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Mentre mi appresto a vedere la finale dell’ATP1000 di Madrid tra il nostro campione Matteo Berrettini e il campione tedesco Sasha Zvrevev, sono concentrato sulla finale femminile del torneo tra l’australiana Ashleigh Barty numero 1 e la bielorussa Aryna Sabalenka numero 7 del ranking WTA.

La finale WTA tra coccodrilli australiani e fattoresse bielorusse!

La prima è proprio una classica australiana tutta sostanza difficilissima da battere, dura come la pelle di un coccodrillo australiano. Sabalenka è invece un donnone bielorusso tutta grinta e forza. Se non faceva il tennis nella vita la vedevo bene come moglie di un fattore bielorusso con cinque sei figlioli. Tanto è solida e bella “giunonica”. Una partita quella per le donne casalinghe molto più difficile di una finale di tennis a Madrid.

La prima volta che l’ho vista giocare ho pensato dentro di me che si sarebbe data pace solo quando sarebbe diventata numero uno. Non è che caccia urletti come le altre quando fa un punto importante. Per dire come la campionessa cecoslovacca Petra Kvitova 12ma del ranking WTA, urla forte, che in toscano si dice che “bercia”, una parola che sta a significare un urlo in malo modo tanta è la grinta che ci mette.

Ebbene si è aggiudicata il torneo questa urlatrice, tutta sostanza, dotata di buona prima, un gran diritto e rovescio solido. Ma la Barty pur perdendo è comunque superiore. Lotta come un coccodrillo con la preda, affonda, si difende, colpisce bene la prima di servizio, e diverte il pubblico perché ogni tanto tira fuori colpi come un mago tira fuori un coniglio dal cilindro. Chiudo, il trono di Barty è attualmente molto solido per essere scalfito dalla numero 7. Finale del torneo femminile: Sabalenka b. Barty 60 36 54

Gli uomini

Veniamo al torneo maschile. Non banale oggi, per nessuno dei due contendenti.

Zvrevev viene da una vittoria con l’austriaco Thiem in semifinale e da una vittoria su Nadal nei quarti. Questi ultimi due sono quanto di meglio si possa avere su terra oggi, ma, e qui forse va capito il momento, nessuno dei due è in perfetta forma (come lo saranna a Parigi tra un mese e mezzo). Il tedesco dunque può segnare un punto importante, guadagnare 1000 punti e ricordarsi in questo torneo di avere preso lo scalpo ai due sopraricordati.

Qui si parla di topten, diamogli uno sguardo:

Pos. Giocatore Punti
1 Djokovic Nole 11963
2 Nadal Rafa 9810
3 Daniil Medvedev 9700
4 Dominic Thiem 8365
5 Stefanos Tsitsipas 7910
6 Alexander Zverev 6125
7 Andrej Rublëv 6000
8 Federer Roger 5875
9 Schwartzman Daniel 3765
10 Matteo Berrettini 3493

Berrettini

Il nostro Berrettini se batte il tedesco, può tornare ad insidiare l’ottava posizione detenuta da Roger Federer, e quindi salire di 1000 punti. Lo stesso potrebbe dirsi di Zvrevev che battendo l’italiano si avvicina alla posizione di Tsitsipas, ma sempre sesto rimane. Questi due giocatori che si incontrano oggi devono dunque vincere oggi per salire, ma non basta, devono pure continuare a farlo nei prossimi tornei perché altrimenti la loro classifica non si muove. Certo Nole è irraggiungibile come numero uno con i suoi 11863 punti, ma i tre sotto di lui, Nadal, Medvedev e Thiem sono li vicino, pronti ad entrare nei primi due. Ed entrare per rimanerci.

Credo che the King Roger, ormai non si vede più giocare, ahimè ahinoi, non rientrerà più al vertice ATP, Nole per altro è troppo giovane rispetto a Nadal e sa pure gestirsi bene, come numero uno farà ancora un lungo periodo dettando un record che difficilmente verrà superato nella storia di questo sport. Ma il secondo posto di Nadal pare essere veramente in discussione. Mi pare, guardandolo da molti anni, sia dal vivo che in tv, mi pare vedendolo in tv meno grintoso, forse gli manca Roger, forse il matrimonio, ma Rafa mi sembra poco tonico ultimamente. Bisognerebbe stare vicino per saperlo.

I finalisti di oggi quindi se voglio salire in classifica devono non solo vincere oggi ma continuare a farlo con una certa regolarità quella che forse manca ad ambedue. Sono partiti bene quest’anno ma partire non basta, occorre continuare.

Veniamo al match:

Berrettini in semifinale ha battuto Ruud, bene, da campione, con una mostruosa diagonale sinistra condotta con un rovescio finalmente da topten. Mai un italiano aveva raggiunto i quarti di finale del torneo di Madrid, e questo Matteo è adesso in finale dopo la vittoria di Belgrado ATP250 di dieci giorni fa. Siamo dunque di fronte ad un evento sportivo per il tennis italiano fondamentale.

Partita iniziata. Al primo set un primo commento. Forza Matteo!

Primo set:

Questo primo set si chiude al TieBrek, vinto da Berrettini 76 per 10 punti ad 8! Una nota sulla velocità di palla di Matteo Berrettini: si dice sempre che serve da top player, a 200 km all’ora, anzi oggi almeno una palla a 225! E il dritto? A 150km all’ora di norma, con punte di 190! E Zvrevev tira solamente a 120. Ecco pensate se al circolo il vostro avversario vi tira un dritto a 150km orari. Non la prima, che non riusciremmo ovviamente a vedere, ma un dritto. Devastante!

Secondo set:

Le bombe di servizio! I due si sfidano violentemente a bombe di servizio. Ormai la strategia è chiara: ambedue tirano forte le prime di servizio, poi uno, il tedesco tenta di allungare lo scambio perché ritiene di essere superiore. L’italiano cerca un trick play (tipo la palla corta in dropshot) oppure una bomba di diritto dopo un servizio devastante. Questo secondo set è veramente duro per il nostro italiano perché sembra che la tattica sfiancante del tedesco pare funzionare. 64 Zvevrev. La palla corta del nostro Matteo non è stata definitiva e sul 40 30 ottiene game e set il tedesco.

Terzo set:

Zvrevev con un gioco normale, fatto però di prime bomba, e pure qualche seconda sparata per rabbia a 225kmh, ha messo in difficoltà il nostro Matteo. Il tedesco non incanta. Spara forte, rincorre le palle a due metri dalla linea di fondo cercando di rimandarle tutte di la, quasi come se stesse per dire “io la butto di là, poi è un problema dell’italiano. E l’italiano è un piacere vedere che si crea il punto, che anche se sbaglia, poi ci riprova, che… gioca a tennis. Gioca per fare punto. In questa Italia Germania del tennis, il nostro Berrettini comunque ha dimostrato di essere un giocatore di tennis. Vero.

36, finisce così questo terzo set a favore del tennista tedesco. Peccato. Però Matteo è stato il primo italiano arrivato in finale in questo torneo e come Sinner a Miami avrà modo presto per rifarsi. Il tedesco non credo invece rientrerà mai più nei primi 5 tennisti al mondo. Ne ha molti davanti e dietro più forti. Deve cambiare molto del suo gioco così anonimo per poter vincere uno slam.

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