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Almarina, un capolavoro firmato da Valeria Parrella. Candidato al Premio Strega 2020.

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Continua l’appuntamento con la rubrica “Book: Libri & Letture” diretta dall’Infermiere Giovanni Maria Scupola. Oggi parliamo di Almarina, capolavoro letterario di Valeria Parrella, edito per i tipi di Einaudi nel 2019 e candidato al Premio Strega 2020.

Tutto ciò che scegliamo si rivelerà sbagliato se saremo tristi, e giusto se saremo felici.

Il nuovo libro della Parrella viaggia attraverso i pensieri di Elisabetta, docente di matematica che a un certo punto della sua vita decide di intraprendere un percorso lavorativo controcorrente e accetta un incarico di insegnamento presso il carcere minorile di Nisida, nell’arcipelago delle isole Flegree.

Ogni giorno Elisabetta compie un viaggio che la porta ad entrare e poi uscire da un mondo, isolato dal resto del mondo, in cui passato e quotidiano non possono accedere. Il suo lavoro, che lei compie con grande professionalità e impegno, è un atto di amore nei confronti sia della materia che insegna, sia di quei ragazzi sbagliati che incontra quotidianamente in classe, sapendo che potrebbero non esserci alla lezione successiva. Un giorno s’imbatte in Almarina, giovane detenuta con cui scopre ben presto di avere un’affinità elettiva. Entrambe si riconoscono, infatti, pur se per motivi diversi, sole e ferite. Si squadrano, come animali feriti si annusano, fino a mostrare reciprocamente la propria fragilità nascosta e arrivare a sperare di poter formare una nuova, strana famiglia.

Chi si imbatte per la prima volta in un libro della Parrella, può rimanere spiazzato dal suo stile narrativo: appena sussurrato, molto intimista, altrettanto potente. Non lascia spazio alla distrazione, questo libro, perché ogni frase, ogni pensiero rimanda ad un pensiero o a un evento precedente, in un’altalena di ricordi, molto simile all’altalena di pensieri contorti, spesso illogici, che affollano le nostre giornate.

Attraverso Elisabetta ed Almarina, Valeria Parrella ci accompagna nel difficile percorso di guarigione dalle ferite della vita. Con dolcezza non nasconde i pensieri, le domande, i passi falsi e le soste che inevitabilmente ognuno di noi ha provato nel proprio, intimo percorso di cicatrizzazione dai dolori della vita. Lo fa con dolcezza, appunto, perché in ogni percorso di rinascita i passi avanti sono importanti quanto le soste, la paura di non farcela quanto la voglia di ricominciare.

È un libro di donne e coraggio, questo, scritto da una donna che fa trasparire sin dalle prime pagine l’amore che prova per le sue creature, attraverso una scrittura delicata e gentile che si contrappone al luogo in cui la storia è ambientata. Ma lei lo sa fare con grande maestria a dimostrazione che ogni luogo, anche il più duro, può essere luogo di speranza e di rinascita e che tutti noi, al di là del nostro passato e dei nostri dolori meritiamo un’altra possibilità. Sempre.

Almarina è una storia adatta a chi non ha paura di affrontare un dolore, a chi non lo trasforma in un alibi ma che lo attraversa e trova il coraggio di ricominciare.

Coraggio che forse è mancato alla giuria del Premio Strega 2020 che, invece, non le ha riconosciuto quello che sarebbe potuto essere un meritatissimo primo posto.

Marina Donativi, LaAV – Lecce

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