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Che cosa escogiteranno Draghi e Brunetta sulla Pubblica amministrazione?

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Lavori in corso di Draghi e Brunetta nel cantiere della Pubblica amministrazione. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start, non solo su Brunetta

PA, COSA STUDIA PREMIATA DITTA DRAGHI & BRUNETTA

Domani Draghi e il ministro della Pa, Brunetta, firmano con i sindacati un «Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale». Per le tre confederazioni ci saranno i segretari generali Landini (Cgil), Sbarra (Cisl) e Bombardieri (Uil). (fonte: Corsera)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FOLGORATA DAL SOLE

“La Pubblica amministrazione di oggi, schiacciata da lunghi anni di organici congelati e di mancate innovazioni, è una macchina inadeguata per la corsa imposta dal Recovery”. (Gianni Trovati, il Sole 24 Ore)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

CALCOLI VIRALI

Ogni professionista in un’ora riesce a somministrare almeno 6 dosi. Questo vuol dire che ogni giorno avremmo un milione e 76 mila somministrazioni che in massimo 45 giorni consentirebbero di raggiungere l’immunità di gregge. (La Stampa)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

RITORNO A CASA INVITALIA PER GLI ARCURIANI

Il generale Figliuolo sta reintegrando la struttura commissariale vista la restituzione di quote di personale a Invitalia, scrive il Sole 24 Ore.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

RISTORI DRAGHIANI

Nuovi ristori con base annuale ma l’indennizzo è per due mesi. Dl Sostegni atteso in cdm venerdì. Aiuti parametrati alla perdita mensile media del 2020 sul 2019 moltiplicata per due. Sistema in quattro fasce aperto a 800mila professionisti. (sintesi Sole 24 Ore)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

RISTORI AMERIKANI

La Camera dei Rappresentanti americana vota oggi il disegno di legge sul pacchetto di aiuti anti Covid. Circa 160 milioni di famiglie riceveranno sostegno economico, con un assegno immediato di 1.400 dollari (fonte: Reuters).

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

MARCUCCI STRATTONA ZINGARETTI

“Io non mi vergogno del Pd. L’unico partito costituzionale che discute, che ha regole contemplate in uno statuto, che ha un confronto civile tra chi può avere idee ed opinioni diverse, a dirla tutta, ancora oggi, mi inorgoglisce”, dice il capogruppo Pd alla Camera, Marcucci.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 9, 2021

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

Poffarbacco, scorgo docenze universitarie pure in Strategie di Comunicazione. Ora urgono docenze anche in Tattiche di Comunicazione, perdinci.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 8, 2021

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SULLE RIFORMA IN CANTIERE DI BRUNETTA SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:

Via i «tetti di spesa anacronistici» e le «rigidità contrattuali». E interventi immediati per «sbloccare i concorsi già avviati, modificare strutturalmente i sistemi di reclutamento nella Pa e prevedere percorsi specifici per selezionare gli specialisti da destinare all’attuazione del Pnrr».

Prima di incontrare ieri mattina i sindaci, il ministro della Pa Renato Brunetta aveva ricevuto un dossier in cui l’Anci denunciava il crollo degli organici vissuto negli anni (117.500 dipendenti in meno dal 2007) e misurava in 60mila le assunzioni necessarie nei prossimi cinque anni (Sole 24 Ore del 3 marzo). E proprio agli amministratori locali ha iniziato a svelare le tappe di un piano chiamato a concretizzarsi nelle prossime settimane.

Il Brunetta che ieri si è confrontato con i sindaci in un incontro giudicato «molto proficuo» dal presidente Anci Antonio Decaro, è molto diverso da quello che ha occupato la stessa scrivania di Palazzo Vidoni fra 2008 e 2011. Ma è stato lo stesso economista di Fi a spiegare che «siamo in una fase nuova, quella del Recovery», e che «la ricostruzione di questo dopoguerra da pandemia deve partire dal capitale umano pubblico».

Il punto è che la Pa di oggi, schiacciata da lunghi anni di organici congelati e di mancate innovazioni, è una macchina inadeguata per la corsa imposta dal Recovery. Oggi il titolare della Funzione pubblica è atteso in Parlamento per le sue linee programmatiche. E mercoledì sarà a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Mario Draghi a firmare il «patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale» con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: patto che potrà essere oliato anche dai 6,7 miliardi presenti nei conti pubblici per il rinnovo dei contratti 2019/2021 del pubblico impiego.

Da una Pa funzionante passa la possibilità di incassare davvero i fondi del Recovery, che Bruxelles riconoscerà in base all’attuazione dei progetti. Per questa ragione l’amministrazione è protagonista delle tre riforme chiave (Pa, semplificazioni, e giustizia) indicate dal ministro dell’Economia Franco come base per il Recovery Plan. Il passaggio dai grandi principi alla loro traduzione pratica deve essere rapido. E rapida è l’agenda proposta ieri da Brunetta agli amministratori locali, che prevede le prime proposte già la prossima settimana in vista del decreto Recovery che il governo è intenzionato ad approvare ad aprile (come spiegato a pagina 2).

I «tetti di spesa anacronistici» da cancellare sono quelli che limitano le assunzioni a tempo determinato. Il principale è quello che impedisce alle Pa di dedicare al lavoro flessibile più del 50% di quanto speso nel 2009. Ancora più arcaici sono i commi 567 e 562 della legge 206/2006, che nella versione attuale limitano le spese di personale dei Comuni a quella del 2008 o del 2011/2013 a seconda dei casi.

Ma sotto le forbici ispirate dal Recovery potrebbe finire anche un vincolo più recente. Quello scritto all’articolo 23, comma 2 del decreto attuativo della riforma Madia (Dlgs 75/2017) che impedisce agli enti pubblici di destinare al trattamento accessorio una somma superiore a quella del 2016. Perché la prima urgenza è quella di aprire le porte ai tempi determinati per i progettisti e le altre professioni tecniche. Ma poi è utile anche avere a disposizione le leve retributive per trattenere le professionalità nelle amministrazioni pubbliche. Il congelamento dei premi è un ostacolo non piccolo. E per superarlo serve anche un sistema di valutazione in grado di distribuirli davvero a chi merita. Un’altra sfida non banale.

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