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Chiara Di Pinto, a sinistra, e Arianna Lelli Mani, cofounder di Studiopepe. Foto Daniele Civetta.

A Firenze inaugura Out of the Blue, la mostra radicale e poetica di Studiopepe. E con un concept decisamente site-specific che rilancia tecniche arcaiche nell’attualità. I pezzi esposti sono il risultato creativo di una serie di soggiorni presso Numeroventi, il progetto di residenze d’artista all’interno di Palazzo Galli Tassi, un suggestivo palazzo rinascimentale di Firenze. 

Scorci del suggestivo cortile di Palazzo Galli Tassi, sede di Numeroventi. Foto Salva Lopez.

SALVA LOPEZ

L’idea di partenza era creare opere site-specific, che Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto hanno interpretato in maniera filologica e appassionata, legando materiali locali, luce solare di quel preciso punto del mondo, e tecniche artigianali antiche fiorentine. In mostra, una serie di sculture in ceramica, pezzi unici, che riprendono le forme di alcuni elementi architettonici del cortile del palazzo, come capitelli, colonne, dettagli decorativi e strutturali, che le due hanno fotografato e studiato. «La terracotta è stata plasmata su quelle forme e poi cotta in un antico forno della città. Quindi abbiamo sottoposto ogni pezzo al processo di cianotipia, un’antica tecnica fotografica di stampa con la luce. Ciano deriva dal greco ‘kyanos’, che significa blu scuro. Questi oggetti, pennellati in una soluzione chimica, sono stati esposti all’aperto ottenendo diverse gradazioni di blu a seconda dell’incidenza del sole in quella fase del giorno», spiega Arianna. 

La serie di piatti da collezione firmata Studiopepe. Foto Daniele Civetta.

L’effetto ottenuto è quello di un gesto manuale sulla materia, enfatizzato e colorato dalla luce naturale. Alle ceramiche si aggiungono anche pezzi di marmo, scovati nelle cantine del palazzo, e sottoposti anch’essi al medesimo metodo di colorazione. La serie, limitata, si compone così di marmi e sculture in ceramica e anche piatti da collezione. Sarà in mostra per circa due mesi, e in vendita. Un bel progetto multimediale che interpreta il savoir-faire tradizionale in chiave attuale, anche attraverso l’incontro di diverse discipline creative. Out of the Blue in effetti, è un’espressione inglese usata per definire qualcosa di inaspettato, che prende forma all’improvviso, nascendo stavolta, anche da un raggio di sole fiorentino.