50-best-restaurants-2021:-cosa-e-successo-ad-anversa
Spread the love

“Keep pushing, keep developing, keep expressing yourself, find new way.” È in questa frase, pronunciata sul palco dei World’s 50 Best Restaurants da Peter Kreiner, Ceo e partner del Noma e ribadita di fatto in un discorso più articolato dallo chef Rene Redzepi, il senso della (ennesima) vittoria del ristorante danese agli Oscar della Gastronomia. È il Noma 2.0 ad aggiudicarsi la prima posizione nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants del 2021Nell’edizione più attesa, dopo 18 mesi di pausa, finalmente in presenza nel cuore di Anversa, nelle Fiandre, l’annuncio sul palco non coglie di sorpresa la platea. Il Noma era secondo nel 2019, e i rumors circolavano da giorni, al punto che tanti giornalisti avevano già pronto il titolo. Lo avevamo detto anche noi giorni fa. Poi quando si è saputo che lo chef era arrivato ad Anversa con quasi tutta la squadra, era chiaro cosa aspettarsi. Una edizione che ha premiato non solo la Danimarca, secondo il Geranium (e che crescesse lo avevamo scritto), ma ha segnato un bel passo per gli italiani, in particolare con la sorpresa del balzo in avanti di Lido 84, qui tutta la classifica. Ora si attende l’annuncio sul luogo della prossima edizione, che non è stata detta sul palco. Sembra che la destinazione verrà svelata solo a novembre. Ma vediamo intanto come è andata questa edizione.

Noma: “Ha vinto la squadra e la Danimarca ha ancora tanto da dire”

Redzepi e il suo team tornano dunque al primo posto nel mondo con il Noma 2.0. Il precedente aveva già vinto le edizioni del passato ed era per questo già nei Best of the Best, la Hall of Fame della classifica. Il nuovo Noma era secondo dalla classifica congelata nel 2019. In Scandinavia Rene Redzepi e il suo team hanno continuato, nonostante tutto, a lavorare e a sperimentare. Lo hanno detto chiaramente sul palco, lo ha ribadito alla conferenza stampa Redzepi. Lo chef e il suo ristorante hanno continuato a guidare per certi versi, anche nei momenti più confusi. Si pensi che Redzepi è stato il primo a convertire la sua attività, fuori dal locale, aprendo una hamburgheria pop up per far lavorare la squadra e far quadrare i conti servendo ai danesi ben 65.000 hamburgher e poi è tornato al suo Lab per lavorare sul nuovo menu e riaprire più forte di prima. Non sarà la rivoluzione degli anni Dieci del Duemila, quella che lo ha incoronato in giovane età, ma è certamente un nuovo corso, che tra l’altro gli ha fruttato le tre Stelle Michelin, attese da anni. Perché? Per questo rialzarsi, per questo keep pushing che non ha mai smesso di guidarlo e che gli ha fatto superare se stesso per entrare di fatto nella leggenda.

Il mio segreto? Ve ne dico 79 quanti sono i membri della mia squadra. A loro devo il merito di aver continuato. Per loro dico che voglio essere non solo il miglior ristorante ma il migliore dove lavorare” ha detto ancora Redzepi, che sul palco era con un bella rappresentanza del suo team, tra di loro anche Ali Sonko, dal 2003 al ristorante, ha iniziato come lavapiatti ed è diventato successivamente socio con alcune quote, un riconoscimento al suo lavoro e al suo impegno. Redzepi sul suo futuro è ottimista e non vuole fermarsi: “La Danimarca ha ancora tanto da dire”. Vedremo se la Nordic Cuisine guiderà ancora il mondo gastronomico. Certamente nella classifica dei 50 Best la Spagna darà filo da torcere: è sempre là, presente e numerosa, con 6 ristoranti nei 50, 5 solo tra i primi 20. Premiata certamente dal meccanismo di voto regionale ma anche dalla capacità di fare sistema.

