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Il polo siderurgico di Taranto può continuare a produrre, l’area a caldo non dovrà essere fermata. Almeno per il momento, almeno fino al 13 maggio.

L’impianto siderurgico di Taranto e la sua area a caldo proseguiranno l’attività, il Consiglio di Stato accoglie la richiesta di sospensiva di Arcelor Mittal e quello che per il Tar di Lecce si configurava come “permanente ed immanente” in riferimento al rischio inquinamento, per il Consiglio di Stato è invece “meramente ipotetico”.

Il più grande polo siderurgico d’Europa, l’asset strategico per l’Italia può continuare la sua attività tra le incertezze future, sia sul piano della salute degli abitanti che sul piano del lavoro per una terra che dallo stabilimento dipende molto più di quanto possa apparire dall’esterno.

ArcelorMittal Italia

L’impianto Mittal di Taranto

Il Consiglio di Stato nella motivazione ha affermato anche che dallo spegnimento dell’area a caldo ne conseguirebbe un “deperimento degli impianti” non rimediabile in futuro.

Il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti accoglie con rispetto la decisione del Consiglio di Stato, ma si dice convinto che la soluzione “non possa passare dalle Aule di tribunale” scrive l’agenzia Ansa.

Tuttavia, prosegue il ministro, questa sentenza offre ulteriore tempo alla politica e al Mise per trovare finalmente una soluzione definitiva “per gli operai, l’azienda e la produzione siderurgica italiana che rappresenta un asset strategico oltre che un’eccellenza e va tutelata”, come la salute dei cittadini però.

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