tale fonte, a circa 60 km dal confine ucraino vi sarebbero 120 dei 160 gruppi tattici di battaglione (Btg) russi, pari al 75% delle principali unità da combattimento di Mosca. Mobilitati contro Kiev 35 dei 50 battaglioni per la difesa aerea, 500 tra caccia e caccia bombardieri, nonché 50 bombardieri medio-pesanti. (fonte ats)

Osce, convocata una riunione d’emergenza per domani

L’Osce terrà domani una riunione d’urgenza fra i suoi rappresentanti permanenti allo scopo di trovare modi per innescare una de-escalation della crisi in Ucraina. Lo rende noto la presidenza polacca dell’organizzazione, per mezzo del ministro polacco degli esteri Pawel Jablonski, riferisce l’agenzia polacca Papa, in seguito ad una richiesta ucraina relativa all’accelerarsi della crisi nell’est del paese. (fonte ats)

Swiss, l’ultimo volo da Kiev è atterrato a Zurigo

È atterrato oggi a Zurigo l’ultimo volo Swiss proveniente da Kiev, dopo che la compagnia aerea ha deciso di sospendere i voli da e per l’Ucraina. Per l’ultimo collegamento è stato utilizzato un Boeing 777, l’apparecchio più capiente della flotta, con 340 posti, a fronte dei 145 normalmente a disposizione sulla tratta. L’occupazione dei posti del velivolo era elevata, ha indicato un portavoce a Keystone-Ats. (fonte ats)

Biden «pronto a incontrare Putin in qualsiasi momento»

Il presidente americano Joe Biden è pronto a incontrare il leader russo Vladimir Putin «in ogni momento e in qualunque formato». Lo ha detto il segretario di stato Usa Antony Blinken parlando della crisi in Ucraina, aggiungendo che «la diplomazia è possibile fino a quando i carri armati non sono realmente in movimento». «Da quanto vediamo tutto sembra suggerire che siamo sull’orlo di un’invasione», ha indicato il 59enne alla Cnn. «Noi crediamo che il presidente Putin abbia preso la sua decisione, ma fino a quando i tank non si muovono davvero e gli aerei sono in volo, utilizzeremo tutte le opportunità e ogni istante a nostra disposizione per verificare se la diplomazia può ancora dissuadere il presidente Putin dall’andare avanti». (fonte ats)

AFP

Macron e Putin d’accordo sulla via diplomatica

Emmanuel Macron e Vladimir Putin sono d’accordo che bisogna lavorare ad un cessate il fuoco nell’Ucraina Orientale. Lo ha reso noto l’Eliseo al termine del lungo colloquio telefonico tra il presidente francese e quello russo. Nella nota viene menzionata in particolare «la necessità di favorire una soluzione diplomatica alla crisi». A tal fine «un intenso lavoro diplomatico sarà svolto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane». Il ministro degli Esteri francese Le Drian incontrerà in settimana il suo omologo russo, Sergei Lavrov.

Zelensky: «Cessate il fuoco nel Donbass»

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un tweet dopo il colloquio telefonico oggi con il presidente francese Emmanuel Macron, ha sottolineato il suo sostegno per «l’introduzione immediata di un cessate il fuoco» in Donbass. (fonte ats)

Mosca: «Non abbiamo motivo di attaccare nessuno»

«Non c’è alcun motivo per la Russia di attaccare nessuno». Lo ha detto il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, il quale ha esortato i partner occidentali a «tornare a essere ragionevoli». Lo scrive il Guardian online. «Vi esortiamo a porvi la domanda: che senso ha che la Russia attacchi qualcuno?», ha detto Peskov in un’intervista televisiva trasmessa dall’emittente statale Rossia 1. Il portavoce di Putin ha anche criticato l’Occidente per «non essere molto bravo in storia», sostenendo che la Russia non ha mai invaso un altro Paese. «Vi ricordiamo che la Russia non ha mai attaccato nessuno nel corso della sua storia. E la Russia, sopravvissuta a tante guerre, è l’ultimo Paese in Europa che vuole parlare, anche pronunciare la parola “guerra”». Alla domanda sulla situazione nel Donbass, Peskov ha avvertito che «qualsiasi scintilla, qualsiasi incidente non pianificato o qualsiasi piccola provocazione pianificata può portare a conseguenze irreparabili».(fonte ats)

La decisione «è stata presa»

«Crediamo che Putin abbia preso la sua decisione. Punto». Lo ha ribadito la vicepresidente Usa, Kamala Harris, durante un briefing con la stampa sulla conferenza sulla Sicurezza di Monaco, riferendosi all’invasione dell’Ucraina. Secondo Harris, l’Europa è sull’orlo di una possibile «guerra». (Fonte ats ans)

