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Image from askanews web site

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Milano, 17 giu. (askanews) – Nowy Sacz in Polonia, Cremona in Italia e Slavonski Brod in Croazia sono, in quest’ordine, le tre città più inquinate d’Europa. Ma appena un gradino sotto questo triste podio troviamo un’altra città italiana, la veneta Vicenza. E’ quanto emerge dal report pubblicato oggi dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea – European Environment Agency) sulla qualità dell’aria delle città europee sulla base dei livelli medi di polveri sottili (PM 2,5) negli ultimi due anni solari (2019-2020). La qualità dell’aria a lungo termine viene valutata come molto scarsa quando i livelli di PM 2,5 sono pari o superiori alla soglia di 25 microgrammi per metro cubo d’aria fissato dall’Unione europea come limite annuale. Delle 323 città prese in considerazione da Aea (https://www.eea.europa.eu/highlights/new-european-city-air-quality), l’aria è classificata come buona in sole 127.

Presentando sul suo sito il report, l’agenzia dell’Unione europea, ricorda anche che “le micropolveri sono l’inquinante aereo con il più alto impatto in termini di morte prematura e malattia, e che l’esposizione a lungo termine al PM 2,5 provoca malattie cardiovascolari e respiratorie”. Infine, “nell’ultima valutazione annuale sulla qualità dell’aria è emerso che nel 2018 le polveri sottili hanno causato circa 417mila morti premature in 41 Paesi europei”.

Con 25,9 microgrammi per metro cubo d’aria, Cremona è al 322esimo posto di questa non invidiabile classifica, penultima prima della cittadina polacca di Nowy Sacz con 27,3 microgrammi di Pm 2,5. Vicenza si posiziona al quart’ultimo posto con 25,6 microgrammi al metrocubo.

Sullo studio pubblicato oggi, è intervenuta l’eurodeputata di Europa Verde, Eleonora Evi, spiegando che il report “è quanto mai preoccupante: il triste primato di Cremona si accompagna a quello, non più felice, di Bergamo e Brescia che, secondo la rivista scientifica ‘Lancet Planetary Health’, detengono il tasso di mortalità da particolato fine (PM 2,5) più alto in Europa, mentre Milano si colloca al quinto posto per morti da biossido di azoto”.

“Questi dati vanno letti in termini di vite umane perché il particolato fine è l’inquinante atmosferico con il maggiore impatto sulla salute per morti premature e malattie” ha proseguito Evi, sottolineando che “mentre nel complesso la qualità dell’aria in Europa è migliorata negli ultimi dieci anni, in Lombardia continua a peggiorare, complice una gestione politica miope e perversa, per la quale il profitto rappresenta l’unico metro di valore, a discapito della salute dei cittadini”. Per Evi, è infatti “inaccettabile che mentre si discute di ridurre l’impatto degli allevamenti intensivi (causa principale di inquinamento atmosferico), in provincia di Mantova si chieda di ampliare la maxi porcilaia di Schivenoglia”, ed è “inspiegabile l’opposizione di Lega e Fratelli d’Italia che in Europa votano contro un rapporto che chiede di aggiornare standard ormai obsoleti per misurare la qualità dell’aria”. “Una situazione intollerabile per i cittadini del Nord Ovest – ha concluso l’eurodeputata – la cui salute è messa in grave pericolo dalle scelte di comodo di una politica che si è rivelata totalmente incapace di gestire l’aspetto sanitario di una delle aree più inquinate d’Europa”.

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