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Quando si va in Umbria, si sa che qualunque destinazione sarà sempre all’insegna della bellezza, del benessere e del buon cibo. Quando si va a Borgo La Chiaracia, una realtà nata qualche anno fa tra Orvieto e Civita di Bagnoregio, al confine tra Umbria, Lazio e Toscana, le certezze raddoppiano. Il nome di questo incantevole resort è dovuto al ciliegio secolare che domina il borgo, detto la chiaracia in dialetto umbro. Radici Ristorante è il cuore pulsante del resort, un luogo dove si incontrano i sapori e le tradizioni locali e si intrecciano in esperienze talvolta inaspettate, come una cena a quattro mani, ideata dal resident chef Stefano Faioli e un ospite d’eccellenza, lo chef più innovativo d’Italia, Terry Giacomello.

Stefano Faioli e Terry Giacomello sulla destra, e brigata del Radici Ristorante

Insolito è il percorso dello chef Faioli. Nasce come pasticcere e, dopo aver lavorato con i più grandi maestri pasticcieri italiani e fatto diverse esperienze nelle strutture ricettive, nel 2018 approda a Borgo La Chiaracia come capo pasticcere. Ma poi diventa il secondo chef, e in men che non si dica si ritrova a guidare tutta la cucina di Radici Ristorante. Nella sua filosofia c’è la ricerca di piccoli produttori locali e l’utilizzo delle eccellenze della zona spesso sconosciute ai più; e la sua mano “tradisce” il passato da pasticcere, creando degli impiattamenti perfetti.

Shiso by Chef Stefano Faioli

Lo chef Giacomello, di formazione francese e poi spagnola, oggi è uno degli chef più tecnici d’Italia; ha portato nel Belpaese tante idee stravaganti e sbalorditive e non ha mai smesso di stupire per il suo approccio rivoluzionario alla creatività in cucina. Dopo diversi anni alla guida di Inkiostro a Parma, 1 stella Michelin, da pochi mesi ha lasciato il ristorante per dedicarsi ad un progetto tutto suo, finora top secret, probabilmente a Nord Italia. Ma mentre getta le basi per il suo luogo del cuore, ha accettato l’invito dello chef Faioli per stupire e deliziare gli ospiti di Borgo La Chiaracia con un viaggio gastronomico che non ha eguali.

Riso, cartamo, curry rosso, siero di yogurt e formaggio salato by Chef Terry Giacomello

La cena a quattro mani è durata quattro ore tra aperitivo, sfizi e delizie, tra tante portate e altrettanti cambi di vini. Stefano e Terry hanno saputo mescolare le proprie creazioni in un percorso degustazione affascinante e sorprendente. Black and White fatto di cavolfiore e frutti, Nervetto di vitello con prosciutto e pil-pil di baccalà, due piccoli amuse bouche dello chef Faioli per accompagnare Red Hills, un cocktail d’autore a base di Vermouth, abbinamenti divertenti e piacevoli.

Red Hills

Poi è arrivato il turno di Tofu di midollo e di Patata millenaria dello chef Giacomello, entrambi inconsueti come consistenze e idee, accompagnati da Ca’Viti Orvieto Cl. Superiore Doc, 2014, Cantine Neri.

Tofu di midollo

Scampo e Agnello, il crudo assoluto e l’estratto denso, chi l’avrebbe mai pensato? E poi Spirale d’uovo, un vortice di contrasti acidi e piccanti, un uovo che non ti aspetti. I piatti sono stati abbinati ad un Jorasses Sidro Metodo Classico 2019, Cantina Maley. Davvero originale come idea.

Scampo e Agnello

Arriva il turno di Pasta, miso, pepe e mela acidula: sapori ricchi, tanta sapidità e acidità, un piatto in bilico tra Oriente e Occidente, che viene supportato subito dopo da un Riso, cartamo (una sorta di zafferano selvatico), curry rosso, siero di yogurt e formaggio salato. Due piatti notevoli, molto “comfort food”, ma dai profumi e spezie che portano lontano. Anche l’abbinamento è stato perfetto: Fleur de Corail di Extré Champagne, un notevole rosé con piacevoli note fruttate.

Pasta, miso, pepe e mela acidula

Si prosegue con Fungo e funghi, un tris di consistenze dai profumi di sottobosco: glassato, sotto forma di brodo e in insalata. Una bella passeggiata di mezzo autunno. Anatra, mirabolano (un tipo di susina selvatica), cous cous e assenzio. Piatto autunnale anche questo (era davvero speciale il coordinamento degli chef!), accompagnato da Perciso Lambrusco Foglia Frastagliata 2015 de I Dolomitici.

Fungo e funghi

Un piccolo predessert, se si può chiamarlo così: Shiso, alghe e gin, un piccolo boccone croccante dai sapori di mare, accompagnato da Gin allo scoglio, un cocktail creato apposta per l’occasione.

E poi il famoso in tutto il mondo Limone dimenticato!.. Un dessert davvero mitico, amato da tutti, dove il frutto viene sbollentato e inoculato con muffe e lasciato maturare, per poi essere servito ripieno di meringa all’italiana, sempre al limone. D’altronde Terry Giacomello è famoso per le sue creazioni complesse e mai scontate, che incuriosiscono e stimolano i palati degli ospiti. In abbinamento è stato servito Muffa Nobile Orvieto Cl. Superiore Doc 2017, Cantina Palazzone.

Anatra, mirabolano, cous cous e assenzio

Cosa dire? È stato un viaggio lungo e entusiasmante, colorato e pieno di sorprese. E se il giro del mondo di Jules Verne è durato 80 giorni, questo trip gastronomico ha avuto la durata di “una sola” cena, ma che vale molto, molto di più. Ma questo viaggio non sarebbe stato così perfetto se non ci fosse il servizio di sala eccellente.  Coordinamento, precisione, gentilezza, efficacia, professionalità – sono tanti aggettivi da attribuire allo staff del Resort, davvero complimenti!

Come da tradizione, Borgo La Chiaracia ha organizzato questa particolare serata per festeggiare la fine della stagione, prima della chiusura annuale, ma già da dicembre il Resort tornerà ad accogliere gli ospiti con tante novità in arrivo.

 

borgolachiaracia.it

 

Category: spa

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