Lido 84 Highest New Entry: il salto in avanti dell’Italia

Per l’Italia è stata una bella edizione. La notizia era già nell’aria quando, superato il numero 30 abbiamo iniziato a sperare che i nostri fossero saliti davvero. Per scaramanzia non lo avevamo detto ma che Niko Romito con il suo Reale rientrasse dalla posizione 51 in cui era scivolato nel 2019, lo speravamo. E infatti eccolo annunciato al n.29. Anche per le Calandre degli Alajmo c’è stato un bel passo di 5 posizioni dalla n. 31 alla 26. Ma è nei primi 20 la grande sorpresa di questa edizione fiamminga: Piazza Duomo con Enrico Crippa è il 18° ristorante al mondo e Lido 84 balza al 15° posto vincendo l’Highest New Entry e diventando di fatto migliore ristorante in Italia per la 50 Best. Nel 2019 erano al n.78 e avevano vinto il premio One to Watch. L’emozione naturalmente è stata tantissima per loro, schivi e poco abituati alle luci dei riflettori. “Ci auguriamo di poter rappresentare al meglio la cucina italiana nel mondo – ci hanno detto a caldo Riccardo e Giancarlo Camanini, proprietari e anime di Lido 84 a Gardone Riviera – Sentiamo la pressione, la responsabilità di questa posizione. Siamo contenti e preoccupati. Cosa accadrà ora? Noi continueremo a lavorare bene come prima.” ha aggiunto Riccardo e ancora: “Per noi un premio così è una grande motivazione. Chissà che invece della Danimarca o della Spagna non sia adesso l’ora dell’Italia. Paul Bocuse lo disse anni fa, quando la cucina italiana si accorgerà delle province diventerà la più grande cucina del mondo. Al di là dei numeri delle classifiche e soprattutto dopo questo periodo difficile dobbiamo lavorare tutti insieme, noi chef, per portare la cultura e la cucina italiana nel mondo, fuori dai clichè e con autenticità” ha concluso Riccardo.

Gli altri premi

Ad Anversa sono stati consegnati anche vari premi importanti, in parte già annunciati come di consueto. A vincere il One to Watch 2021 è il londinese Ikoyi. Alla guida due anime cosmopolite Jeremy Chan e Iré Hassan-Odukale, due che vorresti tanto che aprissero a Milano con la loro cucina che rifiuta etichette identitarie e si fa invece racconto contemporaneo di una generazione cuisine fluid, che guarda al mondo in modo diverso. “Una cucina africana? Asiatica? Non ci interessa essere definiti. Potremmo anche offendere qualcuno. Siamo britannici, viviamo a Londra e questa è la nostra realtà” ha detto Jeremy Chan. Meritatissimo l’Icon of the Industry a Dominique Crenn che con forza e impegno, porta avanti anche una filosofia personale in cucina ben espressa nel suo Atelier Crenn, alla posizione n. 48.

Pia Leon ha vinto il Best Female Chef Award: “Magari tra 3 anni non servirà più avere un premio solo per le donne ma ora sì è necessario e sono orgogliosa di avere questo premio e rappresentare con questo un punto di riferimento per tante donne” ci ha detto a margine. Best Pastry Chef è Will Goldfarb che a Bali, usando spezie e aromi del suo giardino tropicale, ha ricreato dal 2014 il magico mondo del suo Room4Dessert di New York: 10 portate tutte di dolce. Best Sustainabile Restaurant è Boragò in Cile guidato da Rodolfo Guzman. L’Art of Hospitality Award è andato allo Steirereck di Vienna. Infine, tra i premi più importanti, lo Chefs’ Award è andato a Asador Etxebarri, cioè Victor Arguinzoniz anche n. 3 in classifica. Il re del fuoco e della brace, meravigliosamente coerente con se stesso da sempre, e tra i migliori indirizzi di Spagna.

Se vuoi aggiornamenti su 50 Best Restaurants 2021: cosa è successo ad Anversa inserisci la tua email nel box qui sotto:

Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell’informativa sulla privacy.

Abbiamo ricevuto la tua richiesta di iscrizione. Se è la prima volta che ti registri ai nostri servizi, conferma la tua iscrizione facendo clic sul link ricevuto via posta elettronica.

Se vuoi ricevere informazioni personalizzate compila anche i seguenti campi opzionali.

Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell’informativa sulla privacy.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *