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Ore 09.59: ACF Fiorentina e Mister Rino Gattuso, di comune accordo, hanno deciso di non dare seguito ai preventivi accordi e pertanto di non iniziare insieme la prossima stagione sportiva.

La Società si è messa immediatamente al lavoro per individuare una scelta tecnica che guidi la squadra Viola verso i risultati che la Fiorentina e la Città di Firenze meritano.

Questo è il comunicato ufficiale apparso sul sito della società. I rumors di ieri sono stati confermati.

Di chi è la colpa?

Come spesso accade nelle storie che finiscono male (anche prima di iniziare) la colpa è da dividersi a mezzo. Non sappiamo con quali percentuali ma comunque non è di una sola parte.

La società viola, leggi Commisso, Barone e Pradè, è una società giovane e inesperta. Che però vuole fare la voce grossa a tutti i costi. Senza sapere però come farla. E quindi viene messa in un angolo.

Quando Commisso decise di ingaggiare Gattuso, sapeva perfettamente a cosa andava in contro. Citando un film: chi si prende, deve per forza prendersi tutto il blocco. Birillo, la governate tedesca, severissima in uniforme, le bambine. È una catena di affetti.

Quindi chi prende Gattuso, deve prendere Mendes (il procuratore) e tutti i giocatori che Mendes indica. Così è, e non se vi pare. O sei una società come il Napoli che prende giocatori forti andando contro Mendes (e quindi Gattuso) o soccombi. E noi, onestamente, siamo molto lontani dal Napoli.

La serata di ieri

Ieri sera Gattuso sembra abbia difeso a spada tratta il proprio procuratore e le scelte che Mendes aveva indicato per la ACF Fiorentina. Tanto per fare un esempio: Sergio Olivera, centrocampista portoghese di 29 anni. Doveva essere acquistato dai viola per una cifra vicina ai 30 milioni di euro, con ingaggio da oltre 3 milioni e una commissione faraonica per Mendes.

Risposta della società? Dito medio. Però dito medio senza un’alternativa da dare a Gattuso. Il quale ha cominciato a fare tipo il Diavolo della Tasmania.

Le ragioni viola, almeno teoriche

Sulla carta, per fare filosofia, la Fiorentina ha tutte le ragioni del mondo. Un po’ come Maldini che ha dato il benservito a Dollarumma e Raiola. Però, a Firenze, la ragione si dà ai bischeri. Il concetto di non voler essere strangolati dai procuratori è una teoria bellissima. Ma è l’eterna lotta di Don Chisciotte contro i mulini a vento.

E la ACF Fiorentina deve fare una scelta. O combatti il sistema calcio o ti adegui al sistema calcio. E per vincere alla svelta, ti devi adeguare. La società invece voleva stare a metà del guado. Adesso ha capito che Gattuso era un vincolo troppo pesante da sopportare. Ma non si poteva capirlo prima? Io, che non ci capisco niente di calcio, lo avevo capito da tempo.

Si può fare calcio come l’Atalanta, ma devi avere una società di gente competente come hanno a Bergamo. Qui siamo ben lontani. Ora che abbiamo litigato con Mendes, e dopo aver litigato con Ramadani, dove andiamo a comprare?

Ho sentito voci che parlavano della felicità di Barone e Pradè, che mai avrebbero voluto Gattuso. Se così fosse, questi due andrebbero fatti fuori immediatamente. Perché andrebbero contro i dettami della proprietà, e sarebbe gravissimo.

E adesso?

Adesso, dopo aver concluso un rapporto mai nato con Gattuso, abbiamo perso tante cose: credibilità, appeal, e siamo alla ricerca spasmodica di un allenatore, con in giro solo la pula. Dovremo accontentarci un altro anno?

Quando imparerà la società viola che il mondo del calcio gioca secondo regole proprie?

Mala tempora currunt

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