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Le esercitazioni russe in Bielorussia vanno avanti

La Bielorussia continuerà le esercitazioni militari con la Russia, che sarebbero dovute terminare oggi. «In considerazione dell’aumento dell’attività militare vicino ai confini e dell’aggravarsi della situazione in Donbass, i presidenti di Bielorussia e Russia hanno deciso di continuare», ha affermato il ministero della Difesa bielorusso in un post su Telegram. (fonte ats)

Lugansk, bombe nella notte: 2 civili morti

Due civili della Repubblica popolare di Lugansk (Lpr) sono rimasti uccisi nel tentativo delle forze armate ucraine di sfondare nel vicino villaggio di Pionerskoye, a 7km dal confine con la Russia. Lo scrive la Tass che cita la milizia popolare. “A seguito dell’aggressione dei militanti di Kiev, due civili sono stati uccisi e 5 edifici sono stati distrutti”, sostiene. Il dipartimento della difesa della Lpr ha precisato che le forze di Kiev supportate dall’artiglieria hanno attraversato il fiume Seversky Donets e hanno tentato di attaccare le postazioni della milizia popolare. “Ma l’attacco è stato respinto”, afferma la milizia. (fonte ats)

Dal Donbass a Rostov: 40mila profughi

Sono circa 40mila i profughi fuggiti dal Donbass e giunti nella regione russa di Rostov. Lo riferisce l’agenzia Interfax che cita Alexander Chupriyan, ministro ad interim per le situazioni di emergenza. “Più di 40mila persone, che hanno dovuto lasciare le regioni limitrofe, sono arrivate in Russia. A questo punto sono ospitate principalmente in 92 centri di accoglienza temporanea”, ha detto il ministro. (fonte ats)

Bombe ucraine su Donetsk – Le truppe ucraine hanno continuano a bombardare per tutta la notte il territorio della Repubblica popolare di Donetsk (DPR) inclusa la città principale dell’autoproclamata repubblica: lo afferma, riferisce la Tass, la missione della DPR presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento (JCCC). Gli attacchi sono iniziati alle 2.16 ora di Mosca (0,16 in Svizzera) e hanno preso di mira l’insediamento di Staromikhailovka, alla periferia occidentale di Donetsk, ed è stato il sesto bombardamento nell’area dalla mezzanotte russa. Colpiti anche gli insediamenti di Zaytsevo Yuzhnoye e Spartak, bersagli di colpi di mortaio. Dopo le 3 ora di Mosca, secondo la missione, ci sarebbero stati altri sei bombardamenti, e altri due attacchi avrebbero colpito Dokuchayevsk e Yelenkovka alle 4.25 e alle 4.37 ora locale. Ieri l’altra repubblica separatista, quella di Lugansk, avrebbe subito una cinquantina di attacchi da parte delle truppe di Kiev in violazione del cessate il fuoco, secondo la missione locale presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento (JCCC). Gli attacchi hanno preso di mira – riferisce la Tass – 27 aree residenziali.

Biden convoca il Consiglio per la sicurezza nazionale – Joe Biden convocherà oggi una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale sulla crisi ucraina. Lo rende noto la Casa Bianca, riferendo che il presidente e il suo team per la sicurezza nazionale, da cui è regolarmente aggiornato, ribadiscono che «la Russia potrebbe lanciare un attacco contro l’Ucraina in qualsiasi momento».

«Mosca pianifica la guerra» – Le prove suggeriscono che la Russia sta pianificando «la più grande guerra in Europa dal 1945». Lo ha detto il primo ministro britannico, Boris Johnson, in un’intervista alla Bbc ai margini della conferenza sulla sicurezza a Monaco. In un certo senso, «il piano è già iniziato», ha aggiunto il premier secondo il quale le truppe russe non stavano solo progettando di entrare in Ucraina da est, attraverso il Donbass, ma dalla Bielorussia e dall’area circostante a Kiev. Inoltre, il premier britannico sostiene che l’intelligence Usa ha riferito che le forze russe intendono lanciare un’invasione che circonderà Kiev, secondo quanto ha detto il presidente Usa, Joe Biden, ai leader occidentali. Tutte le prove indicano che in un certo senso «Mosca abbia già iniziato», ha detto Johnson alla Bbc.

«Le persone devono capire l’enorme costo in vite umane che potrebbe comportare», ha proseguito. «Temo che il piano che stiamo vedendo è per qualcosa che potrebbe essere davvero la più grande guerra in Europa dal 1945 solo in termini di vaste proporzioni». Le persone devono considerare non solo la potenziale perdita di vite umane degli ucraini, ma anche dei «giovani russi», ha aggiunto il premier britannico.

