Andare in Vacanza all’estero , le destinazioni dei viaggi possibili.

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Cosa sono i corridoi Covid-Tested

Dalla «zona rossa» per Pasqua non si potrà uscire dal proprio comune ma si può andare alle Canarie. Suona strano ma è così. Una circolare del Viminale ha confermato rispondendo positivamente a un interpello rivolto da Astoi Confindustria Viaggi, l’Associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato del Tour Operating in Italia, riguardo alla possibilità di consentire, nelle zone ad oggi soggette a restrizioni, lo spostamento di viaggiatori che intendano recarsi in un Paese estero aperto e “fruibile” per turismo. Alcuni operatori hanno adottato i cosiddetti corridoi «Covid-tested», un protocollo che permette di far viaggiare solo chi risulti negativo al tampone molecolare realizzato almeno 72 ore prima dell’imbarco. Alcuni operatori prevedono un contributo economico per effettuare il tampone o comprendono nel prezzo del pacchetto anche il costo di un medico che contatti il turista prima del rientro. Si tratta dunque di corridoi turistici sicuri che garantiscono da un lato la sicurezza ai viaggiatori e dall’altro la ripartenza di un settore importante dell’economia.

In quali Paesi si può viaggiare

Prese d’assalto soprattutto dai turisti tedeschi le isole Canarie, con temperature miti, spiagge e sole. Ma sono centinaia gli italiani che da Nord a Sud si imbarcheranno per il ponte pasquale verso Fuerteventura o Lanzarote. Oggetto di interesse in realtà è tutta la Spagna dalla Baleari alle città. Non c’è pero solo la Spagna. Una trentina i Paesi verso cui si può viaggiare. Nel Dpcm del 2 marzo 2021 in vigore fino al 6 aprile rientrano Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira ), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco. Per ulteriori informazioni su eventuali restrizioni nel Paese di arrivo meglio consultare prima della partenza il sito del Ministero degli Affari Esteri www.viaggiaresicuri.it.

La procedura per partire

Come precedentemente anticipato è obbligatorio sottoporsi a tampone molecolare nei giorni antecedenti alla partenza. L’esito va mostrato ai controlli all’imbarco. Il ministro Speranza sta per firmare un’ordinanza che dispone «per arrivi e rientri da Paesi dell’Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni».

In auto fino all’aeroporto (si può)

Sono consentiti gli spostamenti per raggiungere l’aeroporto muniti di autocertificazione per motivi di turismo anche se in «zona rossa» e se per farlo bisogna naturalmente “uscire dal comune”.

Il controllo al ritorno

Per il viaggio di rientro è necessario mostrare ai controlli di aver effettuato nelle 48 ore precedenti un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Chi rientra da AustriaRegno Unito, Stati Uniti, ma anche Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore e Tailandia deve comunque sottoporsi a una quarantena di 14 giorni.

Le limitazioni in Italia (no a seconde case in Liguria, Puglia etc)

La beffa di poter viaggiare all’estero ma di non poter varcare i confini dei propri Comuni e Regioni ha destato molta irritazione negli albergatori, pronti a rispettare tutti i protocolli di sicurezza ma fermi in attesa che qualcosa cambi. Non c’è alcuna possibilità, infatti, di poter trascorrere qualche giorno di relax, durante le feste di Pasqua, nelle località turistiche italiane: lo stop agli spostamenti tra le regioni, in Italia, ferma turisti e viaggiatori. Non è possibile in molti casi, per ordinanze regionali, nemmeno raggiungere le seconde case, nonostante sia previsto dalle misure nazionali. A coloro che non risiedono nel territorio regionale non sono permessi gli spostamenti in entrata in Valle d’Aosta per recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale. A pasqua divieto di spostamenti nelle seconde case anche in Liguria.

Il ritorno delle crociere

Anche l’attività crocieristica è consentita dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021 e viene effettuata nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico, come previsto dallo stesso Decreto. I passeggeri che si recheranno al porto d’imbarco dovranno essere muniti del biglietto di Crociera e del modulo di autocertificazione emesso dal Ministero dell’Interno debitamente compilato e firmato e un certificato in duplice copia che attesti l’esito negativo a un tampone antigenico o molecolare effettuato entro le 96 ore dall’imbarco. verrà anche effettuato un tampone rapido pre-imbarco. Tamponi obbligatori anche al rientro.

