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Redazione
20 febbraio 2021 12:25

Dopo la fiducia al governo Draghi e la cacciata dei parlamentari che hanno votato in dissenso dal gruppo, il Movimento 5 stelle vive le sue ore più dure. Sono 15 i senatori e 21 i deputati che il capo politico reggente Vito Crimi vuole espellere tra le proteste generali. Di fatto, una scissione che potrebbe sfociare nella creazione di un nuovo soggetto politico.

I ribelli si stanno già muovendo per costituire un’opposizione organizzata e al Senato la nuova compagine potrebbe prendere in prestito il logo dell’Italia dei Valori, partito in cui ha militato Elio Lannutti: in base al regolamento del Senato, infatti, per dar vita a un gruppo serve un simbolo che si è presentato alle elezioni.

Le interlocuzioni sono state confermate da Ignazio Messina, segretario di Idv che parlando in un’intervista a Repubblica ha sottolineato le similitudini con i principi del Movimento “sul piano dei valori”. 

“Credo che ci siano dei buoni presupposti per ragionare. Aggiungo che vedo anche un buono spazio politico”. Messina spiega che i presupposti del progetto sono legalità e questione morale. Ma anche la solidarietà sociale. “Viviamo tempi di grande crisi e bisogna essere propositivi”.

In una annunciata diretta Instagram tornerà a parlare stasera Alessandro Di Battista, che sui social smentisce le indiscrezioni circolate in ambienti M5S secondo cui l’ex deputato starebbe lavorando alla scissione: “Paragonarmi a Renzi significa paragonarmi ad un vostro alleato di governo”, punge Di Battista rivolto ai suoi ex compagni di partito. E dai big in queste ore arrivano appelli all’unità. “Ricordo che tanti colleghi che hanno votato in dissenso sono parte fondamentale del Movimento, oltre che amici fraterni e compagni di tante battaglie. Serve unità adesso, perché proprio in questo momento comincia la nostra più grande partita”, è il post pubblicato su Facebook dalla vicepresidente del Senato Paola Taverna.

Come se non bastasse si registra anche la frattura tra il collegio dei probiviri e i vertici grillini. Per Raffaella Andreola, membro dell’organo disciplinare, le espulsioni vanno sospese: “Allo stato attuale, al di là della mia personale opinione che porterò al tavolo di discussione”, ha detto all’Adnkronos. Gli espulsi Nicola Morra e Barbara Lezzi hanno annunciato la propria candidatura per la futura ‘segreteria’. Ma possono farlo? Per l’avvocato dei dissidenti Lorenzo Borrè la questione è spinosa: “Il regolamento per le candidature non preclude agli iscritti sottoposti a procedimento disciplinare la possibilità di presentare la loro candidatura. Lo statuto, in via del tutto generale, esclude questa possibilità: ma non è chiaro se l’esclusione riguardi le candidature alle cariche istituzionali o anche a quelle interne”.

Un clima incendiario che certamente non favorirà la prossima campagna elettorale interna per la scelta dei membri del nuovo Comitato direttivo, la governance collegiale che prenderà il posto del capo politico ma che secondo molti parlamentari pentastellati rischia di nascere già morta. Tant’è vero che nel Movimento diversi eletti guardano all’ex premier Giuseppe Conte come al ‘deus ex machina’ in grado di risollevare le sorti di un M5S in frantumi.

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