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Stephanie Rosenthal, direttrice del Gropius Bau, commenta: «La posizione del Gropius Bau, che si trova proprio sull’ex confine della Germania Est e Ovest, gioca un ruolo fondamentale nel nostro programma di mostre. Resti del muro di Berlino possono ancora essere visti dal nostro ingresso principale e dalle sale espositive. Ecco perché le riflessioni sui confini e le frontiere, così come sull’identificazione nazionale, sono spesso presenti nella nostra programmazione da diverse angolazioni. Siamo particolarmente lieti di mettere in scena questa mostra senza precedenti che contrappone opere provenienti dai due centri di potere della Guerra Fredda. The Cool and the Cold combinerà non solo prospettive artistiche dell’Est e dell’Ovest, ma anche famosi capolavori di artisti come Erik Bulatov, Helen Frankenthaler, Roy Lichtenstein, Jackson Pollock e Andy Warhol con opere finora sconosciute».

Roy Lichtenstein, Hopeless, 1963. Estate of Roy Lichtenstein & VG Bild-Kunst, Bonn 2019, Photo: Kunstmuseum Basel, Martin P. Bühler, courtesy: Kunstmuseum Basel, loan of the Peter and Irene Ludwig Stiftung.

Kunstmuseum Basel, Martin P. Bü

La mostra è curata da Benjamin Dodenhoff, della Fondazione Peter e Irene Ludwig, e da Brigitte Franzen, attuale direttrice del Senckenberg Museum di Francoforte, già della Fondazione Peter e Irene Ludwig e succeduta da Carla Cugini. Brigitte Franzen, raccontando la mostra, afferma: «L’avanguardia russa, con la sua lunga tradizione, e l’estetica innovativa della Pop Art americana sono elementi centrali della Collezione Ludwig. Non molti si rendono conto che i Ludwig erano anche avidi collezionisti d’arte dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale fino agli anni ’90. Questo permette un accostamento che rivela continuità, contraddizioni, apparenti opposti e significativi punti di riferimento storici nell’Unione Sovietica e negli Stati Uniti come riflessi nella pittura. La mostra illustrerà le ideologie che si sono confrontate e scontrate, le forze in gioco e come l’impatto della cortina di ferro ha influenzato l’arte. Sono così felice che la Fondazione Ludwig mi abbia permesso di portare a termine questo progetto – che ho preparato per molto tempo e che sembrava incerto a causa del Covid-19 – con il team della Fondazione ad Aachen, ora guidato da Carla Cugini, e il team al Gropius Bau con Stephanie Rosenthal».

Robert Indiana, USA 666 (Eat, Die, Err, Hug) II, 1966/1967. Morgan Art Foundation / ARS, New York / VG Bild-Kunst, Bonn 2020, photo: Rheinisches Bildarchiv Köln, Sabrina Walz, rba_c004472, courtesy: Museum Ludwig Köln, donation Sammlung Ludwig.

Rheinisches Bildarchiv Köln / Sabrina Walz

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