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AstraZeneca, il vaccino che frammenta l’Europa

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UNIONE EUROPEA

08.04.2021 – 11:45

Il verdetto dell’Ema non ha evitato un caotico effetto domino. E Bruxelles chiede ai 27 una risposta coordinata

L’Italia sconsiglia l’utilizzo sotto i 60 anni. In Spagna il vaccino sarà destinato alla fascia 60-65 anni. Il Belgio lo blocca per gli under 56. E in Danimarca e Finlandia l’utilizzo è del tutto sospeso.

BRUXELLES – Il “caso” delle rare trombosi legate alla somministrazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca ha fatto emergere un altro effetto collaterale che non è stato ancora riportato sul bugiardino del preparato: la capacità di frammentare l’unità già non troppo salda dell’Unione Europea. E gli sviluppi di queste ultime 24 ore ne sono stati l’ulteriore conferma.

Ieri, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) si è pronunciata affermando che un nesso tra il vaccino anglo-svedese e le suddette trombosi è «possibile», ma che trattandosi di un fenomeno estremamente raro – si parla di alcune decine di casi su un totale di 25 milioni di persone vaccinate tra i Paesi dello Spazio economico europeo e il Regno Unito, cifre non dissimili a quelle che si vedono associate a molti altri farmaci – i benefici della vaccinazione superano di gran lunga qualsiasi rischio effettivo. È un parere scientifico, che a rigor di logica dovrebbe essere quindi vincolante nell’orientare le decisioni dei singoli Stati membri dell’Unione, ma anche in questo caso stiamo assistendo a un caotico effetto domino politico in cui ogni testa sembra scegliere una strada diversa.

Ognuno fa da sé

In Spagna il vaccino anglo-svedese sarà destinato alla fascia tra 60 e 65 anni, con la possibilità di utilizzare un preparato diverso per chi ha già ricevuto una prima dose. In Italia una circolare del ministero della Salute indica l’uso «preferenziale» nelle persone sopra i 60 anni. Chi però ha già ricevuto la prima dose di Vaxzevria «può completare il ciclo con il medesimo vaccino». E nel pomeriggio è previsto un vertice tra il governo Draghi e le Regioni per stabilire una tabella di marcia comune. In Belgio la soglia è un poco più bassa: vaccino sconsigliato sotto i 56 anni. E poi ci sono i Paesi scandinavi, come Danimarca e Finlandia (e anche la Norvegia, che però non aderisce all’Ue), in cui la somministrazione del vaccino AstraZeneca è del tutto sospesa. Tradotto in poche parole, ognuno pensa per sé. E questo preoccupa non poco dalle parti di Bruxelles, che sollecita invece i 27 a trovare un sentiero comune per rilanciare nella popolazione quella fiducia che è stata picconata tra dubbi, ritardi e continui “stop & go”.

La vigilanza «funziona»

L’invito a trovare una risposta coordinata è stato rilanciato in queste ore anche dalla Commissaria alla Salute europea Stella Kyriakides, che ha chiesto ai singoli ministri di virare su questo approccio. «Le nostre decisioni dovrebbero basarsi ora sull’operato scientifico dell’Ema e su una rigorosa e costante valutazione dei rischi e dei benefici». «La sicurezza dei nostri vaccini è sempre stata di primaria importanza nell’ambito della strategia vaccinale europea». E il verdetto dell’Ema, ha concluso Kyriakides, «mostra che il nostro sistema di vigilanza funziona e che gli effetti collaterali sospetti vengono rapidamente segnalati. I dati vengono rapidamente condivisi e gli esperti si riuniscono subito per analizzarli».

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