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Arrivano i monsoni. E centinaia di corpi potrebbero finire nel Gange

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INDIA

21.06.2021 – 11:40

Aggiornamento : 12:05

Il numero di sepolture sulle sponde del fiume sacro è esploso a causa della pandemia

Con la stagione dei monsoni, il Gange si gonfia e sommerge i suoi argini. Gli ambientalisti sono preoccupati e le autorità locali corrono ai ripari.

NEW DELHI – La seconda, intensa, ondata di Covid-19 che ha colpito l’India nella primavera di quest’anno ha iniziato da qualche settimana a ritirarsi. Lo strascico di quei giorni però potrebbe avere conseguenze anche sull’ambiente. In particolare per le sacre – e purtroppo altrettanto inquinate – acque del fiume Gange.

Se da un lato le curve, relative ai nuovi contagi e ai decessi quotidiani registrati ufficialmente, sembrano aver raggiunto il picco, lasciando intravedere finalmente la possibilità di scollinare all’orizzonte, dall’altro l’enorme numero di sepolture avvenute sulle sponde del fiume suggerisce possibili scenari nefasti. Soprattutto con l’arrivo della stagione dei monsoni.

Il Gange ha restituito in queste settimane centinaia di corpi. Agli inizi di maggio, nello stato dell’Uttar Pradesh, ne erano stati recuperati una settantina in una sola volta, con le autorità indiane chiamate a fare luce per capire se si trattasse o meno di vittime della pandemia, gettate in acqua – come avevano riferito alcuni testimoni – perché non vi era la possibilità di cremarli.

Le sabbie che danno forma ad alcuni argini del Gange, come accade nei pressi di Prayagraj, sono diventate la dimora finale per le spoglie di centinaia di persone. E con l’arrivo delle piogge, per gli ambientalisti – come riportato da un servizio della BBC – si prospetta un possibile disastro. Durante la stagione dei monsoni, il fiume Gange si gonfia e sommerge le sue sponde. La superficie sabbiosa viene “masticata” dalle acque e i corpi (in questo caso centinaia), spiega il professor N.B. Singh, finiranno trascinati a decomporsi nel letto del fiume.

Le prime piogge nel distretto di Prayagraj hanno fatto la propria comparsa già la scorsa settimana, in anticipo rispetto alle attese, mettendo in allarme le autorità locali che, come viene riportato dall’Hindustan Times, hanno deciso di cremare alcuni dei corpi seppelliti nei cosiddetti “ghat” sul fiume per evitare che possano essere fagocitati dalle acque.

AFP

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