Un secondo soldato ucraino, dopo un primo registrato stamattina, è rimasto ucciso durante uno scambio di fuoco con le milizie filorusse della autoproclamate repubbliche del Donbass. Lo annuncia l’esercito di Kiev. (ats ans)

Francesi invitati a lasciare l’Ucraina, e «senza indugio» – Anche la Francia, dopo la Germania, raccomanda i connazionali a lasciare l’Ucraina. Lo riferisce il ministero degli Esteri.

In particolare, Parigi invita coloro che si trovano nelle zone più esposte dell’est del Paese ad andarsene «senza indugio».

«Si raccomanda che tutti i cittadini francesi che non abbiano motivi validi per soggiornare in Ucraina di lasciare il Paese», sottolinea la diplomazia francese sul loro sito, ‘Viaggiare sicuri’, aggiornato oggi. Coloro che si trovano «nelle regioni di Charkiv, Lugansk e Donetsk» così come in quella del Dnipro sono invitati a «lasciare queste aree senza indugio», aggiunge il ministero. (ats ans)

Lufthansa sospende i voli – Lufthansa sospenderà i voli verso Kiev e Odessa, a partire da lunedì. Lo riferisce il portavoce della principale compagnia aerea tedesca. (ats ans)

«Difenderemo l’Ucraina con o senza di voi» – «Noi difenderemo il nostro paese con o senza partner». Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, intervenendo alla conferenza di Sicurezza di Monaco. «Tutti devono capire che non stiamo chiedendo una donazione», ha aggiunto. «Si tratta del vostro contributo alla sicurezza europea e internazionale».

Una mano europea al popolo ucraino – «L’Ue offre piena solidarietà al popolo ucraino, anche con un sostegno concreto. Una volta che l’Ucraina ha chiesto la nostra assistenza, abbiamo lavorato 24 ore su 24 per aiutare le autorità», precisa il Commissario per la gestione delle crisi, Janez Lenarčič, in un comunicato. «L’assistenza immediata di protezione civile è in arrivo. La Slovenia, la Romania, la Francia, l’Irlanda e l’Austria hanno fatto le prime offerte e mi aspetto altra assistenza nei prossimi giorni da altri Stati membri dell’Ue».

L’appello ai tedeschi: «Lasciate subito l’Ucraina» – I tedeschi devono lasciare d’urgenza l’Ucraina. Lo ha scritto il ministero degli Esteri tedesco negli avvertimenti sulla sicurezza. «Uno scontro militare – si legge – è possibile in ogni momento».

keystone-sda.ch / STR (Alexander Zemlianichenko Jr)

Carroarmati e veicoli blindati russi durante le esercitazioni presso il campo di addestramento Obuz-Lesnovsky in Bielorussia.

La Cina: «Le preoccupazioni russe vanno rispettate» – «Noi siamo per la salvaguardia delle frontiere. La Cina è per la tutela della sovranità l’indipendenza di tutti i paesi e l’Ucraina non fa eccezione». Lo ha detto il ministro degli esteri cinese Wang Yi, intervenendo alla conferenza di sicurezza di Monaco. Il capo della diplomazia di Pechino ha però affermato che «anche le preoccupazioni della Russia dovrebbero essere rispettate». «Speriamo che si possa arrivare a una soluzione che garantirebbe sicurezza e stabilità in Europa», ha aggiunto.

Kamala Harris: «Minaccia europea» – «L’ordine della sicurezza dell’Europa è sotto diretta minaccia in Ucraina». Lo ha detto la vicepresidente americana Kamala Harris, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. «Vediamo la Russia che divulga, disinformazione, bugie e propaganda», ha detto. «Noi come amministrazione americana rimaniamo aperti a una seria diplomazia», ha aggiunto. A suo avviso però «le parole della Russia non corrispondono ai fatti». «Anche nel momento più difficile noi, gli Stati Uniti d’America e l’Unione europea, stiamo dimostrando la nostra unità», ha affermato la vicepresidente americana. «Siamo al fianco dell’Ucraina», ha ribadito. «I confini nazionali non dovrebbero essere cambiati con la forza», ha anche incalzato in un passaggio del suo intervento. «Siamo qui per riaffermare il nostro impegno per questi principi – ha continuato – Pace e sicurezza». «Se la Russia invade, gli Usa con i suoi partner imporranno costi significativi e senza precedenti».

