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Si chiama Campionato del Mondo del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo e, da oltre venti anni, è uno dei momenti più importanti e attesi per la promozione della pizza napoletana e della professione del pizzaiuolo con la u, che segue la tradizione ma che, in molti casi, non teme di lanciarsi in sperimentazioni originali e creative. Oggi il Trofeo Caputo è arrivato alla diciannovesima edizione e si svolge nell’ambito del Pizza Village di Napoli, con una formula che abbraccia varie categorie che esprimono tutta la complessità di un alimento semplice solo in apparenza, coinvolgendo di anno in anno centinaia di maestri da tutto il mondo che si sfidano a colpi di panetti per vincere la competizione.

Campionato del Mondo del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo, la storia

Giunto alla diciannovesima edizione – ma con due anni di stop forzato causa pandemia – il Campionato del Mondo del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo è cresciuto nel corso degli anni diventando sempre più competitivo e coinvolgente, degno emblema della città di Napoli come Capitale Mondiale della Pizza.

Sin dai suoi esordi, questo concorso si è imposto come occasione di confronto tra i professionisti della pizza mantenendo però forte uno spirito di condivisione e leggerezza tra i partecipanti, la giuria e il pubblico di appassionati e golosi, che si integra perfettamente con l’atmosfera del Pizza Village.

Come spiega Antimo Caputo, amministratore delegato di Mulino Caputo che organizza da sempre la manifestazione, si chiama “Campionato Mondiale del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo e non campionato della pizza perché il Mulino Caputo ha sempre riconosciuto nell’arte del pizzaiuolo un qualcosa di diverso dagli altri: un codice, uno stile perfettamente riconosciuto nel mondo”. In tal senso, nel corso del tempo il Campionato è diventato “il luogo dove i pizzaiuoli si possono esprimere, raccontare e, perché no, confrontarsi con altri mondi come la pizza americana o quella giapponese”.

campionato mondiale del pizzaiuolo

Nel corso della sfida verso la conquista del titolo, che vede la partecipazione di centinaia di pizzaioli da tutti il mondo (selezionati anche attraverso le Caputo Cup, le numerose tappe del Campionato Mondiale che si svolgono appunto a livello internazionale), a ergersi protagonista è ovviamente la pizza in tutte le sue versioni, tutte preparate rigorosamente con materie prime selezionate e secondo i dettami del disciplinare, garantendo la migliore idratazione, maturazione e lunga lievitazione.

Allo stesso tempo, il Campionato del Mondo rappresenta una vetrina importante per la promozione internazionale dei prodotti del Sud, dai latticini ai pomodori, dall’olio alle farine, che accompagnano e supportano l’arte dei pizzaiuoli napoletani.

Campionato del mondo di pizzaiuolo 2022, l’evento e le categorie in gara

Il Campionato Mondiale Pizzaiuolo – Trofeo Caputo 2022, edizione numero 19, è andato in scena in due giorni nell’ambito del Pizza Village di Napoli grazie al contributo dell’organizzazione dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani presieduta da Sergio Miccù, portando centinaia di professionisti della pizza a sfidarsi a colpi di preparazioni per conquistare la vittoria nelle 12 categorie del concorso. L’appuntamento con le migliori pizze del mondo si è svolto per la precisione presso lo Stadio della Pizza, l’emiciclo panoramico che si affaccia sul Lungomare Caracciolo di Napoli.

Il compito più invidiatoma anche il più difficile, per esperienza personale fatta con l’edizione 2019 – è quello della giuria, che deve valutare la qualità delle centinaia varianti di pizze proposte, ma soprattutto ì controllare con minuzia la lavorazione dell’impasto, la gestione del forno, i tempi di realizzazione, fino ad arrivare agli aspetti di cottura e gusto. Quest’anno la giuria vedeva tra i componenti lo chef bistellato Gennaro Esposito, il maestro pasticcere Sabatino Sirica, giornalisti enogastronomici e tanti personaggi ​ rappresentativi del mondo pizza.

Passando in concreto al funzionamento della competizione, ci sono come detto 12 categorie di gara, che abbracciano in pratica tutte o quasi le possibilità di trasformazione del prodotto tipico della pizza napoletana nel rispetto dello storico disciplinare.

In particolare, Pizza Napoletana S.T.G. è il premio “per eccellenza” del campionato, assegnato a chi riesce a interpretare nella maniera più fedele e qualitativamente superiore la preparazione della specialità, mentre Pizza Classica è una categoria che dà ampio spazio alla creatività a dispetto del nome, perché consente libertà nella farcitura. Pizza Juniores è la sezione del concorso riservata ai soli pizzaiuoli under 30, Pizza di stagione si apre alla fantasia gastronomica nelle presentazione (ma nel rispetto appunto della stagionalità), Pizza Gourmet premia chi sa valorizzare la complessità dell’elaborazione e Pizza Contemporanea (introdotta dalla scorsa edizione) intercetta invece le tendenze in atto, come ad esempio la creazione della pizza a canotto, che ha parametri precisi anche in termini di presentazione oltre che di gestione di impasto e lievitazione.

