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Piverone è un piccolo comune con meno di 1400 anime, adagiato su un lembo della collina morenica d’Ivrea, in provincia di Torino. Qui, nel 1992, nasce per mano di Benito Favaro una piccola realtà che negli anni, grazie anche all’apporto del figlio Camillo, ha saputo rendersi punto d’esempio per la qualità dei suoi vini, prodotti attraverso i 3 ettari di vigna che la compongono. I terreni sono posti ad un’altitudine che varia tra i 300 e i 400 metri e presentano un’origine morenica, con abbondante dotazione di argille e minerali, su cui vengono coltivati Nebbiolo, Freisa, Syrah e, soprattutto, Erbaluce.

E proprio quest’ultima varietà è il filtro da cui traspare tutta la filosofia e l’impegno profuso dai Favaro nella valorizzazione del vitigno, attraverso un meticoloso lavoro in vigna volto a valorizzare al meglio il terroir di appartenenza. Un’ottica, questa, che prosegue poi in cantina e che ritroviamo infine in bottiglia.

Va altresì detto che Camillo è un grande conoscitore e appassionato di Borgogna, ed è consigliata a tutti una lettura del suo libro “Vini e terre di Borgogna”: questa passione si riflette nei suoi vini e l’esempio perfetto è appunto l’Erbaluce. Un vitigno storicamente vinificato nella tradizionale versione passita e bistrattato fino a pochi anni or sono, ma che grazie alla famiglia Favaro sappiamo oggi essere uno dei vitigni a bacca bianca italiani che meglio possono raccontarsi attraverso il tempo, in una narrazione che parla sì di territorio, ma anche di fatica, di cultura agreste e tradizione, tramandata anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia.

Ed è qui che è doveroso riallacciarsi ad un altro libro scritto da Camillo, ossia “Tutti lo chiamano Lambrusco”. Già il titolo, così come poi il testo, lascia trasparire tutto l’attaccamento di quest’uomo alla terra, alle cose veraci e genuine che contraddistinguono il suo ‘fare’ quotidiano.

 

DEGUSTAZIONE

 

ERBALUCE LE CHIUSURE 2018

93/100

Erbaluce 100%. Prodotto dall’omonima vigna di 1,2 ettari, Le Chiusure è forse il vino simbolo dell’azienda. Si presenta con una veste dorata dai riflessi verdolini. Le note di un frutto citrino e croccante si intersecano a sentori di grafite ed erbe aromatiche, il tutto contornato da una bella florealità primaverile. Il palato è succoso, dotato di grande tensione gustativa, cristallino nel porsi e nel concedersi mano a mano, intarsiato da una grande salinità che riflette le sensazioni olfattive, aggiungendo un finale lungo e saporito, in cui il tempo ci regalerà grandi soddisfazioni.

 

ROSSOMERAVIGLIA 2018

91/100

Syrah 100%. Prodotto in quantità limitatissime – meno di 300 bottiglie totali – dove gli stessi numeri vanno a comporre l’etichetta. Veste un rosso rubino elegante, terso e lucente. Il pepe aromatico, quasi di Sichuan, domina l’affascinante bouquet, a cui si aggiungono le note di un frutto fresco appena colto che riporta al lampone, alla fragola e al ribes, con cenni di violetta e rosmarino. Il palato è giocato su un’espressività che vuol far parlare l’eleganza, fine e sottile nel suo porsi. Reso agile dalla freschezza, è completato da una complessità che restituisce ancora i sentori di pepe, le erbe balsamiche, il tè nero e una chiusura salina.

cantinafavaro.it

 

Cover: Camillo Favaro, proprietario della Cantina Favaro

L’articolo CANTINA FAVARO, IL RISCATTO DELL’ERBALUCE proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Stefano Berzi

Category: spa

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