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ANGI: innovazione e cultura alla riscoperta dell’Italia

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Gabriele Ferrieri 21 giugno 2021 17:39

La crisi sanitaria ha messo a nudo tutte le criticità dal punto di vista digitale, sia sotto il profilo della connessione, che sotto quello dei dispositivi tecnologici, evidenziando i larghissimi divari digitali tra cittadini e tra territori. Per poter rispondere e colmare il cosiddetto “digital divide”, il Pnrr prevede più di 6 miliardi di euro di investimenti per realizzare reti a banda ultra-larga e sviluppare il 5G e ogni tecnologia utile per arrivare a coprire aree bianche e zone remote. A ciò si aggiungono tutte le misure per digitalizzare le pubbliche amministrazioni, per esempio attraverso l’adozione del Cloud e la digitalizzazione dei servizi pubblici per avvicinare la Pa a cittadini e imprese.

Un processo che deve necessariamente passare anche per una semplificazione della Pa e per una sburocratizzazione dei procedimenti amministrativi. Le procedure automatizzate nei processi decisionali pubblici possono senz’altro aiutare in questo intento perché consentirebbero alle amministrazioni di alleggerire i procedimenti, raggiungendo i propri obiettivi, risparmiando tempo, mezzi e risorse. Per supportare i lavori, sarà necessario dialogare con tutto il mondo innovazione e startup, in particolare modo quest’ultime necessitano di fondi e di un periodo di incubazione e di allenamento per trasformare un concetto magari anche molto innovativo in un prodotto o un servizio pronto per il mercato.

L’innovazione digitale in questo contesto potrà essere di supporto anche per la riscoperta della cultura in cui si potranno sviluppare nuove potenzialità e capacità di fruire e di valorizzare il nostro immenso patrimonio artistico. Il settore della cultura, infatti, da sempre rappresenta una grande opportunità di sviluppo per l’Italia come chiave di volta della ripresa e della rinascita, unendo grazie alle nuove tecnologie, tradizione e storia con la capacità di anticipare i tempi sullo sviluppo del digitale a sostegno delle imprese che operano nel settore, in collaborazione fra pubblico e privato.

Su questo fondamentale il ruolo portato avanti da Angi – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, punto di riferimento dell’innovazione in Italia e tra le realtà più rappresentative dell’ecosistema paese che, attraverso il suo appello al Governo, ha evidenziato la necessità di portare avanti un processo di razionalizzazione che valorizzi al meglio tutte le buone pratiche e le eccellenze e i talenti dei giovani del nostro paese, partendo proprio dall’innovazione, dalla cultura e dalle competenze sul digitale.

In conclusione, per poter immaginare una Europa, e di conseguenza una Italia, più inclusive e più aperte ai giovani anche per contrastare fenomeni come la cosiddetta fuga dei cervelli creando delle condizioni propositive per la nascita di nuove imprese giovanili, si deve guardare ad una nuova visione del Trattato di Lisbona del 2007 che secondo gli stessi principi ispiratori del progetto Next Generation EU possa mettere proprio al centro le giovani generazioni all’insegna del digitale, dell’innovazione e della sostenibilità.

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