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Con il via libera del Senato, anche l’Italia istituisce una sua Zona Economica Esclusiva (Zee) estendendo la sovranità sui propri mari. Ecco gli effetti

Via libera unanime del Senato alla proposta di legge sull’istituzione della Zee dell’Italia.

La legge permette l’istituzione di una zona economica esclusiva che si estende fino a 200 miglia dalla costa e consente diritti di godimento esclusivo sulle risorse marittime, nonché la possibilità di esercitare azioni volte alla salvaguardia del paesaggio e della biodiversità.

Si tratta di “un passaggio importante nell’approccio dell’Italia al mare” per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “La sua creazione non comporterà solo l’estensione dei diritti di sovranità esclusiva dell’Italia su zone di mare particolarmente ampie, ma aumenterà la responsabilità per il nostro Paese sulla gestione equilibrata e sostenibile delle risorse del mare”.

“In questa prospettiva, sarà ancora più importante giungere a quel passaggio nella consapevolezza che l’Italia sarà chiamata a gestire un’area pari a circa il 20% dell’intera superficie del Mediterraneo”, aveva aggiunto il titolare della Farnesina, intervenendo all’evento ‘Oceani e Salute’ all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.

Tutti i dettagli.

IN COSA CONSISTE LA ZEE DELL’ITALIA

L’istituto giuridico della Zee consentirà all’Italia di gestire e sfruttare in maniera esclusiva le risorse naturali e minerarie presenti entro 200 miglia dalle coste italiane.

In questo modo, oltre alla sovranità e all’interesse nazionale italiano nel Mediterraneo, si tutela tutto l’indotto economico delle comunità costiere e la cosiddetta Blue Economy.

LA SODDISFAZIONE DELLA FIRMATARIA DI STASIO (M5S)

“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la lieta conclusione di un iter che ho seguito fin dal principio in quanto prima firmataria della proposta. Si tratta di una legge che il nostro Paese attendeva da 40 anni e che ora ci aiuterà ad affermare il nostro diritto sul mare che ci circonda, per il mare e per le nostre comunità costiere che vivono di questa grande risorsa” ha commentato in una nota l’On. Iolanda Di Stasio.

LA BASE GIURIDICA

Si tratta di un provvedimento pienamente conforme al diritto internazionale e alla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos), siglata a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva dal nostro Paese ai sensi della legge 2 dicembre 1994, n. 689, come spiega una nota della Farnesina.

Inoltre, la Zee risponde a una tendenza ampiamente consolidata in ambito internazionale di progressiva estensione della giurisdizione degli Stati costieri nelle acque al di là del proprio mare territoriale.

RECUPERARE IL TEMPO PERSO NEL MEDITERRANEO

Questa tendenza alla “territorializzazione del mare” è recente nel Mediterraneo e ha subito un’accelerazione negli ultimi 10 anni con l’istituzione di Zee da parte di vari Stati costieri.

Tra gli altri Stati mediterranei che hanno proceduto ad istituire proprie Zee si ricordano Cipro, Egitto, Israele, Libano, Marocco, Monaco, Siria e Turchia.

Senza dimenticare l’operato di alcuni Stati contigui o frontisti dell’Italia e segnatamente la Croazia, la Francia, che ha trasformato in ZEE la preesistente Zona di protezione ecologica, la Spagna, la Tunisia e la Libia.

COLMATA UNA LACUNA NEL DIRITTO ITALIANO

“Con questa legge — ha dichiarato il Sottosegretario Di Stefano — abbiamo finalmente colmato una lacuna del nostro diritto, e potremo stabilire una Zona Economica Esclusiva a tutela delle nostre attività economiche, come la pesca sostenibile, lo sfruttamento responsabile del sottosuolo marino, ma anche delle attività di ricerca scientifica e della protezione dell’ambiente e della biodiversità.”

PER LA ZEE DELL’ITALIANA NECESSARIO UN ULTERIORE PROVVEDIMENTO

La legge autorizza l’istituzione della Zona Economica Esclusiva tramite un ulteriore provvedimento ad hoc e, pur prevedendo che la sua delimitazione avvenga prioritariamente sulla base di accordi con gli Stati vicini interessati, consente anche prima della loro conclusione di definirne i limiti esterni in maniera unilaterale senza compromettere od ostacolare l’esito finale dei negoziati, come previsto dal diritto internazionale.

L’istituzione della Zee aumenterà le responsabilità del nostro Paese sulla gestione equilibrata e sostenibile delle risorse del mare in un’area pari a oltre il 20% dell’intera superficie del Mediterraneo.

RIGUARDO LE LIBERTÀ DI NAVIGAZIONE, DI SORVOLO E DI POSA

Infine l’articolo 3 della PdL precisa che l’istituzione della Zee non compromette l’esercizio, in conformità a quanto previsto dal diritto internazionale generale e pattizio, delle libertà di navigazione, di sorvolo e di posa in opera di condotte e di cavi sottomarini nonché degli altri diritti previsti dalle norme internazionali vigenti.

Come prevede la Unclos, nella Zee tutte le attività concernenti l’utilizzazione delle risorse rientrano infatti nelle competenze dello Stato costiero, mentre tutte le attività relative alle comunicazioni internazionali restano comprese fra i diritti degli Stati terzi.

LA CABINA DI REGIA SUL MARE

Il Ministero degli Affari Esteri assicurerà i seguiti della legge attraverso la Cabina di Regia sul Mare che ha istituito nel dicembre 2020 sotto la presidenza del Sottosegretario Di Stefano.

PLAUSO ANCHE DELLA MARINA MILITARE

“C’è un legame assoluto tra la nostra sicurezza e il mare. Abbiamo fatto un grande lavoro per diffonderlo. Svilupperemo una strategia marittima per la sicurezza del nostro Paese. L’approvazione delle Zee proprio ieri non è un caso”. Lo ha detto il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, nel corso delle celebrazioni per la giornata dedicata alla Marina Militare, nel 160° anniversario dalla sua nascita, a Palazzo Marina a Roma.

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