Stati Uniti: «Forze russe in posizione d’attacco al confine ucraino» – Più del 40 per cento delle forze russe al confine con l’Ucraina sono ora in posizione di attacco e Mosca ha iniziato una campagna di destabilizzazione: lo ha affermato un funzionario della Difesa statunitense. Gli Stati Uniti, che stimano che la Russia abbia piazzato più di 150’000 soldati vicino ai confini dell’Ucraina, hanno osservato movimenti significativi a partire da mercoledì, ha detto il funzionario, parlando in condizione di anonimato. «Dal quaranta al cinquanta per cento sono in una posizione di attacco. E hanno svolto esercitazioni tattiche nelle ultime 48 ore», ha precisato ai giornalisti. Il funzionario ha detto che Mosca ha ammassato 125 gruppi tattici di battaglione vicino al confine con l’Ucraina, rispetto ai 60 presenti in tempi normali e agli 80 dell’inizio di febbraio.

Cannonata in territorio russo – Una cannonata è esplosa in territorio russo a un chilometro dal confine con l’Ucraina nella regione di Rostov sul Don, secondo fonti informate citate da Interfax. «L’esplosione – scrive l’agenzia russa – è avvenuta a 300 metri da una casa nel villaggio di Mityakinskaya alle 04.00 ora di Mosca» (le 02.00 svizzere). La granata di cannone non ha causato morti né feriti, ed è stata riferita alle forze di sicurezza dai residenti, scrive Interfax.

Zelensky in volo per Monaco – Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, malgrado i timori di una imminente invasione russa, non ha cambiato i suoi piani ed è in volo per Monaco di Baviera, dove intende prendere parte all’annuale Conferenza sulla Sicurezza, dedita alla crisi ucraina. Lo comunica l’ufficio presidenziale ucraino, aggiungendo che il suo rientro a Kiev è previsto nella stessa giornata di oggi. «Volodymyr Zelensky si aspetta accordi concreti sulla consegna al nostro Paese di aiuti supplementari finanziari e militari» per fronteggiare l’emergenza. A Monaco sono previsti incontri di Zelensky con la vicepresidente Usa, Kamala Harris, con il premier britannico, Boris Johnson, e con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz. Il presidente americano Joe Biden aveva dichiarato che «potrebbe non essere saggio» da parte di Zelensky di recarsi in Germania nel pieno della crisi, ama che comunque «la decisione spetta a lui».

Mille rifugiati a Rostov – Il primo treno con a bordo oltre 1000 rifugiati del Donbass è in arrivo nella regione russa di Rostov, al confine con l’Ucraina. Lo hanno reso noto le ferrovie del Caucaso del nord, come riportato da Interfax.

«31 violazioni ucraine» – «Le forze armate ucraine hanno violato il regime di cessate il fuoco all’interno dell’area di responsabilità della Repubblica popolare di Lugansk per 31 volte nelle ultime 24 ore»: lo afferma, secondo la Tass, la missione separatista presso il Centro congiunto di coordinamento e controllo per il cessate il fuoco nel suo canale Telegram. «Nelle ultime 24 ore sono state registrate 31 violazioni del regime di cessate il fuoco da parte delle forze ucraine», afferma il comunicato. Secondo la missione LPR, i bombardamenti hanno preso di mira gli insediamenti di Prishib, Zhelobok, Zelyonaya Roscha, Molochny, Vesyolenkoye, Kalinovka, Sandzharovka, Kalinovo, Golubovskoye, Sokolniki, Rayevka, Vesyolaya Gora, Oboznoye, Zolotoye, Donetsky e Slavyanoserbsk. Non ci sono state segnalazioni di vittime o feriti. Le forze ucraine hanno utilizzato mortai da 82 mm e 120 mm, lanciagranate anticarro SPG-9 montati e lanciagranate portatili RPG-7, lanciagranate automatici AGS-17 montati, una mitragliatrice di alto calibro e un’artiglieria da 122 mm, aggiunge la nota.

Mobilitazione generale – Anche il leader dell’autoproclamata repubblica filorussa di Lugansk, nel Donbass, poco dopo il suo omologo di Donetsk, ha proclamato la «mobilitazione generale» sul suo territorio. Il leader, Leonid Pasechnik, lo ha stabilito – fa sapere la Tass – con un decreto comunicato online.

«Putin vuole invadere l’Ucraina» – Gli Usa hanno ragione di credere che la Russia «intende attaccare» l’Ucraina nei prossimi giorni o nelle prossime settimane: lo ha detto il presidente americano Joe Biden parlando dalla Casa Bianca. «Sono convinto che Vladimir Putin ha preso la decisione d’invadere», ha affermato.

keystone-sda.ch / STR (Alexei Alexandrov)

Ucraini in fuga.