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Casaleggio presenta il suo manifesto e in rete spunta il dominio “movimentocontrovento.it”

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Non sarà un partito alternativo, come si ostina a ripetere Davide Casaleggio, ma ci somiglia parecchio. E anche se non da domani, il figlio di Gianroberto si attrezza a navigare “Controvento” senza il M5S. Sì, perché il progetto presentato ieri sera dal patron di Rousseau potrebbe avere l’ambizione di essere molto più di un manifesto. Di certo qualcuno ha già registrato il dominio internet www. movimentocontrovento. it ( da non confondere con movimentocontrovento. com di un’associazione sportiva dilettantistica) quasi tre settimane fa. Proprietario dello spazio e relativa organizzazione non sono noti, ma la data della registrazione, il 19 febbraio, potrebbe fornire qualche indizio: è il giorno successivo alla fiducia della Camera a Mario Draghi, il giorno in cui Vito Crimi ufficializza l’espulsione dei 21 deputati ribelli che vanno ad aggiungersi ai 16 senatori già liquidati il giorno precedente. Non solo. Poche ore prima della creazione del dominio internet Alessandro Di Battista scrive su Facebook: «Ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere ed una sana e robusta opposizione da costruire». Un messaggio controvento, insomma, in una fase in cui Beppe Grillo ridisegna dalle fondamenta il M5S a immagine e somiglianza di Giuseppe Conte, tanto da registrare a sua volta un nuovo marchio e un nuovo dominio ( movimento2050. it) ai primi di marzo.

E in questa guerra di nervi, siti e loghi, Casaleggio lancia il suo manifesto con un’iniziativa in streaming sulla piattaforma Rousseau. «È solo un manifesto di metodo», ripete fino alla nausea il figlio del fondatore a chi chiede, tra il pubblico, se quella in corso è un’assemblea fondativa di un nuovo partito. Eppure, tra i partecipanti ( sono oltre duemila i prenotati all’evento) spuntano nomi noti alla galassia pentastellata come Antonella Laricchia e e Francesca De Vito, particolarmente attive sulla chat della conferenza online. Consigliera pugliese la prima ( candidata contro Michele Emiliano), laziale la seconda ( e contraria all’ingresso del M5S nella Giunta Zingaretti). Molto vicine ad Alessandro Di Battista entrambe ed entrambe animatrici del V Day anti Draghi di un mese fa. La loro presenza è più che normale, in un contesto in cui il tenore dei commenti non è particolarmente clemente nei confronti della svolta governista pentastellata.

Ad aprire la kermesse è il figlio del fondatore che spiega il perché del nome “Controvento”. È in «ricordo di una targa che mio padre ha deciso di apporre fuori dal cancello della sua casa di Ivrea», dice il presidente dell’Associazione Rousseau. «Rappresenta un disegno di Guareschi. È solo controvento che si può decollare, contro i luoghi comuni i luoghi dell’ingiustizia, la “Gomorra della politica”. Contro tutto cio che ha fatto male all’Italia», spiega ancora.

Poi tocca ad Enrica Sabatini, socia di Casaleggio in Rousseau, fare gli onori di casa. È lei che spiega la ratio di questa assemblea e definisce il perimetro del “manifesto” con tanto di slide condivise. Uno stile manageriale che rende l’evento più simile a un corso di aggiornamento professionale che a un incontro politico. Le parole d’ordine sono i capisaldi del Movimento che fu: limite dei due mandati, trasparenza e democrazia diretta, ovviamente. Con qualche novità. Dall’uno vale uno si passa infatti all’uno non vale l’altro, e dalla casalinga di Voghera ministra dell’Economia alla valorizzazione delle competenze. Una citazione di Olivetti su «sogno» e «utopia» di qua, una rivisitazione di Gabaer di là ( «felicità è partecipazione» ).

Il Movimento 5 Stelle e i rapporti ai minimi termini con i parlamentari grillini non vengono citati, restano sullo sfondo, quasi ignorati. Eppure oltre alle incomprensioni politiche ballano ancora 450 mila euro di debito con Rousseau che Casaleggio pretende in tempi brevi dal partito per non bloccare i servizi elettorali offerti dalla piattaforma e non ricorrere alle vie legali. Una richiesta che ha ulteriormente infastidito gli eletti, un po’ per una questione di principio, un po’ per motivi di portafogli. Con il M5S «occorre immaginare un accordo di partnership», dice Sabatini. «È necessario che i ruoli vengano ben definiti, riconosciuti e rispettati», aggiunge col linguaggio asettico della contrattualistica.

Insomma, quel che rimane del matrimonio con Grillo è un accordo economico da onorare. Per l’orizzonte politico bisgonerà andare “controvento”.

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