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Joe Biden “è apparentemente il vincitore delle elezioni, ma occorre che il processo faccia il suo corso”. L’ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisenberg non ci gira intorno. Ospite a un webinar del Centro Studi Americani, l’inviato americano a Roma commenta a caldo il risultato elettorale.

“La determinazione finale non è stata ancora confermata. Sarà confermata dal collegio elettorale, lasciamo che il processo prosegua in attesa che ogni Stato certifichi l’elezione e arrivino i risultati delle contese legali”. Gli Stati Uniti, spiega, hanno bisogno di “una transizione pacifica del potere”. Le elezioni hanno sì “sottolineato le differenze” ma anche “le speranze del popolo americano”: “Sono il fondamento dei nostri valori di libertà ed equità, possiamo avere un’Unione più perfetta, insieme”.

Finora il segretario di Stato Mike Pompeo ha preferito mantenere un rigoroso riserbo sull’esito del voto. Non c’è un solo protocollo da seguire. L’ambasciatrice americana in Polonia Georgette Mosbacher, ad esempio, ha dichiarato in un’intervista al giornale Wirtualna Polska che Biden “si troverà molto bene con il presidente Andrzej Duda”.

Eisenberg, già presidente dell’Autorità portuale di New York, uomo di fiducia dell’amministrazione e conoscenza personale del presidente Donald Trump, disegna una chiara road map. Poche ore prima dell’intervento al Csa, a Villa Taverna, ha incontrato in un faccia a faccia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Citando la Dichiarazione di Indipendenza di Thomas Jefferson e un discorso di Abraham Lincoln del 1863 in Pennsylvania, a quattro mesi dalla guerra civile, ricorda i valori “di libertà, unità e democrazia” per cui “hanno dato la vita non invano”, “un messaggio pieno di significato oggi, 157 anni dopo”.

Poi un bilancio dei quattro anni di mandato a Roma, e un auspicio. “Siate sicuri che, a prescindere dalla prossima amministrazione, gli Stati Uniti e l’Italia rimarranno alleati solidi”. Eisenberg sottolinea il ruolo della Nato ricalcando una narrativa non lontana da quella fatta propria anche dal presidente-eletto Biden. “Siamo più forti insieme. Quest’alleanza ha più di settant’anni, è la più forte al mondo, al di là di qualsiasi cambio di governo o di leader”.