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A Varano de’ Melegari, all’autodromo Riccardo Paletti, si è accesa la passione per MINI e per tutto il suo universo. Gli appassionati di questa vettura si sono dati appuntamento in questo spicchio di Emilia-Romagna, per vivere i Big Love Days dedicati alla piccola “inglesina”, capace di stregare più generazioni di automobilisti. Non sono mancati i fanatici della MINI classica, quelli che hanno la creatura di Alec Issigonis tatuata sul cuore, sia coloro che si sono affacciati a questa passione con la MINI moderna, quella che dal 2001 – sono vent’anni quest’anno – è rinata sotto l’ala protettrice di BMW.

Tutti quanti hanno in comune, però, la voglia di stare insieme e di contribuire a rendere ancora più speciale un amore viscerale per un’auto che è diventata prima un mito e poi un brand a tutti gli effetti.

Dalla pista alla strada, passando per il fuoristrada

L’anima di MINI può essere declinata in vari modi, tutti però fedeli allo spirito originale, che si contraddistingue per: leggerezza, dinamicità e divertimento. Sulla pista di Varano è stato possibile assaggiare le qualità delle più sportive della gamma MINI, quelle che portano l’effige di John Cooper Works. Noi, abbiamo avuto l’opportunità di scatenare tra i cordoli e le tecniche curve di questo celebre autodromo, i 306 CV della Clubman, che ci hanno donato qualche momento di pura libidine.

Il motore è estremamente brillante e il telaio permette di esaltarsi in un circuito come quello della nostra prova. Saltati fuori dall’abitacolo della Clubman John Cooper Works, ci siamo cimentati in uno scenario da fuoristrada con la Countryman All4, che ha saputo destreggiarsi molto bene nel percorso fatto di sali e scendi, ostacoli e sterrato. Infine, siamo saliti su una Clubman Cooper SD, in una strada statale, un habitat ideale per un’auto che abbina benissimo le performance e il confort di marcia.

Le anime di MINI

Abbiamo parlato, prima, delle varie anime che sorreggono lo spirito di MINI, che per i Big Love Days sono state suddivise in: Urban, Style, Adrenaline e Journey. Urban è stata dedicata alle Mini Full Electric, mentre il percorso Style, invece, era per chi fa del design una propria aspirazione, con la possibilità di vedere Mini Vision Urbanaut e Mini Strip, i due concept che anticipano il futuro della mobilità.

L’area Adrenaline è stata quella dedicata alla pista con le potenti Mini John Cooper Works, mentre Journey, infine, è stato lo spazio per mettersi alla prova con lo sterrato al volante delle Countryman All4. Vista la trasversalità del Marchio, c’è stato spazio anche per la musica, a musica, sul palco allestito all’interno dell’autodromo e sul quale sono saliti Nyv, Fasma, Sottotono e Lo Stato Sociale, ovvero una serie di artisti pensati per rappresentare almeno tre generi musicali, dall’hip hop al pop, fino all’indie.

Quattro chiacchiere con Stefano Ronzoni

A margine della grande festa, abbiamo scambiato qualche parola con Stefano Ronzoni, Direttore MINI Italia:

Abbiamo avuto l’opportunità di provare la gamma MINI in tre differenti contesti: pista, strada e offroad. Come si riesce a mantenere fedele il DNA di MINI in ogni sua vettura? 

Ricordandosi qual è il punto di partenza, quindi la prima MINI, quella disegnata da Alec Issigonis. C’erano delle caratteristiche in quella vettura che hanno rivoluzionato il mondo dell’auto e che oggi riscontriamo anche nella nostra attuale gamma. Quindi, adesso si può trovare – o per meglio dire – ritrovare il go-kart feeling, sia in una tre porte, in una cinque porte, in una Clubman o in una Countryman, in egual misura.

Poi, il design inconfondibile, che rende la MINI riconoscibile fra tutte le auto in circolazione. Un altro elemento fondamentale è quella passione, quelle sensazioni al volante che solo MINI riesce a dare. Oggi chi sceglie MINI lo fa, perché va a ricercare qualcosa che lo renda diverso e unico rispetto agli altri. 

MINI in questo 2021 compie i suoi primi vent’anni sotto BMW. A distanza di anni, si può dire che la sfida sia ampiamente vinta. Quali sono i motivi di questo grande successo? Anche se in parte ce li hai già detti…

Rispetto a quanto detto, un ambito importante lo riveste l’Heritage di MINI, e il fatto che BMW si sia mossa con rispetto verso la storia di questo Brand, infatti non lo ha reso qualcosa di diverso da quello che era all’inizio, ma lo ha fatto evolvere. MINI nasce come un Marchio pop e diventa poi un fenomeno di culto, grazie soprattutto alle persone e ai suoi appassionati. Noi siamo riusciti, come Gruppo, a rispettare questa cosa, quindi il cliente MINI – oggi – sente di comprare l’evoluzione di qualcosa che è nato sessant’anni fa e che da vent’anni appartiene a un altro Gruppo.  

E invece, cosa ha in serbo MINI per il suo futuro?

Nel futuro ci si aspettano grandi cose per MINI, come è già stato annunciato, infatti dal 2030 sarà il primo Brand dell’universo BMW a essere completamente elettrico. MINI guarda al futuro con entusiasmo, perché è un Marchio che non ha mai avuto paura dell’evoluzione, ma al tempo stesso resterà fedele al suo DNA, guardando però con una certa attenzione ai temi dell’inquinamento e dell’ecologia.

Riguardo ai Big Love Days, invece, qual è la tua impressione?

Penso che questa giornata possa essere riassunta nel numero di sorrisi che sono riuscito a vedere nelle persone che ho incontrato e con le quali ho parlato. Questo a noi fa molto piacere, perché da sempre MINI è un Brand inclusivo e aver potuto realizzare un evento del genere, in presenza e rispettando tutte le normative vigenti in tema di Covid-19, ci fa molto contenti. 

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