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Arriva il vaccino e arrivano le polemiche: in Germania più dosi che altrove

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Arrivano le prime dosi di vaccino in tutta Europa. Ma per Merkel c’è un extra.

A sei giorni dall’approvazione del vaccino Pfizer / BioNTech, è scattato ieri in V-Day dell’Unione Europea. Per registrare i primi effetti della campagna immunizzante, che durerà mesi e che dovrà coinvolgere almeno 450 milioni di persone, ci vorrà però diverso tempo. Nel frattempo, purtroppo, il Covid-19 avrà la possibilità di infliggere nuove sofferenze, soprattutto se si registrerà un rilassamento della tenuta delle misure di contenimento attuate dai differenti governi. Del resto, i bollettini delle ultime settimane parlano chiaro: tra i 27 il virus circola più impattante che mai, anche in quei paesi che di fatto erano scampati ai momenti più violenti della prima ondata. È il caso della Germania, che ha registrato quasi mille decessi al giorno nella settimana antecedente al Natale, e dove – in Sassonia – un crematorio è stato costretto a restare in attività “acca ventiquattro” per tutto il periodo festivo per stare al passo con l’incessante afflusso delle salme. Fino ad oggi, nei confini dell’Unione, hanno perso la vita più di 350mila persone e per molti paesi i giorni peggiori sono arrivati nelle ultime settimane. In Polonia, novembre è stato il mese più mortale dalla fine della seconda guerra mondiale.

In Francia, dove l’ultimo bollettino, relativo alla giornata di ieri, ha registrato 175 morti per un totale giunto a quasi 63mila, è ormai avviato il dibattito sulla possibilità di un terzo “riconfinamento”. Un’eventualità definita concreta dal ministro della Salute transalpino, Olivier Veran, preoccupato per la risalita dei contagi nell’Esagono. Con l’avvio della campagna vaccinale, sono però scattate anche le prime polemiche su una possibile “diseguaglianza” tra Stati membri nell’assegnazione delle dosi di siero. Per tagliare alla radice ogni dubbio su eventuali “discriminazioni” (sollevate soprattutto in merito alle dosi ricevute dalla Germania), in una nota Il Ministero della Salute ha precisato che, come illustrato nel “Piano Strategico Vaccinazione Covid-19”, “i contratti con le aziende produttrici dei vaccini sono stipulati direttamente dalla Commissione Europea per conto di tutti i Paesi membri dell’Unione. Ogni Paese riceve la quota percentuale di dosi spettante in proporzione alla popolazione secondo le stime Eurostat. All’Italia è destinato il 13,46% di ogni fornitura. Questo equivale a 26,92 milioni di dosi dal contratto con Pfizer-Biontech, di cui 8,749 milioni nel primo trimestre”. La consegna della prima delle forniture da 470mila dosi settimanali è programmata per la settimana in corso.

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