Si incentrano su aspetti specifici le categorie di Pizza Fritta (specialità antica, golosa e dall’aspetto spettacolare, con cottura in frittura anziché nel classico forno a legna), Pizza senza glutine (che cerca la miglior pizza senza ma indistinguibile da una pizza tradizionale per sapore, consistenza, aroma e digeribilità), Pizza acrobatica (suddivisa a sua volta in larga, veloce e freestyle, per unire divertimento, intrattenimento, duro lavoro e passione), Pizza in teglia (una specialità che ha regole precise e richiede una manipolazione specifica, con diverse temperature e tempi di cottura) e Pizza Metro/Pala (altra variante ben specifica, che ad esempio richiede un impasto piacevole al morso, digeribile, ma anche adeguatamente elastico e idratato).

Pizza-Margherita-Trofeo-Caputo

Chi ha vinto il Trofeo Caputo 2022?

Anche quest’anno il Campionato ha portato allo “scontro” generazionale confronto tra decani del settore, che hanno già maturato una lunga esperienza nel mondo della pizzeria, e giovani che si affacciano in questo importante e delicato mondo, e l’assegnazione dei premi ha testimoniato questa vivacità.

A vincere la categoria più “storica”, quella per la categoria Pizza Stg, è stato il pizzaiolo serbo Goran Abramovich, che ha superato il calabrese Vincenzo Fotia e Mauro Espedito (che si “consola” con la vittoria nella categoria Pizza Fritta).

Nella specialità Pizza Contemporanea il Trofeo Mondiale Caputo è andato a Vincenzo Capuano, mentre sul secondo gradino del podio è salito il giovanissimo Davide Ruotolo della pizzeria Palazzo Petrucci a piazza San Domenico con la pizza Nerano, con Francesco Filippelli al terzo posto.

Guardando rapidamente i vincitori nelle altre categorie, abbiamo:

  • Pizza Classica: Francesco Esposito
  • Pizza in Teglia: Luca Mendoza
  • Metro/Pala: Ciro Elefante
  • Pizza di Stagione: Alfredo Pastacaldi
  • Pizza Senza Glutine: Pasquale Vanelli
  • Pizza Acrobatica Freestyle: Giorgio Nazir 
  • Pizza Acrobatica Più larga: Giorgio Nazir
  • Pizza Acrobatica Più Veloce: Said Vidal
  • Juniores: Armando di Pietro

Il Campionato del Mondo di Pizzaiuolo come rampa di lancio: i vincitori passati

Per i professionisti, partecipare al Campionato Mondiale Pizzaiuolo – Trofeo Caputo non è soltanto un momento di visibilità temporanea o l’occasione per celebrare il proprio lavoro, ma un vero e proprio impegno che mette insieme sudore, fatica, voglia di vincere, tenacia, passione e tutto ciò che caratterizza la figura del pizzaiuolo.

Data la risonanza dell’evento, poi, il podio del Trofeo Caputo è diventato negli anni un trampolino di lancio che ha permesso ai vincitori di dare la spinta decisiva alla propria dimensione professionale.

Tra i grandi vincitori del passato è impossibile non citare il caso di Akinari​ “Pasquale” Makishima (campione nel 2010) che, da “semplice” pizzaiolo in forza a un locale​ giapponese è diventato proprietario di varie pizzerie, gira il mondo ed è una star nel suo paese. ​Svolta imprenditoriale anche per il napoletano Giuseppe Cutraro (vincitore della categoria​ “Pizza Contemporanea” nel 2019) che oggi si appresta ad aprire la terza pizzeria a Parigi ed è ai vertici della classifica di 50 Top Pizza Europe.

Ha alzato il Trofeo Caputo anche Davide Civitiello (2013), che continua a girare il mondo come ambasciatore della pizza napoletana e ha pubblicato un libro in cui svela i segreti della sua arte; nel 2015 vinse Teresa Iorio della pizzeria “Le Figlie di Iorio” al Borgo degli Orefici a Napoli, espressione della forza delle donne applicata alla ristorazione (con una brigata tutta al femminile), mentre il vincitore del  Trofeo Caputo 2016 è stato Andrea Cozzolino, oggi una vera star in Australia, a riprova della vocazione realmente internazionale di questa manifestazione.

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