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Quel Premio Nobel che non interessa agli Infermieri. Vogliamo stipendi migliori, possibilità di carriera, laurea magistrale e dottorati liberalizzati, eliminazione del vincolo di esclusività e modalità democratiche di elezione degli organi di rappresentanza ordinistica.

La notizia della proposta del Premio Nobel da attribuire a Medici e Infermieri ha sollevato non poche polemiche nel mondo dei sanitari, soprattuto da parte dei secondi. Da anni gli esponenti della categoria infermieristica a tutti i livelli chiedono reali riconoscimenti economici, sociali e professionali.

Le richieste degli Infermieri puntualmente ignorate dalla Politica.

Le loro richieste puntualmente vengono ignorare. Nemmeno una Pandemia come quella in atto è riuscita a convincere Politici e Politicanti sulla necessità di offrire risposte adeguate a questa famiglia professionale, senza la quale non sarebbe stato possibile in Italia e nel mondo far fronte all’avanzata del Covid-19.

La professione è cambiata, ma l’irriconoscenza è sempre uguale.

Ripetiamo, il Nobel lusinga, ma non basta. Servono stipendi adeguati alle nuove competenze e alle nuove professionalità degli Infermieri; serve una reale possibilità di fare carriera nell’ambito professionale pubblico e privato, nelle università e nei luoghi di ricerca; serve eliminare il vincolo di esclusività per i dipendenti pubblici e privati e liberalizzare finalmente la libera professione dopo il lavoro, così come accade da sempre per i Medici e gli Odontoiatri; serve liberalizzare l’accesso ai corsi di Laurea Magistrale e ai Dottorati di Ricerca, strade professionalizzanti percorribili oggi solo da pochi eletti e dopo test di selezione; e, infine, ma non perché meno importante, una riforma reale delle modalità elettorali per la scelta delle rappresentanze ordinistiche a livello territoriale e nazionale, quelle attuali restano ad appannaggio dei soliti noti e non garantismo la democraticità interna agli organismi rappresentantivi degli Infermieri e degli Infermieri Pediatrici.

Cosa serve oggi agli Infermieri italiani a nostro avviso?

Lo sintetizziamo in pochi punti:

  1. Stipendi adeguati alle reali competenze e professionalità conseguite negli anni;
  2. Una reale possibilità per i dipendenti di svolgere la vera libera professione dopo il lavoro e l’eliminazione vera del vincolo di esclusività;
  3. Reali possibilità di carriera nel pubblico, nel privato, presso le Università e i centri di ricerca;
  4. Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca liberi per tutti e non più a numero chiuso;
  5. Riforma vera delle modalità di elezione degli organi ordinistici a livello territoriale e nazionale.

Sicuri che il Nobel serva a qualcosa?

Il Nobel diamolo a chi il Nobel lo merita, agli Infermieri bastano i riconoscimenti che chiedono da tempo. Alle proposte dei professionisti la Politica e i Politici continuano ad offrire solo promesse, finora mai mantenute.

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