Il passaporto vaccinale europeo

Il passaporto vaccinale europeo per il covid è in arrivo tra un paio di mesi. Chi ha ricevuto il vaccino contro il coronavirus potrebbe usare il documento per salire in aereo, viaggiare con maggiore facilità, partecipare ad un evento “di massa” e riprendere più agevolmente una vita “normale”. Nell’Ue il “passport” potrebbe diventare realtà dal 15 giugno e garantire maggiore libertà di movimento.

Ryanair che non vuole tenerne conto

A non voler conto del passaporto vaccinale è la compagnia aerea Ryanair. «Sui voli Ryanair non sarà richiesto un passaporto vaccinale, perché riteniamo che sotto il libero movimento che è garantito in Europa non dovrebbero esserci questi limiti». Lo ha detto il direttore commerciale di Ryanair, Jason Mc Guinness, durante la conferenza stampa di presentazione delle nuove rotte per l’estate dagli scali pugliesi di Bari e Brindisi.

1 / 5 – Si può viaggiare all’estero a Pasqua per turismo: dove andare e le regole per il rientro

Pasqua sono consentiti i viaggi all’estero, anche per turismo. In linea di massima, questa non è una novità. È possibile imbarcarsi verso alcune mete straniere già da giugno 2020, quando, dopo mesi di lockdown duro, i Paesi europei hanno riaperto i confini, ripristinando la libera circolazione nell’area Schengen. E la conferma era arrivata anche con il Dpcm del 2 marzo scorso. La precisazione necessaria è però che è possibile farlo anche partendo da una zona rossa.

Covid e viaggi all’estero a Pasqua: gli spostamenti consentiti in zona rossa

È il paradosso (a dir la verità non solo italiano) a cui ci ha abituati la nuova “normalità” in tempo di Covid-19: non si può magari uscire dal proprio comune in zona rossa, come ha ribadito il Dpcm del 2 marzo, non è possibile spostarsi tra regioni se non per validi motivi e i viaggi per turismo in Italia sono sostanzialmente vietati dall’inverno scorso. Eppure si può prendere un aereo per un Paese straniero. Anche durante le vacanze di Pasqua, quando tutta Italia sarà rossa

La questione è tornata a far discutere in questi giorni, a seguito di una nota del gabinetto del Ministero dell’Interno che, su richiesta di chiarimento avanzata da Astoi Confindustria Viaggi (l’Associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato del Tour Operating in Italia), ha fatto luce su una zona d’ombra della normativa riguardo gli spostamenti in vista delle nuove limitazioni.

Fino ad ora, infatti, come dichiara Astoi, “non c’era chiarezza su come la normativa che consente di recarsi liberamente in un Paese dell’area UE/Schengen potesse conciliarsi con le misure restrittive adottate sul territorio nazionale in base alle fasce di rischio”. Interpellato direttamente, il Viminale ha quindi dato parere positivo: anche in zona rossa e arancione, è possibile spostarsi per raggiungere l’aeroporto di partenza. Bisogna, però, essere muniti di autocertificazione. 

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro degli Esteri, Luigi di Maio, che in un’intervista in onda su Tg2 Post ha dichiarato: “Quello che noi abbiamo chiesto è di rimanere a casa e non spostarsi. Chi va all’estero e rientra deve fare un tampone all’andata e al ritorno. Questo rientra nelle regole della mobilità europea. Ma non stiamo assolutamente consigliando ai cittadini di andare all’estero, anzi sconsigliamo di spostarsi perché siamo in una fase difficile”.

Intanto, si attende entro il 30 marzo la nuova ordinanza del Ministero della Salute, con le regole per chi rientra dall’estero. 

Viaggi all’estero: come capire dove possono andare gli italiani?

La situazione, però, non è così semplice come potrebbe sembrare dalle premesse. Si viaggia all’estero consapevoli delle situazione contingente: tampone obbligatorio all’andata e al ritorno, magari con quarantena al rientro, e avendo ben presente che tutto potrebbe cambiare rapidamente a seconda dell’andamento dei contagi in Italia o nel Paese di destinazione.

Ma non è neanche poi così immediato capire dove possono andare gli italiani e cosa fare al rientro in Italia. Facciamo quindi chiarezza.

Attualmente gli spostamenti da/per l’estero sono regolati dal Dpcm del 2 marzo 2021, in vigore fino al 6 aprile 2021.

Il Dpcm continua a basarsi sull’ormai noto “Allegato 20” (qui l’ultimo pubblicato in Gazzetta Ufficiale), che divide in cinque elenchi – A, B, C, D, E – i Paesi in cui è possibile viaggiare, in base al rischio epidemiologico e agli obblighi da rispettare al rientro in Italia.

Gli elenchi vengono aggiornati con apposita Ordinanza adottata dal Ministro della Salute, di concerto con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

I Paesi dove si può viaggiare senza limitazioni: elenchi A e B

Viaggi all’estero per turismo senza limitazioni (se non quelle eventualmente imposte dai due Stati per l’ingresso nel loro territorio) sono consentiti verso San Marino e Città del Vaticano, che rientrano nell’elenco A.

Si può viaggiare all’estero per turismo – da/per i Paesi dell’elenco B, considerati a basso rischio epidemiologico. Al momento, purtroppo nessun Paese rientra nei parametri.

Viaggi all’estero consentiti, ma con tampone e quarantena: l’elenco C

In base alla normativa italiana, gli spostamenti da/per gli stati dell’elenco C sono consentiti senza necessità di motivazione. Quindi anche per turismo.

Al rientro in Italia, però, oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio sottoporsi a test molecolare o antigenico 48 ore prima della partenza. Il test va effettuato a mezzo di tampone e deve essere risultato negativo. Coloro che rientrano dai Paesi dell’elenco C senza presentare un’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, sono sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Quali sono i Paesi dell’Elenco C in cui si può viaggiare

I Paesi che al momento rientrano nell’elenco C sono:

• Austria (con limitazioni specifiche, descritte nell’apposito paragrafo sul sito della Farnesina)

• Belgio

• Bulgaria

• Cipro

• Croazia

• Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia)

• Estonia

• Finlandia

• Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)

• Germania

• Grecia

• Irlanda

• Lettonia

• Lituania

• Lussemburgo

• Malta

• Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)

• Polonia

• Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)

• Repubblica Ceca

• Romania

• Slovacchia

• Slovenia

• Spagna (inclusi territori nel continente africano)

• Svezia

• Ungheria

• Islanda

• Norvegia

• Liechtenstein

• Svizzera

• Andorra

• Principato di Monaco

Viaggi all’estero fuori dall’Europa: Elenco D

Non solo Paesi dell’Unione Europea e Schengen. Da agosto 2020, i viaggi per turismo sono possibili anche in alcuni Stati esteri considerati a basso rischio epidemiologico.

In questo caso, al rientro in Italia è obbligatorio compilare un’autodichiarazione e sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. Si può raggiungere la propria abitazione solo con mezzo privato.

Tra i Paesi che attualmente figurano nell’Elenco D troviamo:

• Australia

• Nuova Zelanda

• Repubblica di Corea

• Ruanda

• Singapore

• Thailandia.

Dove non si può andare: Elenco E

Viaggi vietati per turismo nel resto dei Paesi del mondo. Tutti gli Stati che non compaiono nei precedenti elenchi, infatti, rientrano nel gruppo E, che individua i territori ritenuti a maggior rischio. Quindi, ad esempio, non si può andare (se non per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza o rientro presso il proprio domicilio) nel Regno Unito, in Brasile e in Giappone.

Per deroghe e particolari limitazioni, il consiglio è consultare la pagina dedicata sul sito della Farnesina Viaggiaresicuri.it.

Come capire dove si può andare e cosa fare al rientro

Questa è la teoria, quindi viene la pratica. Perché se è vero che per la normativa italiana è consentito viaggiare all’estero per turismo, è altrettanto vero che, prima di mettersi in viaggio è bene informarsi sulle norme in vigore nel Paese di destinazione. Si potrebbero trovare musei, ristoranti e bar chiusi; potrebbe essere in vigore il coprifuoco; potrebbe essere obbligatoria la quarantena o il tampone all’arrivo. 

Insomma, complesso il discorso anche sulle regole d’ingresso dei singoli Paesi, persino in area UE e Schengen.  Si può andare, per esempio, dall’Italia in Germania, ma, dal 2 novembre scorso, qui sono vietati i pernottamenti per turismo (ma anche in questo caso, i tedeschi possono andare in vacanza all’estero, come dimostrano i recenti arrivi alle Baleari, a loro volta chiuse agli spagnoli).

Allargando gli orizzonti, in Australia resta lo stop a tutti gli stranieri, sebbene il Paese rientri nell’elenco D italiano. Fino al 17 giugno 2021, infatti, l’Australia chiude i confini internazionali sia in ingresso sia in uscita, non solo per i viaggiatori e gli stranieri residenti permanenti, ma anche per i cittadini australiani.

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